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01/09/2026 06:00:00

 Dentro il progetto del BRT: ecco come cambia Trapani

Del BRT di Trapani, in questi mesi, si è parlato molto. Si è parlato dei cantieri, dei ritardi, del traffico, dei parcheggi eliminati e delle proteste dei commercianti. Si è discusso dell’impatto sul centro storico, dei disagi per residenti e lavoratori, delle difficoltà attorno al porto. La città si è praticamente divisa: da una parte l’amministrazione, che presenta il Bus Rapid Transit come una svolta necessaria per la mobilità urbana; dall’altra chi considera l’opera troppo invasiva e contesta tempi, metodo e conseguenze economiche.

 

Intanto il lungomare è già cambiato. Via Ammiraglio Staiti e viale Regina Elena hanno un nuovo volto: corsie centrali, banchine, pensiline, rotatorie e una diversa distribuzione degli spazi. Il cantiere è ancora in corso e l’obiettivo del Comune è completarlo in tempo per l’inizio dell’anno scolastico, dopo che nei mesi scorsi era stata annunciata una prima partenza sperimentale già a metà luglio.

Finora Tp24 ha raccontato tutto questo: le scelte dell’amministrazione, le contestazioni, lo scontro politico e i problemi vissuti quotidianamente dalla città. Adesso, però, entriamo dentro il progetto.

Abbiamo letto gli elaborati tecnici: la relazione generale, il quadro economico, la nuova organizzazione della circolazione, le modifiche richieste dalla Soprintendenza, il piano di manutenzione e la relazione sulle possibili interferenze con i sottoservizi. Cinque puntate per capire che cosa dicono realmente le carte, come sarà il BRT, quanto costa, quali strade cambieranno e quali domande restano ancora senza risposta.

Questa è la prima puntata: il progetto, il percorso e i numeri principali.

 

Che cos’è il BRT

BRT significa Bus Rapid Transit. Non è semplicemente una nuova linea di autobus, ma un sistema di trasporto pubblico su gomma progettato per garantire maggiore velocità, puntualità e regolarità.

Il modello prevede corsie riservate, fermate riconoscibili e accessibili, priorità agli incroci, semafori capaci di rilevare l’arrivo dei mezzi e sistemi di informazione per i passeggeri. In sostanza, l’obiettivo è avvicinare le prestazioni dell’autobus a quelle di una metropolitana leggera, con costi inferiori rispetto a una linea tranviaria.

Nel caso di Trapani, il progetto si inserisce nel Piano urbano della mobilità sostenibile e punta a collegare il parcheggio Egadi e Piazzale Ilio con il porto e il centro storico. L’idea dell’amministrazione è spingere automobilisti e visitatori a lasciare il mezzo nell’area di interscambio e proseguire con il trasporto pubblico.

La scommessa è tutta qui: convincere una città abituata a raggiungere il centro in automobile a cambiare il proprio modo di spostarsi.

 

Quanto costa il progetto

Il costo complessivo del BRT è di 2 milioni e 745 mila euro, finanziati attraverso il PNRR nell’ambito degli interventi di rigenerazione urbana.

Il quadro economico divide la somma in due grandi voci:

  • 2.109.584 euro per i lavori;
  • 635.415 euro come somme a disposizione dell’amministrazione.

L’importo lordo dei lavori era di 2.384.473 euro. Dopo il ribasso d’asta del 22,7681%, pari a circa 542.899 euro, l’importo netto è sceso a 1.841.573 euro. A questa cifra si aggiungono 268.010 euro per gli oneri della sicurezza.

Tra le somme a disposizione figurano circa 211 mila euro di Iva, 130.480 euro per la progettazione definitiva ed esecutiva, 130 mila euro per la direzione dei lavori e il coordinamento della sicurezza, oltre alle spese per incentivi tecnici, conferimenti in discarica, allacciamenti e imprevisti.

La cifra di 2,745 milioni riguarda la realizzazione del progetto. Non comprende necessariamente i futuri costi annuali del servizio: autobus, autisti, carburante o energia, manutenzione e gestione della linea.

Un percorso di 5,3 chilometri

Il tracciato indicato nelle carte misura complessivamente 5.300 metri:

  • 2.531 metri nel percorso di andata;
  • 2.769 metri nel percorso di ritorno.

Il primo terminal, denominato T1, è previsto nell’area del parcheggio Egadi, davanti alla zona del Palazzetto dello sport e in prossimità di Piazzale Ilio.

Da qui il BRT effettuerà il giro attorno all’area del Palazzetto, attraversando anche via dei Grandi Eventi, per poi raggiungere via Ammiraglio Staiti. In questa prima parte gli autobus viaggeranno insieme agli altri veicoli.

Il percorso proseguirà sul fronte portuale, attraversando via Ammiraglio Staiti e viale Regina Elena. È qui che si concentra la parte più visibile dell’intervento: corsie centrali, fermate a isola, attraversamenti semaforizzati e tre nuove rotatorie.

Superata la rotatoria prevista all’incrocio con via Duca d’Aosta, l’autobus tornerà nel traffico ordinario. Proseguirà su viale Regina Elena, svolterà in via dei Ranuncoli e raggiungerà il secondo terminal, nella zona della Madonnina.

Il ritorno avverrà attraverso via Cristoforo Colombo e via Duca d’Aosta, per poi riprendere viale Regina Elena e via Ammiraglio Staiti in direzione del parcheggio Egadi.

Le 22 fermate

Il progetto prevede 22 punti di fermata, comprendendo nel conteggio i due terminal e le fermate nelle due direzioni di marcia.

