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02/09/2026 07:29:00

Incidente mortale a Marsala, dopo 13 anni il Tribunale annulla le sanzioni al conducente

Una recente sentenza del Tribunale civile di Marsala ha riportato alla ribalta un drammatico incidente stradale avvenuto nel 2013 sulla strada provinciale 82, in via Favara, nel quale persero la vita due donne (zia e nipote), entrambe a bordo della Ford Fiesta guidata da M.M.

 

La sera del 23 ottobre 2013, secondo la ricostruzione difensiva, l'uomo stava accompagnando d'urgenza la moglie, colta da un malore cardiaco, all'ospedale di Marsala. Per evitare il traffico aveva imboccato la via Favara. Nel corso di un sorpasso, però, a quanto pare un autoarticolato che lo precedeva si sarebbe spostato improvvisamente verso il centro della carreggiata, urtando la vettura e provocandone il ribaltamento. Le due donne morirono sul colpo.

 

Dopo il terribile incidente, la Polizia aveva contestato a M.M. diverse violazioni del Codice della strada, ritenendo irregolare il sorpasso e la condotta di guida. Il Giudice di pace di Marsala aveva rigettato il ricorso dell'uomo, confermando i verbali che prevedevano la sospensione della patente.

Assistito dagli avvocati Giovanni Galfano e Andrea Accardi, M.M. ha impugnato la decisione, contestando la mancanza della segnaletica di divieto di sorpasso, la scarsa visibilità della linea di mezzeria e richiamando, in subordine, lo stato di necessità previsto dall'articolo 54 del Codice penale, poiché stava trasportando d'urgenza la moglie al Pronto soccorso, cercando di evitare un danno alla persona.

 

Adesso il Tribunale di Marsala (giudice Campanella) ha accolto l'appello, ritenendo che, nel giudizio di opposizione alle sanzioni amministrative, spetti alla Pubblica amministrazione provare in modo rigoroso le violazioni contestate.

Il Tribunale ha anche chiarito che le valutazioni degli agenti sulla velocità e sulla dinamica del sorpasso non hanno valore di "prova privilegiata" e possono essere messe in dubbio senza bisogno di una querela di falso.

 

Di conseguenza, il giudice ha annullato i verbali e la relativa sanzione, condannando l'Ufficio Territoriale del Governo di Trapani al pagamento delle spese di entrambi i gradi di giudizio. La patente di M.M., inoltre, non sarà sospesa.

L'interessato ha espresso grande sollievo per la decisione, sia per essersi liberato dall'accusa, per lui infamante, di aver provocato la morte delle proprie familiari, sia per poter continuare a guidare e mantenere la propria autonomia nella vita quotidiana.

Ha ringraziato i suoi legali per il grande sostegno professionale ricevuto, ma ha anche sottolineato l'amarezza per la lungaggine di una battaglia giudiziaria durata 13 anni.