Il weekend di fuoco in Sicilia. Un giovane è grave. Cocina: “Una guerra che così non si vince”
La Sicilia brucia ancora. E questa volta il bilancio non si misura soltanto negli ettari di bosco e macchia mediterranea ridotti in cenere. Ci sono abitazioni minacciate, aziende agricole danneggiate, animali morti, famiglie evacuate e intere comunità costrette a trascorrere ore con il fuoco davanti alle porte.
A Ciminna un giovane di 26 anni, Salvatore Giglia, è ricoverato in gravi condizioni dopo essere stato investito dalle fiamme mentre cercava di difendere la propria campagna. È sedato, ha ustioni in diverse parti del corpo e la prognosi resta riservata.
È il volto più drammatico di un altro fine settimana di paura, segnato da incendi alimentati dal caldo, dalla vegetazione secca e dal forte vento di scirocco. Ma dietro molti roghi, secondo le autorità, non ci sarebbe soltanto il clima: torna ancora una volta l’ombra degli incendiari.
Il giovane ustionato a Ciminna
L’incendio di Ciminna è divampato sabato pomeriggio, raggiungendo le campagne e avvicinandosi pericolosamente alle abitazioni. Salvatore Giglia ha provato a proteggere i terreni della famiglia, ma è stato travolto dal fronte del fuoco.
Soccorso dai vigili del fuoco, è stato affidato agli operatori del 118 e trasportato in ambulanza fino a Ventimiglia di Sicilia. Da lì è stato trasferito in elisoccorso all’ospedale Civico di Palermo, dove si trova ricoverato nel reparto di Chirurgia plastica.
Le sue condizioni sono gravi. Tutta Ciminna si è stretta attorno alla famiglia. Il sindaco Vito Filippo Barone ha parlato di una delle giornate più drammatiche vissute dal paese: diversi residenti sono stati allontanati dalle proprie case e le fiamme hanno lambito anche la chiesa di San Salvatore, risalente al Cinquecento.
Polizzi Generosa accerchiata dalle fiamme
Tra le situazioni più difficili c’è quella di Polizzi Generosa, sulle Madonie. Il fuoco, partito dalla zona del Pizzo Santissimo, si è rapidamente propagato, favorito dal vento, arrivando vicino al centro abitato e alla casa di riposo.
Sono andati distrutti ettari di vegetazione, uliveti, ricoveri per animali e strutture agricole. Si registrano animali morti e abitazioni danneggiate. Alcune famiglie hanno dovuto lasciare le proprie case, mentre il palazzetto dello sport è stato utilizzato come punto di accoglienza.
Il sindaco Gandolfo Librizzi si è lievemente ferito durante un sopralluogo nelle aree colpite
Alle operazioni hanno partecipato vigili del fuoco, Corpo forestale, Protezione civile e volontari. Il vento ha però reso difficili gli interventi, favorendo continue ripartenze del fronte.
Paura anche a Sciacca: turisti in fuga verso il mare
Ore drammatiche anche nell’Agrigentino. A Sciacca il fumo e le fiamme hanno minacciato un residence turistico. Gli ospiti sono stati evacuati e molti hanno cercato riparo sulla spiaggia, allontanandosi anche via mare.
Circa 120 persone hanno trascorso la notte in una struttura di accoglienza allestita dalla Protezione civile comunale, per poi lasciare il centro una volta migliorate le condizioni.
Roghi sono stati segnalati anche nell’area di Porto Palo di Menfi, dove il fuoco ha interessato la vegetazione vicina alle strutture turistiche e alle abitazioni.
Dal Palermitano alla Sicilia orientale
Nel Palermitano le fiamme hanno interessato, oltre a Ciminna e Polizzi Generosa, anche Ventimiglia di Sicilia, Baucina, Roccapalumba, Castellana Sicula, Trabia e la zona di Partinico.
Proprio tra Partinico, Borgetto e Montelepre una densa nube nera ha avvolto per ore il territorio. A preoccupare è stata anche la presenza di pneumatici e rifiuti abbandonati, la cui combustione ha sprigionato fumi potenzialmente pericolosi.
Dopo avere colpito soprattutto la Sicilia occidentale, l’emergenza si è spostata verso la parte orientale dell’Isola. Canadair ed elicotteri sono intervenuti nel territorio di Zafferana Etnea e nel Messinese, tra Castelmola, Mongiuffi Melia e Itala.
Altri incendi sono stati segnalati a Mazzarino, nel Nisseno, e a Chiaramonte Gulfi, nel Ragusano. Nel Trapanese un rogo ha interessato anche la zona di Castellammare del Golfo, con il fumo che ha avvolto il santuario della Madonna della Scala.
Cocina: “Il cambiamento climatico non è l’unica causa”
Il capo della Protezione civile regionale, Salvo Cocina, parla di una stagione complicatissima, paragonabile per intensità e devastazione a quella del 2023.
Il sistema regionale sta operando con circa 2.500 volontari formati e 300 mezzi, tra i quali una ventina di autocisterne. Ma quando scoppiano numerosi incendi contemporaneamente, con temperature elevate e vento forte, uomini e mezzi non riescono a essere presenti ovunque nello stesso momento.
Cocina mette insieme le due facce dell’emergenza: da una parte le ondate di calore, sempre più frequenti e durature; dall’altra i roghi di origine dolosa.
“Il cambiamento climatico non è l’unica causa: ad aumentare sono anche i piromani e i delinquenti, che andrebbero bloccati prima”, ha spiegato il dirigente della Protezione civile.
Da qui l’appello ai sindaci e alle comunità locali: intensificare i controlli preventivi e segnalare tempestivamente movimenti sospetti. In molti piccoli centri, sostiene Cocina, i possibili responsabili sarebbero conosciuti. Occorre quindi intervenire prima che il fuoco venga appiccato: altrimenti, ha avvertito, “questa guerra non la vinceremo”.
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