Trapani, ecco come sarà la nuova piazza ex Mercato del Pesce. Ma il rendering divide i cittadini
Ci sono cantieri che, per mesi, mostrano soltanto il loro lato meno affascinante: impalcature, ponteggi, transenne, muri scrostati.
Poi arriva un rendering e, improvvisamente, dietro quel disordine necessario si riesce a vedere il risultato finale.
È quello che accade per la piazza ex Mercato del Pesce di Trapani. Il Comune ha diffuso le immagini del progetto che mostrano come si presenterà la storica “Chiazza” al termine dei lavori di riqualificazione.
E quel rendering ha anche un altro valore: da oggi il progetto non è più soltanto fatto di finanziamenti, delibere e promesse. I trapanesi possono concretamente immaginare cosa troveranno quando le impalcature saranno smontate.
In un certo senso, quelle immagini diventano anche un impegno pubblico. Una promessa visibile, con la quale sarà inevitabile confrontarsi alla fine dei lavori.
L'intervento riguarda due simboli del centro storico: la piazza ex Mercato del Pesce e la Fontana della Venere Anadiomene, il cui restauro è già iniziato.
La statua, portata in cantiere lo scorso 18 agosto, dovrebbe tornare all'antico splendore, secondo le intenzioni dell'Amministrazione, entro l'anno.
Il restauro, del valore di circa 80 mila euro, sarà finanziato con parte delle economie ottenute dal Comune di Trapani grazie alla gestione interna delle verifiche tecniche sugli appalti.
La riqualificazione della "Chiazza"
Ma la trasformazione investe l'intero spazio che per generazioni è stato uno dei luoghi più identitari della città.
L'aspetto attuale della piazza risale al progetto del 1874 dell'architetto Giambattista Talotti: i grandi portici disposti a esedra attorno alla fontana della Venere sono ciò che resta della stagione in cui questo angolo di Trapani era il cuore del mercato ittico cittadino, funzione trasferita altrove negli anni Novanta.
La riqualificazione punta a recuperare proprio questa identità, senza trasformare il complesso storico in qualcosa di irriconoscibile.
Per la Chiazza è previsto un recupero più ampio.
Il progetto comprende il restauro dei prospetti e degli intonaci, il recupero di cornicioni, lesene e capitelli danneggiati dalla salsedine, la sostituzione degli infissi e nuove vetrate a tutt'altezza lungo l'ala nord.
Qui dovrebbe essere realizzato uno spazio espositivo coperto dedicato alle eccellenze enogastronomiche e artigianali, con strutture modulari e smontabili.
Sono inoltre previsti nuovi impianti, servizi igienici, illuminazione a LED, interventi sulla pavimentazione, sul verde e sull'arredo urbano. L'obiettivo è restituire funzionalità e dignità a uno spazio di grande pregio storico che, persa ormai da decenni la sua originaria funzione di mercato ittico, cerca una nuova identità.
L'intervento rientra nel più ampio Programma integrato di recupero e riqualificazione urbana del Comune di Trapani, che comprende anche l'ex scuola Eugenio De Rosa alla litoranea nord e alcuni immobili comunali di via Carreca.
Un'operazione complessiva da circa 8 milioni di euro che mette insieme recupero urbano, edilizia sociale e valorizzazione di luoghi simbolo della città.
Per la Fontana della Venere, il Comune ha approvato il progetto esecutivo e l'intervento di restauro e rifunzionalizzazione è stato formalmente inserito negli atti amministrativi dell'operazione.
C'è anche un sito per vedere l'avanzamento del Cantiere e consultare tutti i dettagli:
https://cittaincantiere.it/siti/trapani/
Il rendering che piace poco. E sotto le immagini emerge la sfiducia
Ma basta leggere i commenti comparsi sotto il post del Comune, e quelli nei gruppi social dove il rendering viene condiviso, per capire che le immagini non hanno prodotto soltanto entusiasmo.
Anzi.
Su centinaia di interventi prevalgono le reazioni critiche.
C'è chi richiama la memoria della "Chiazza" di una volta, quando era davvero il Mercato del Pesce e rappresentava un pezzo della vita quotidiana di Trapani.
C'è chi avrebbe preferito destinare quegli spazi soprattutto alla cultura, alle esposizioni e alle attività capaci di riportare vita nel centro storico. Altri richiamano il rispetto della Carta del Restauro e si interrogano sulle nuove soluzioni previste per il complesso.
Ma, al di là del giudizio estetico sul rendering, ciò che emerge più chiaramente è soprattutto la mancanza di fiducia.
Molti cittadini si chiedono se i lavori saranno davvero conclusi nei tempi annunciati.
E poi c'è la domanda che ritorna sempre: una volta restaurata e inaugurata, la piazza verrà mantenuta nel tempo?
Restaurare è una cosa, prendersi cura quotidianamente di un luogo è un'altra. Ed è proprio questa esperienza del passato ad alimentare lo scetticismo di molti commentatori.
Poi c'è la questione delle priorità.
Per una parte della città, la nuova Chiazza appare oggi un intervento secondario rispetto alle emergenze quotidiane di Trapani: le strade dissestate, i problemi della manutenzione urbana e, soprattutto, la crisi idrica che continua a preoccupare cittadini e attività.
Non è necessariamente un “no” al recupero della Venere o alla riqualificazione della piazza. È piuttosto una domanda politica: è questo il momento e questa è la priorità?
Ed è forse qui il significato più interessante di quel rendering.
Nelle intenzioni dell'Amministrazione mostra la Trapani che verrà.
Nei commenti dei cittadini, invece, si riflette la Trapani di oggi.
Da una parte la promessa di una città più bella, restaurata e valorizzata. Dall'altra i rubinetti, le strade e i problemi quotidiani che rendono difficile guardare con entusiasmo al futuro.
Quando le impalcature saranno smontate, il rendering potrà finalmente essere confrontato con la realtà.
Ma la sfida più grande, per l'Amministrazione, sarà forse un'altra: dimostrare ai trapanesi che quella promessa può essere mantenuta.
E che, insieme alla città dei rendering, si riesca finalmente a sistemare anche quella reale.
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