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11/09/2026 06:00:00

Tragedia alla Monte Erice, cinque indagati. Sotto esame auto, percorso e sicurezza

L’inchiesta sulla tragedia della Monte Erice si allarga ai vertici dell’organizzazione. Sono cinque, complessivamente, le persone iscritte nel registro degli indagati per la morte di Giuseppe Bisconti e Karol Greco, i due giovani spettatori di Belmonte Mezzagno travolti domenica dalla Peugeot 308 TCR numero 54.

Oltre al pilota Marco Nicoletti, risultano indagati il presidente dell’Automobile Club Trapani Giovanni Pellegrino, il direttore di gara Fabrizio Fondacci, l’incaricato della sicurezza Francesco Molinaro e Francesco Puleo, delegato alla sicurezza del percorso.

 

L’ipotesi di reato contestata è quella di duplice omicidio colposo. Gli avvisi di garanzia rappresentano, in questa fase, un atto dovuto: servono a consentire alle persone coinvolte di nominare i propri consulenti e partecipare agli accertamenti irripetibili, a cominciare dalle autopsie sui corpi delle vittime e dalle verifiche tecniche sulla vettura.

L’iscrizione nel registro degli indagati non equivale quindi all’accertamento di una responsabilità. Saranno le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Trapani a stabilire se vi siano state condotte colpose e se abbiano avuto un rapporto diretto con la morte dei due ragazzi.

 

I due fronti dell’inchiesta

Gli accertamenti si muovono lungo due direttrici. La prima riguarda la Peugeot 308 TCR condotta da Nicoletti e il possibile guasto meccanico che potrebbe averla resa ingovernabile. La seconda interessa invece l’organizzazione della cronoscalata, il piano di sicurezza e la collocazione degli spettatori lungo il percorso.

La polizia stradale, delegata dal pubblico ministero Zinoni, ha acquisito tutta la documentazione relativa alla gara: autorizzazioni, verbali, planimetrie, prescrizioni, piano sanitario e piano di sicurezza.

Dovrà essere ricostruita l’intera catena delle decisioni: dalla preparazione del percorso alla scelta delle aree accessibili al pubblico, passando per il posizionamento delle protezioni e delle postazioni dei commissari.

Il punto più delicato riguarda il luogo nel quale si trovavano Giuseppe Bisconti, Karol Greco e il commissario di percorso Mario Marchese. Secondo quanto riferito dagli organizzatori, non era una zona vietata.

I due spettatori si trovavano su un terrazzamento naturale posto a circa venti metri dal margine della strada e tre metri più in alto rispetto al piano viabile. Una posizione considerata sicura, che però è stata raggiunta dalla Peugeot dopo una traiettoria del tutto anomala.

L’ipotesi del guasto ai freni

Sul versante tecnico, l’ipotesi principale resta quella di un possibile cedimento dell’impianto frenante. Dai primi rilievi non sarebbero emersi segni di frenata sul rettilineo precedente al tornante e lungo il tratto interessato dall’uscita di strada.

L’assenza di tracce sull’asfalto, tuttavia, non permette ancora di trarre conclusioni. Non chiarisce, cioè, se il pilota non abbia frenato oppure se abbia azionato il pedale senza ottenere una risposta dalla vettura.

Per questo sarà decisiva la perizia sulla Peugeot, posta sotto sequestro. I tecnici nominati dalla Procura dovranno esaminare l’impianto frenante, le componenti meccaniche ed elettroniche e gli eventuali dati registrati dalla macchina.

Dovranno inoltre verificare se vi siano stati cedimenti precedenti all’impatto oppure danni prodotti successivamente, durante il volo e la caduta nella scarpata.

 

Il cameracar e il video dello spettatore

Agli atti dell’inchiesta ci sono anche due filmati. Il primo proviene dal cameracar installato sulla Peugeot ed è stato consegnato dallo stesso Marco Nicoletti. Il secondo è stato girato con il telefono cellulare da uno spettatore presente lungo il percorso.

Le immagini verranno analizzate fotogramma per fotogramma. Potrebbero consentire di ricostruire la velocità, la traiettoria della vettura e le manovre compiute dal pilota nei secondi precedenti all’incidente.

Il cameracar potrebbe soprattutto mostrare se Nicoletti abbia tentato di frenare e come abbia reagito quando si è accorto che la Peugeot non rispondeva più ai comandi. Il video esterno, invece, potrà offrire un altro punto di osservazione sull’uscita di strada e sul movimento dell’auto prima del volo.

Nicoletti è stato ascoltato dagli investigatori subito dopo l’incidente e ha risposto alle domande, fornendo la propria ricostruzione. Attraverso il suo avvocato, Massimo Francesco Nemola, ha assicurato piena collaborazione.

