Un ultimo esborso di 26.124,96 euro chiude una vicenda di malasanità che per ventuno anni ha coinvolto l’Asp di Trapani, i familiari di un paziente morto nel maggio del 2005 e tre diversi gradi di giudizio. Il conto complessivo per l’azienda sanitaria ha ormai superato 1,2 milioni di euro, tra risarcimenti, interessi e spese legali. E adesso gli atti saranno trasmessi alla Corte dei conti per accertare l’eventuale danno erariale.
L’ultimo pagamento è stato autorizzato con una determina dirigenziale del 7 settembre 2026. L’atto dà esecuzione alla correzione di una sentenza della Corte d’appello di Palermo, che ha rideterminato le somme spettanti a quattro eredi del paziente, riconoscendo a ciascuno 55.389,24 euro per il danno subito direttamente, il cosiddetto danno “iure proprio”.
Una causa cominciata nel 2012
La vicenda nasce dalla morte di un paziente ricoverato all’ospedale “Vittorio Emanuele II” di Castelvetrano. Secondo i familiari, il decesso sarebbe stato provocato dalla condotta imperita dei sanitari che lo avevano avuto in cura.
Il contenzioso ha attraversato un procedimento penale, un accertamento tecnico preventivo, il giudizio civile di primo grado e infine l’appello.
Nel 2010 il processo penale si concluse con la condanna del medico imputato. Il sanitario e l’Asp di Trapani, indicata come responsabile civile, furono condannati in solido al risarcimento dei danni in favore delle parti civili, da quantificare in un procedimento separato. Fu inoltre disposto il pagamento di una provvisionale immediatamente esecutiva.
Le prime richieste risarcitorie furono formalizzate nel 2012. Da quel momento è cominciato un percorso giudiziario durato altri quattordici anni.
Tutti i pagamenti effettuati dall’Asp
Nel corso del tempo l’Azienda sanitaria provinciale di Trapani ha corrisposto:
- 95 mila euro come provvisionale dopo la condanna penale del medico;
- 533.837,11 euro in esecuzione dell’ordinanza emessa nel 2021 dal Tribunale di Marsala;
- 630.994,93 euro dopo la sentenza della Corte d’appello del 2025, comprese le somme maturate a titolo di interessi legali;
- 26.124,96 euro con la determina del 7 settembre 2026, dopo la correzione dell’errore materiale contenuto nel dispositivo della sentenza.
Sommando le diverse voci, il conto arriva a circa 1.285.957 euro. Una cifra che comprende provvisionali, risarcimenti, interessi e spese processuali.
La sentenza d’appello e l’ultimo errore da correggere
Nel 2025 la Corte d’appello di Palermo ha riconosciuto le responsabilità civili dell’Asp, rideterminando gli importi dovuti ai diversi aventi diritto e condannando l’azienda sanitaria anche al pagamento delle spese per entrambi i gradi del giudizio civile.
Successivamente è stato necessario correggere un errore materiale nel dispositivo della sentenza. Da questa rettifica è scaturito l’ulteriore pagamento di poco più di 26 mila euro, adesso autorizzato dall’Asp con somme prelevate dal “Fondo rischi per cause civili e oneri processuali”.
Gli atti alla Corte dei conti
Nell’ultimo provvedimento l’Asp annuncia anche la trasmissione degli atti alla Corte dei conti per la valutazione dell’eventuale danno erariale.
Si chiude così, almeno sul piano dei pagamenti, una vicenda che ha attraversato ventuno anni, tre direzioni generali, due gestioni commissariali e una lunga successione di procedimenti. La morte risale al 2005; l’ultimo bonifico al 2026. Nel mezzo, una giustizia lentissima e un conto milionario sostenuto dalla sanità pubblica.