Trapani, bilancio: 4 ore di scontro e la regia resta nelle mani di Tranchida
Il Bilancio di previsione 2026-2028 del Comune di Trapani è finalmente approvato.
Arriva dopo mesi di ritardo, l’intervento della Regione con un commissario ad acta, una corsa contro il tempo e quasi quattro ore di discussione in Consiglio comunale.
Ma arriva soprattutto con un dato politico che pesa più di qualsiasi emendamento: 17 voti favorevoli su 17 consiglieri presenti, con sette assenti.
Cos'è un bilancio di previsione
Il documento approvato è lo strumento con cui il Comune programma entrate e spese per il triennio e autorizza l’amministrazione a dare attuazione alle proprie scelte, quelle scritte nel Documento Unico di Programmazione (DUP), una specie di libro dei sogni.
Non è, dunque, un semplice adempimento contabile: è il principale strumento attraverso cui la politica traduce in numeri le proprie priorità.
Ma è anche un bilancio di previsione. E questa distinzione, nella lettura politica della seduta, non è secondaria: uno stanziamento non è ancora denaro speso, un capitolo non è un'opera realizzata e una cifra prevista non garantisce automaticamente che quella cifra sarà effettivamente disponibile e utilizzata.
Il bilancio arrivato in ritardo
La storia parte da una scadenza ampiamente superata.
Il termine ordinario per l’approvazione era il 31 dicembre 2025, prorogato al 28 febbraio 2026.
La Giunta Tranchida ha approvato lo schema di bilancio soltanto a giugno, con il DUP arrivato a luglio, insieme al parere del Collegio dei revisori.
La conferenza dei capigruppo calendarizza la discussione a metà settembre.
Una decisione che ha provocato uno scontro risolto dall’assessore al Bilancio Vincenzo Abbruscato, che ha chiesto al commissario ad acta Giovanni Cocco di accelerare, sostenendo che la gestione provvisoria stava limitando l’attività amministrativa. Cocco ha quindi imposto la convocazione del Consiglio e fissato nel 6 settembre il termine ultimo per approvare DUP e Bilancio. In caso contrario, sarebbe intervenuto direttamente il commissario, con la conseguenza dello scioglimento del Consiglio comunale.
Ma alla fine il Consiglio ce l’ha fatta prima della scadenza.

La battaglia dell’opposizione
L’opposizione ha giocato la propria partita soprattutto sugli emendamenti.
Fratelli d’Italia, Trapani Tua e Sud Chiama Nord-Trapani 2028 hanno presentato degli emendamenti chiedendo di spostare risorse verso quelle che considerano le emergenze della città: acqua, strade, servizi cimiteriali e Villa Rosina.
Per acqua, strade e cimiteri la proposta ha sottratto complessivamente 110 mila euro l’anno al capitolo del trasporto pubblico locale. Nel dettaglio: 40 mila euro per il servizio idrico, 30 mila per strade e marciapiedi, 40 mila per i servizi cimiteriali, nel 2026 e nel 2027.
Infine, 60 mila euro nel 2027 vengono destinati a Villa Rosina per la manutenzione di strade e marciapiedi.
Sono emendamenti politicamente significativi.
Ma non sono soldi comparsi dal nulla: sono risorse già inserite nella previsione che vengono spostate da un capitolo all’altro.
Le bandierine e la realtà
L’opposizione può legittimamente dire di avere imposto alcune priorità. Ma questo non significa aver riscritto il bilancio.
Sono indirizzi politici, non soluzioni definitive né strutturali.
E soprattutto quelle somme sono inserite in un bilancio previsionale: dovranno esserci le entrate previste, dovranno essere rispettati gli equilibri, dovranno essere assunti gli impegni e dovranno essere avviate le procedure necessarie.
Tra l’emendamento approvato e la condotta riparata c’è ancora tutta la macchina amministrativa.
Abbruscato: «La spesa corrente è il vero problema»
L'assessore al Bilancio Vincenzo Abbruscato ha difeso l'impostazione dell'amministrazione, insistendo sulla necessità di uscire dalla gestione provvisoria e tornare a una programmazione ordinaria.
Il ragionamento dell'assessore parte da un dato politico e finanziario: le risorse disponibili non sono infinite e il principale problema degli enti locali è rappresentato dalla spesa corrente.
In altre parole, la «coperta è corta» e ogni nuova destinazione di spesa comporta inevitabilmente una scelta su ciò che viene ridotto o rinviato.