Come riportato dal Giornale di Sicilia, il legale ha spiegato che anche il pilota vuole capire che cosa sia successo. Nicoletti sarebbe profondamente provato e il suo pensiero sarebbe rivolto alle famiglie di Giuseppe e Karol.

Gli esami tossicologici eseguiti sul giovane pilota hanno dato esito negativo. Dopo il risultato dei test, lunedì gli è stata restituita la patente di guida.

Il volo di sessanta metri

La ricostruzione preliminare si concentra su pochi secondi. La Peugeot numero 54, partita alle 11.36, è uscita di strada alle 11.37 in prossimità della postazione 9, a circa un chilometro e mezzo dalla linea di partenza.

Secondo quanto ricostruito durante la conferenza stampa dal direttore di gara Fabrizio Fondacci, la vettura sarebbe arrivata ad alta velocità prima di un tornante a sinistra. Dopo essere uscita dalla carreggiata, avrebbe superato o sfondato la barriera stradale e colpito una roccia sporgente che avrebbe funzionato da trampolino.

La Peugeot avrebbe quindi compiuto un volo di circa sessanta metri, urtando un albero e travolgendo Giuseppe, Karol e Mario Marchese. La corsa della macchina si sarebbe conclusa più in basso, contro un’automobile e uno scooter parcheggiati.

La dinamica definitiva dovrà però essere stabilita dagli inquirenti e dai consulenti tecnici, anche attraverso il confronto tra i video, i rilievi compiuti sul posto e le condizioni della vettura.

 

Le verifiche sul piano di sicurezza

L’allargamento dell’inchiesta ai quattro responsabili dell’organizzazione porta in primo piano il tema della sicurezza. Gli investigatori dovranno valutare se la zona occupata dagli spettatori potesse essere realmente considerata al riparo da ogni traiettoria prevedibile.

Saranno esaminate l’adeguatezza delle distanze, la conformazione del terreno, la presenza delle rotoballe e delle altre protezioni, oltre alle modalità con cui erano state delimitate le aree consentite e quelle vietate.

Prima della gara, l’Automobile Club Trapani aveva annunciato un dispositivo composto da circa cento ufficiali distribuiti in 35 postazioni, mezzi antincendio, carri attrezzi, cisterne e ambulanze. Agli spettatori era stato raccomandato di rimanere nelle aree delimitate e di non sostare dietro le rotoballe o negli spazi non autorizzati.

Il problema, nel caso dell’incidente della Monte Erice, è che le vittime si sarebbero trovate in un’area formalmente accessibile. Bisognerà quindi comprendere se la classificazione di quel terrazzamento come zona sicura fosse adeguata alle velocità raggiungibili dalle vetture TCR e alla morfologia del tratto.

Marchese non è più in pericolo di vita

Sono intanto migliorate le condizioni di Mario Marchese, il commissario di percorso investito dalla Peugeot. Dopo essere stato soccorso e trasportato all’ospedale Sant’Antonio Abate di Trapani, è stato trasferito nel reparto di Chirurgia toracica dell’ospedale Civico di Palermo.

Marchese ha riportato un grave trauma toracico, ma non sarebbe più in pericolo di vita. Gli ulteriori esami diagnostici avrebbero permesso di escludere la necessità di un intervento chirurgico. La degenza sarà comunque lunga.

Il commissario aveva già vissuto un’esperienza simile nel 2010, quando fu investito durante lo Slalom di Castelbuono. In quella circostanza venne scaraventato oltre il guardrail e riportò fratture alle gambe e alle costole.

 

Le autopsie e i funerali

Tra oggi e domani dovrebbero essere eseguite le autopsie sui corpi di Giuseppe Bisconti, 18 anni, e Karol Greco, 20. Anche per questo la Procura ha formalizzato il quadro degli indagati, consentendo a tutte le parti di nominare i propri consulenti.

Dopo gli esami medico-legali, le salme saranno restituite alle famiglie. I funerali dei due ragazzi sono previsti lunedì a Belmonte Mezzagno, dove sono state sospese le manifestazioni e la festa del Santissimo Crocifisso.

Anche Erice e Valderice hanno annullato gli eventi pubblici in segno di lutto e vicinanza alle famiglie. A Valderice sono stati rinviati la festa da ballo di Lido Valderice, la commedia dell’Avis al Teatro Nino Croce e il raduno motociclistico previsto per domenica.

Dopo 72 anni e 68 edizioni senza vittime, la Monte Erice affronta la pagina più dolorosa della propria storia. Adesso tocca alla Procura stabilire perché la Peugeot sia diventata incontrollabile e se una tragedia del genere potesse essere evitata.