×
 
 
11/09/2026 09:00:00

 L’Unione Maestranze, il monumento che non c'è e le poltrone vuote

Le poltrone erano lì. A mancare, questa volta, è stato il confronto. All’incontro organizzato dall’Unione Maestranze non c’erano né cittadini né rappresentanti delle istituzioni.
Non è un'assenza da leggere come una presa di posizione da parte di chi non ha partecipato. Ma, dopo le perplessità e le critiche delle scorse settimane, è un dato che pesa sul percorso avviato dall’Unione Maestranze.


L’appuntamento era stato organizzato per discutere della possibile collocazione del monumento nell’area antistante la chiesa di San Pietro. Un’occasione, nelle intenzioni dell’associazione, per aprire un dialogo sulla realizzazione dell’opera e sul suo futuro.
Ma nella sede dell’Unione Maestranze c’erano il presidente Giovanni D’Aleo, l’artista Gaspare Occhipinti, alcuni componenti dell’associazione e la stampa. Il confronto pubblico, di fatto, non è partito.
D’Aleo e Occhipinti hanno quindi affidato alla stampa le loro considerazioni, chiarendo alcuni aspetti di un progetto che, hanno precisato, è ancora in fase iniziale.

 

«Il monumento non c’è»
D’Aleo lo ribadisce subito: «Il monumento non c’è». Al momento esiste un’idea progettuale, sviluppata dall’artista Gaspare Occhipinti dopo un primo confronto con l’Unione Maestranze, ma non un’opera definitiva.
Il punto di partenza sono le tredici mani intrecciate, un richiamo ai tredici firmatari della costituente dell’Unione Maestranze. Una scelta che vuole rappresentare il legame tra coloro che hanno dato vita all’associazione e il percorso portato avanti nel tempo, tra storia, fede e tradizione.
Le mani, però, non sono soltanto un riferimento numerico. Occhipinti ha spiegato di aver attribuito loro anche un significato legato all’unione, alla disponibilità e all’aiuto al prossimo.
Nel progetto compare anche un elemento circolare che richiama l’uovo, simbolo della Pasqua e della Settimana Santa. Un insieme di riferimenti che, nelle intenzioni dell’artista, non vuole rappresentare direttamente la Processione dei Misteri, ma raccontare attraverso un simbolo il legame tra le Maestranze e la tradizione che custodiscono.
Occhipinti ha inoltre sottolineato di aver accolto positivamente il fatto che le critiche emerse nelle scorse settimane non siano state rivolte all’artista o al monumento, ma alla possibile scelta del luogo.

San Pietro, nessuna scelta definitiva
Il punto più discusso nelle ultime settimane riguarda la possibile collocazione davanti alla chiesa di San Pietro.
D’Aleo chiarisce però che quella non è una scelta già fatta. L’immagine della piazza utilizzata nel bozzetto, ha spiegato, è stata inserita dall’artista come ambientazione e realizzata anche attraverso l’utilizzo dell’intelligenza artificiale.
«Non esiste neanche un’ipotesi di collocazione della statua», ha detto il presidente.
Al momento, inoltre, non è stata presentata alcuna istanza all’amministrazione. Da qui, secondo D’Aleo, anche il fatto che il Comune non abbia ancora assunto una posizione ufficiale.

Le critiche e il confronto
D’Aleo ha ribadito la volontà di coinvolgere la città e le istituzioni nella costruzione del progetto, anche per arrivare a una scelta condivisa sulla collocazione.
Ha inoltre invitato a mantenere il confronto su toni diversi da quelli degli attacchi comparsi sui social, sottolineando che non avrebbe senso trasformare la discussione sul monumento in uno scontro.

 

La questione resta aperta
Il punto, dunque, rimane quello da cui era partito il dibattito. Dove collocare un’opera che vuole diventare un simbolo permanente della Settimana Santa e dell’Unione Maestranze?
Questa sera una risposta non è arrivata. Anche perché, davanti alla volontà dichiarata di aprire un confronto, sono mancati proprio alcuni degli interlocutori chiamati a partecipare.
Il progetto, intanto, resta un’idea. La collocazione non è stata decisa. E il confronto con la città, quello vero, è ancora tutto da aprire.

 

 

Beatrice Progni