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03/09/2026 15:59:00

Lavoro nero nelle campagne trapanesi: 18 irregolari, anche cinque minori 

Diciotto lavoratori irregolari scoperti in sette aziende agricole, quattro attività sospese per lavoro nero, un'ulteriore sospensione per gravi violazioni sulla sicurezza e sanzioni complessive per oltre 66 mila euro. È il bilancio di una settimana di controlli dell'Ispettorato nazionale del lavoro nelle campagne della provincia di Trapani. Tra i casi più gravi quello scoperto a Fulgatore, dove in un'azienda lavoravano in nero sei persone: cinque erano minori di 16 anni.

Le verifiche, condotte dal Contingente INL Sicilia in servizio a Trapani nell'ambito della campagna “ALT Caporalato T.R.E.”, si sono svolte tra il 24 e il 30 agosto nei territori di Campobello di Mazara, Mazara del Vallo, Fulgatore e Misiliscemi.

 

A Fulgatore cinque minori tra i lavoratori in nero

È a Fulgatore che gli ispettori hanno riscontrato una delle situazioni più delicate. In una prima azienda agricola sono stati trovati sei lavoratori italiani, tutti impiegati in nero.

Cinque erano minori di 16 anni e alcuni, secondo quanto riferisce l'Ispettorato, non avevano ancora completato i dieci anni di istruzione obbligatoria. Uno dei minori è risultato non occupabile per legge.

Per l'impiego irregolare di manodopera sono state contestate sanzioni per complessivi 18.300 euro e disposta la sospensione dell'attività, con efficacia differita per consentire di completare la raccolta dei frutti maturi.

Gli ispettori hanno inoltre riscontrato la mancata elaborazione del Documento di Valutazione dei Rischi. Da qui un'altra sospensione e ulteriori sanzioni per 4.700 euro.

Sempre a Fulgatore è stata controllata una seconda azienda: anche qui i sei lavoratori presenti, italiani e stranieri, sono risultati tutti impiegati in nero. L'attività è stata sospesa immediatamente e sono state contestate sanzioni per 16.400 euro.

 

Misiliscemi, quattro lavoratori tutti in nero

Controlli anche a Misiliscemi, dove gli ispettori hanno trovato quattro lavoratori italiani impegnati nella pulizia degli alberi di ulivo all'interno di un fondo agricolo.

Anche in questo caso tutti e quattro sono risultati occupati in nero. È scattata la sospensione immediata dell'attività imprenditoriale, insieme a sanzioni per complessivi 10.300 euro.

Nel corso della stessa ispezione sono stati controllati anche quattro lavoratori impegnati in un agriturismo: in questo caso erano tutti regolarmente assunti e non sono emerse violazioni immediate in materia di salute e sicurezza.

 

Lavoro nero anche a Mazara

A Mazara del Vallo gli ispettori hanno controllato due aziende agricole, con sei lavoratori in ciascuna. In una delle due è stato individuato un lavoratore in nero su sei presenti, facendo scattare la sospensione immediata dell'attività. Sono inoltre emerse irregolarità nei pagamenti, con sanzioni per 9.448 euro.

Campobello, irregolarità sulla sicurezza

A Campobello di Mazara, invece, i controlli hanno riguardato un lavoratore autonomo impegnato nella rimozione e raccolta del nylon utilizzato per la copertura dei tunnel-serra.

L'uomo lavorava senza i dispositivi di protezione individuale previsti. Gli accertamenti sono stati quindi estesi anche all'impresa che aveva affidato i lavori. Entrambe sono state sanzionate per violazioni in materia di salute e sicurezza, rispettivamente per 287 e 1.500 euro. Contestate anche irregolarità nelle modalità di pagamento per quasi 5 mila euro.

 

Il bilancio: 18 lavoratori irregolari e cinque attività sospese

Complessivamente sono state controllate sette aziende e individuati 18 lavoratori irregolari: 13 italiani e cinque stranieri. Quattro i provvedimenti di sospensione per lavoro irregolare, tre immediati e uno differito, ai quali si aggiunge un'altra sospensione per gravi violazioni in materia di salute e sicurezza.

Le sanzioni contestate superano complessivamente i 66 mila euro.

I controlli rientrano nella campagna contro il lavoro sommerso e il caporalato nel settore agricolo, un comparto sul quale l'Ispettorato del Lavoro continua a concentrare l'attività di vigilanza in provincia di Trapani.