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29/08/2026 08:00:00

Ad Erice è scoppiata la "guerra delle genovesi" 

Le genovesi, alla fine, sono riuscite a fare quello che spesso non riescono a fare nemmeno i dossier sull'acqua: infiammare il dibattito. 

A Erice bastano quattro vassoi di dolci, qualche bottiglia e una tavola apparecchiata nell’aula consiliare per trasformare una celebrazione patronale nell’ultima, surreale, trincea della polemica politica.

 

Le genovesi diventano dunque un caso politico. Non per la ricetta -gelosamente custodita nelle pasticcerie della Vetta - naturalmente, ma per il luogo in cui sono state servite: l’aula del Consiglio comunale di Erice.

 

È da una fotografia, con tovaglie bianche, vassoi di dolci, bottiglie e calici sistemati nella sala consiliare, che nasce l’ultima polemica tra la vicepresidente del Consiglio comunale, Assunta Aiello, e la sindaca Daniela Toscano. 

Una polemica che, nel giro di poche ore, passa dal decoro delle istituzioni alla festa patronale di Maria Santissima di Custonaci, fino ad arrivare alle presenze – e alle assenze – della politica ericina.

 

Aiello guarda quella fotografia e vede un simbolo. «La sala del Consiglio comunale di Erice, luogo simbolico della rappresentanza democratica ericina», scrive, sarebbe stata trasformata in quello che «sembra più un rinfresco che un momento istituzionale».

La vicepresidente del Consiglio chiama in causa persino l’Ars e Montecitorio, chiedendosi se qualcuno abbia mai visto le rispettive aule parlamentari apparecchiate per un brindisi. 

In Transatlantico forse no, ma la bouvette ed il ristorante di Montecitorio non hanno da invidiare il rinfresco Ericino, nemmeno nei giorni feriali.

 

Ma soprattutto, la Aiello individua quello che, secondo lei, è il vero paradosso: la stessa aula che può diventare luogo di convivialità sarebbe, troppo spesso, «orfana della presenza della prima cittadina» quando si tratta di affrontare le questioni amministrative.

Una stoccata diretta alla sindaca, con riferimento a sedute rimandate e a un rapporto con l’aula consiliare che Aiello definisce problematico. 

Per la vicepresidente, il rispetto delle istituzioni si misura soprattutto nella presenza e nella capacità di onorare il confronto democratico, non certo «dagli allestimenti né dai calici disposti sul tavolo».

 

Poi arriva la risposta di Daniela Toscano. E la fotografia cambia completamente prospettiva: quelle che Aiello chiama immagini di un “buffet”, per la sindaca sono invece il racconto – completamente decontestualizzato – di un momento di accoglienza legato alle celebrazioni in onore di Maria Santissima di Custonaci, Patrona di Erice e dell’Agro Ericino.

«Prima di trasformare quattro vassoi di genovesi in uno scandalo», replica Toscano, «sarebbe bastato conoscere la storia e il significato dei festeggiamenti».

 

Secondo la sindaca, dunque, nell’aula consiliare non c’era alcun buffet trasformato in caso politico, ma un momento di ospitalità istituzionale per i sindaci e i rappresentanti dei Comuni dell’Agro Ericino intervenuti alle celebrazioni. Un gesto che Toscano rivendica come tradizione e come forma di cortesia verso gli ospiti.

 

E qui la polemica, già partita dai vassoi di genovesi, prende una piega ancora più personale.

Per Toscano, il post di Aiello non colpisce soltanto l’amministrazione comunale, ma finisce per coinvolgere anche i sindaci e i rappresentanti di Buseto, Custonaci, Paceco, San Vito Lo Capo, Trapani e Valderice che hanno partecipato al momento istituzionale. «Nel maldestro tentativo di colpire l’Amministrazione», sostiene la sindaca, «Aiello finisce quindi per offendere i sindaci e i rappresentanti intervenuti».

 

Anche la sindaca rilancia sul terreno della presenza istituzionale, sottolineando che Aiello non avrebbe partecipato agli appuntamenti istituzionali inseriti nel calendario delle festività patronali e ricorda il ruolo ricoperto dalla vicepresidente del Consiglio comunale, compresa l’indennità mensile di 1.117,80 euro.

 

La conclusione è dunque affidata ad una terza donna super partes. Che non é la celebre Maria Grammatico dell'omonima pasticceria, ma addirittura la Madonna di Custonaci: che Toscano accusa Aiello di avere trascinato, indirettamente, dentro una polemica social. 

«Maria SS. di Custonaci non è un buffet», scrive la sindaca. «È la Madonna degli Ericini. Per noi è fede, storia, memoria, cultura e identità».

 

E così, alla fine, a Erice la politica riesce a litigare persino sulle genovesi: quattro vassoi , insomma, sono bastati per far saltare di nuovo il tavolo della politica ericina. Quello vero, però, resta nell’aula consiliare. 



Politica | 2026-08-28 15:00:00
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