Abbruscato ha rivendicato comunque la presenza nel documento di risorse per manutenzioni ordinarie, verde pubblico, strade e rilancio del servizio idrico. Ma anche: 122mila euro per consentire l’incremento di sei ore agli ex Asu e circa 430mila euro destinati al Luglio Musicale.
E ci sono numeri molto interessanti. Ad esempio, il secondo stralcio dell'ammodernamento della rete idrica cittadina è inserito per 27,7 milioni di euro; ancora, il gettito previsto dalla mensa scolastica è di circa 436 mila euro, mentre quello degli impianti sportivi è di circa 15.500 euro.
Il bilancio, nella lettura dell'amministrazione, dovrebbe quindi rappresentare il passaggio attraverso il quale l'ente torna finalmente a programmare - anche col PIAO, per sbloccare nuove assunzioni - e spendere fuori dai limiti della gestione provvisoria.
Gli ordini del giorno
La seduta è stata caratterizzata anche dagli ordini del giorno ad integrazione del documento.
Alcuni hanno provocato polemiche, come quello relativo al regolamento sull’utilizzo delle pagine social del Comune, considerato dalla maggioranza non attinente alla materia del bilancio. Altri sono invece passati senza divisioni: tra questi la proposta per il restauro di Palazzo Cavarretta, con 130 mila euro, e quello proposto da Grazia Spada (FdI) per l’installazione di rastrelliere per biciclette nelle scuole, nell’ottica della mobilità sostenibile.
Anche qui il Consiglio ha dunque cercato di lasciare la propria impronta.
ASACOM, il nodo dei numeri
Nel dibattito è emerso anche il caso ASACOM, sollevato dalla consigliera Grazia Spada (FdI).
Gli uffici hanno quantificato in oltre 1,8 milioni di euro il fabbisogno per garantire, nell’anno scolastico 2026-2027, le ore di assistenza indicate dai GLO a circa 200 alunni.
Nel bilancio, però, Spada ha individuato diversi capitoli riconducibili al servizio per un totale di circa 1,529 milioni di euro, ai quali si aggiungono 827.923 euro destinati al Distretto D50, da ripartire tra i Comuni.
Da qui la richiesta all’amministrazione di chiarire quali risorse siano realmente disponibili per gli alunni di Trapani e come si concili il quadro finanziario con il fabbisogno certificato dagli uffici.
Una questione tutt’altro che teorica, che si riprese ta puntualmente ogni inizio anno scolastico.
Il PD: «Un atto di responsabilità»
Il gruppo PD - Uniti per Trapani legge l’approvazione in maniera opposta a quella dell’opposizione.
Per i democratici il bilancio rappresenta «un atto di responsabilità che consente alla città di guardare avanti» e non un semplice adempimento burocratico. L’approvazione, secondo il PD, permetterà di dare attuazione alla programmazione dell’amministrazione e di avviare interventi attesi: la manutenzione straordinaria e urgente di Bresciana, la rete fognaria di via Bixio, la manutenzione delle scuole e degli edifici comunali, la rete stradale e il completamento del lotto 7 del cimitero comunale.
La lettura politica del PD è chiara: adesso il Comune può passare dalla programmazione ai cantieri, ai servizi e alle opere.
Una vittoria di Pirro per l'opposizione?
Ed è qui che si arriva al vero dato politico della giornata.
La maggioranza non avrebbe avuto l'autonomia numerica per l'approvazione del bilancio senza l'opposizione.
Che ha lavorato molto in aula. Ha ottenuto correttivi.
Ha piantato le proprie bandierine: può rivendicare di avere portato acqua, strade, Villa Rosina e cimiteri dentro il bilancio.
Ma non ha preso il controllo dell’indirizzo politico.
Il bilancio resta quello dell’amministrazione, le grandi scelte restano quelle dell’amministrazione.
E la gestione concreta delle risorse resta nelle mani dell’esecutivo.
La vera verifica, dunque, sarà vedere se quelle somme saranno effettivamente disponibili, impegnate e trasformate in lavori.
Per ora il dato è un altro: Tranchida ha portato a casa il bilancio con 17 voti favorevoli su 17 presenti. Non con una maggioranza risicata, non con un documento stravolto, ma con un testo che conserva l’impianto dell’amministrazione e qualche correttivo consiliare.
L’opposizione può chiamarla vittoria numerica.
Politicamente, però, sembra più una vittoria di Pirro: ha modificato alcune righe, ma non la regia.
E la regia, dopo il voto di Palazzo Cavarretta, resta nelle mani di Tranchida.
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