Da Marsala a Lampedusa, due nuove barche per Mediterranea
Due nuove imbarcazioni a vela nella flotta di Mediterranea Saving Humans, pronte a entrare nel Mediterraneo centrale per attività di ricerca, soccorso e monitoraggio.
Si chiamano Blue Moon e Blue Soleil e dovrebbero partire da Marsala il 31 agosto alla volta di Lampedusa.
La partenza dal porto lilybetano non rappresenterà ancora l'avvio ufficiale della 25esima missione della ong.
Le attività operative prenderanno infatti il via da Lampedusa, che sarà la base delle due nuove imbarcazioni. Ma il passaggio da Marsala segna comunque l'inizio di una nuova fase per la flotta civile di Mediterranea Saving Humans.

Blue Moon e Blue Soleil si aggiungono a Mare Jonio, Safira e Mediterranea Ship - attualmente ferma in cantiere a Napoli per il rinnovo del certificato di classe - rafforzando una presenza civile che l'organizzazione considera sempre più necessaria in un Mediterraneo centrale dove continuano naufragi, morti, intercettazioni e respingimenti.
La Blue Soleil, messa a disposizione da Thousand Madleens To Gaza Italy, cambia rotta ma non il senso del proprio viaggio: la difesa della solidarietà e dei diritti umani.
Insieme agli equipaggi di Mediterranea ci saranno anche otto giovani di Spin Time e della Clinica Legale di Roma Tre, costituitosi nel collettivo Nereidi Project.

La scelta di moltiplicare le imbarcazioni arriva in un momento di forte tensione sul terreno delle politiche migratorie.
Il riferimento principale è il cosiddetto decreto Piantedosi, il decreto legge 1 del 2023, poi convertito nella legge 15 del 2023. La normativa impone alle navi delle Ong, dopo l'assegnazione di un luogo sicuro da parte delle autorità, di dirigersi verso il porto indicato.
È proprio questo meccanismo che ha portato spesso all'assegnazione di porti molto lontani dall'area del Mediterraneo centrale, con giorni di navigazione impossibili da sopportare per le condizioni dei naufraghi soccorsi.
È qui che si consuma uno dei principali scontri tra il governo e le organizzazioni umanitarie.
Le Ong sostengono che, di fronte a nuove imbarcazioni in pericolo, il soccorso è un dovere morale.
In molti casi gli equipaggi hanno quindi effettuato ulteriori soccorsi, entrando in contrasto con le disposizioni di collaborazione con la Guardia costiera libica - di cui sono state spesso documentati arrembaggi ai barchini - e incappando in sanzioni e fermi amministrativi delle navi.
Il porto di Trapani ha spesso ospitato le navi ong poste sotto sequestro: da Mediterranea Ship a Humanity 1, Sea Watch e la Mare Jonio.
Il quadro politico si è ulteriormente irrigidito dopo la crisi migratoria di Ceuta di questa estate.
Alla fine di luglio, dopo l'arrivo in massa di decine di migliaia di persone nell'exclave spagnola, l'Italia ha introdotto controlli mirati per i cittadini extra-Ue provenienti dalla Spagna via mare e via aerea, ripristinando temporaneamente le verifiche nell'ambito dello spazio Schengen e tornando a riproporre il protocollo Italia-Albania per la gestione dei migranti.
È dentro questo scenario che Mediterranea colloca la scelta di aggiungere Blue Moon e Blue Soleil alla propria flotta.
La risposta dell'organizzazione alle politiche che considera restrittive è, sostanzialmente, quella di aumentare la presenza civile in mare.
Da Marsala, il 31 agosto, dovrebbe dunque partire la prima tappa del viaggio. Destinazione Lampedusa. Da lì comincerà la missione vera e propria, nel cuore di quel Mediterraneo che continua a essere uno dei confini più drammatici e controversi d'Europa.
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