Non si tratta, quindi, di 22 luoghi completamente differenti. Le carte conteggiano separatamente i punti di salita e discesa del percorso di andata e quelli del ritorno.

Dodici fermate saranno collocate sul bordo della strada, utilizzando prevalentemente i marciapiedi esistenti nei tratti in cui il BRT viaggerà insieme alle automobili. Dieci saranno invece sistemate su banchine centrali nei tratti riservati.

Le banchine avranno una lunghezza di 14 metri e potranno accogliere autobus lunghi fino a 12 metri. Sono previste rampe, percorsi tattili, accesso a raso e sistemi per facilitare l’utilizzo da parte delle persone con disabilità.

La distanza media tra una fermata e l’altra sarà di circa 240 metri. Una scelta che rende il servizio più facilmente raggiungibile, ma che pone anche una questione sulla rapidità complessiva della linea: più fermate significano più soste e tempi di percorrenza potenzialmente maggiori.

 

Novecento metri di corsia riservata

Le corsie fisicamente riservate al BRT avranno uno sviluppo complessivo di 900 metri.

Il primo tratto, lungo 595 metri, interesserà via Ammiraglio Staiti e viale Regina Elena, dall’area dell’incrocio con via Porta Galli e via XXX Gennaio fino a piazza Garibaldi.

Il secondo, lungo 305 metri, si svilupperà su viale Regina Elena, tra piazza Garibaldi e l’intersezione con via Duca d’Aosta.

Poiché i due tratti saranno percorsi sia all’andata sia al ritorno, la relazione calcola complessivamente 1.800 metri di viaggio su corsia riservata. I restanti 3.500 metri saranno invece percorsi insieme agli altri veicoli.

In percentuale:

  • il 35% del percorso sarà protetto;
  • il 65% sarà in sede promiscua.

È uno dei dati più importanti contenuti nelle carte. Per quasi due terzi del tragitto, infatti, il BRT resterà esposto alle condizioni del traffico ordinario. Il funzionamento del sistema dipenderà quindi anche dalla viabilità, dalla sosta irregolare e dalla capacità di mantenere libero il percorso degli autobus.

Tre nuove rotatorie

Il progetto prevede tre nuove rotatorie:

  • all’intersezione tra via Ammiraglio Staiti, via Porta Galli e via XXX Gennaio;
  • tra piazza Garibaldi e viale Regina Elena;
  • tra viale Regina Elena e via Duca d’Aosta.

Le rotatorie non serviranno soltanto a far transitare il BRT. Avranno anche il compito di assorbire parte delle manovre che non saranno più possibili lungo il corridoio centrale.

La presenza della corsia riservata impedirà infatti diverse svolte a sinistra. Per cambiare direzione, gli automobilisti dovranno proseguire fino alla rotatoria successiva. Una modifica destinata a incidere sulle abitudini di residenti, lavoratori e operatori del centro storico.

Semafori intelligenti e precedenza agli autobus

Le corsie riservate saranno separate attraverso cordoli. Alle estremità sono previste sbarre automatiche e dispositivi di controllo per impedire l’ingresso dei veicoli non autorizzati.

Il progetto introduce anche la priorità semaforica. Appositi sensori dovranno rilevare l’arrivo dell’autobus e modificare le fasi del semaforo, fermando temporaneamente gli altri veicoli per consentire al BRT di attraversare gli incroci.

Saranno semaforizzati dieci attraversamenti pedonali lungo la corsia centrale. Anche le tre rotatorie saranno dotate di impianti coordinati con il passaggio dei mezzi pubblici.

L’obiettivo è ridurre le fermate imposte dal traffico e garantire maggiore regolarità. Ma la prova decisiva arriverà soltanto quando il sistema entrerà effettivamente in funzione.

Il lungomare cambia volto

Il progetto non riguarda soltanto il trasporto pubblico. Ridisegna una parte del fronte mare attraverso nuove carreggiate, fermate, banchine, attraversamenti e arredi urbani.

La Soprintendenza ha espresso parere favorevole con prescrizioni, chiedendo di ridurre l’impatto visivo delle strutture verso il porto. Le pensiline centrali sono state spostate sul lato monte e sono stati modificati materiali e colori.

Il gres ceramico inizialmente previsto è stato sostituito con una pavimentazione in pietra locale. Anche le strutture e gli arredi dovranno utilizzare tonalità compatibili con il centro storico. Dopo le prescrizioni sono state inoltre eliminate sette pensiline.

L’Autorità portuale ha rilasciato il nulla osta ai soli fini demaniali, chiedendo di garantire gli accessi e gli spazi necessari alle attività logistiche e alle manovre dei mezzi pesanti. La Polizia locale ha espresso parere tecnico favorevole, rinviando la disciplina definitiva della circolazione alle successive ordinanze comunali.

 

La promessa e la prova dei fatti

Sulla carta, il progetto mette insieme corsie protette, fermate accessibili, semafori intelligenti, videosorveglianza e un grande parcheggio di interscambio. L’obiettivo dichiarato è ridurre il traffico verso il centro e rendere il trasporto pubblico più veloce e affidabile.

Ma un’infrastruttura, da sola, non basta. Serviranno autobus, autisti, frequenze adeguate, puntualità e un servizio capace di convincere i trapanesi a lasciare l’automobile.

Il BRT promette di cambiare il modo di muoversi a Trapani. Il progetto ci dice come sarà costruito. Non dice ancora, però, se funzionerà davvero come annunciato.



Inchieste | 2026-09-01 06:00:00
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