Via Ammiraglio Staiti scorre senza imbottigliamenti, ma il ritorno racconta già le prime criticità.
E per chi cerca il BRT, per ora, c'è ancora il vecchio N2.
É partito il BRT
Il BRT è finalmente sulla strada, uscito dai rendering, dai progetti e dalle discussioni sulla viabilità cittadina.
La prima impressione è quella di un sistema ancora in fase di assestamento.
Una parte funziona già, un'altra dovrà essere verificata quando il servizio sarà completamente operativo.
Il progetto prevede circa 5,3 chilometri di percorsoe una corsia fisicamente separata di circa 900 metri, utilizzata in questa prima fase in una sola direzione.
E allora, più che le dichiarazioni, vale la pena fare quello che abbiamo fatto stamattina: salire a bordo e vedere cosa succede quando il progetto incontra Trapani.
Il viaggio comincia dal Terminal
La partenza è dal terminal di Isola Zavorra. Ma c'è subito un dettaglio che può creare qualche confusione: il mezzo porta ancora sul display la dicitura N2.
Per chi conosce il servizio non è un problema.
Per chi invece arriva alla fermata per utilizzare per la prima volta il BRT, nel giorno stesso dell'annunciata apertura, può essere tutt'altro che intuitivo trovare davanti a sé un autobus che continua a chiamarsi N2.
Nei prossimi giorni però anche il mezzo verrà rinominato e sarà adeguata la denominazione della fermata. È una fase di avvio, ma la riconoscibilità del servizio sarà importante soprattutto per chi dovrà imparare a utilizzarlo.
Il percorso attraversa via Ammiraglio Staiti, arriva fino alla Madonnina - mostrando plasticamente l'utilizzo della rotonda da parte del bus - prosegue da viale Regina Elena e quindi torna verso il punto di partenza.
Ed è proprio in via Ammiraglio Staiti che si vede la prima differenza.
Tre minuti senza traffico
Il tratto di corsia preferenziale è oggettivamente breve rispetto all'intero percorso. Ma quei metri, questa mattina, hanno funzionato.
Dall'inizio di via Ammiraglio Staiti il bus entra nella corsia dedicata e percorre l'intero tratto senza dover fare i conti con le automobili. Le fermate sono ancora poco frequentate e il traffico non interferisce con la marcia.
Risultato: via Ammiraglio Staiti viene attraversata in circa tre minuti, variabili dalle discese e fermate.
È un dato significativo, non tanto per la lunghezza della corsia, quanto per ciò che consente di evitare: l'imbottigliamento.
Il BRT passa mentre le auto restano fuori. Almeno in questo primo test, la corsia fa esattamente quello per cui è stata pensata.
Il ritorno racconta un'altra storia
La situazione cambia sul tragitto inverso.
In questa fase il BRT viaggia sulla carreggiata ordinaria, come un autobus qualsiasi.
Si accoda alle auto e torna quindi a dipendere dal traffico, dalla sosta e dalle condizioni della strada.
È una conseguenza della configurazione monodirezionale scelta per l'avvio del servizio. Ma sarà proprio questo uno degli aspetti più interessanti da verificare quando il sistema funzionerà a regime.
Come funzionerà l'alternanza tra i due mezzi nella corsia? E soprattutto: il coordinamento sarà sufficiente a garantire il passaggio dei mezzi di emergenza, come un'ambulanza?
Sono domande alle quali il progetto dà una risposta tecnica, ma che soltanto l'esercizio quotidiano potrà confermare.
Dodici minuti alle nove
Il nostro viaggio è avvenuto intorno alle 9 del mattino, quindi fuori dall'ora di punta più intensa, ma con una situazione di traffico comunque significativa.
Tra andata e ritorno abbiamo impiegato circa 12 minuti complessivininnun autobus poco pieno.
È ancora presto per trasformare questo dato in un giudizio sul servizio. Il BRT è appena partito, il sistema non è completo e le condizioni di oggi non sono quelle che si presenteranno necessariamente a regime.
Il vero banco di prova sarà il traffico delle ore di punta, l'aumento dei passeggeri, il funzionamento delle frequenze e soprattutto la gestione contemporanea dei mezzi nelle due direzioni.
Pensiline e pedoni
Abbiamo osservato anche le nuove pensiline, realizzate in plex oscurante e anti UV. Una soluzione che appare coerente con un servizio progettato per garantire tempi di attesa molto brevi.
Se il BRT manterrà frequenza e regolarità, la scelta può essere funzionale. Se invece le attese si allungheranno, soprattutto durante le giornate estive, sarà necessario valutarne diversamente l'efficacia.
C'è poi un altro elemento che riguarda direttamente i cittadini.
Nel breve tragitto abbiamo notato diversi tentativi di attraversamento fuori dalle strisce pedonali, in alcuni casi anche superando i cordoli. Il nuovo assetto della strada richiederà quindi anche un cambiamento nelle abitudini.
Una corsia protetta può rendere il bus più veloce, ma lascia anche meno margine di errore a chi attraversa distrattamente.
Il nodo Segesta
Sul ritorno emerge invece una criticità già conosciuta: la fermata degli autobus Segesta da e per Palermo.
Nei giorni scorsi sono state rimosse le catene che delimitavano la carreggiata per recuperare spazio.
Ma questa mattina è bastato che un pullman non si fermasse perfettamente a filo del marciapiede perché lo spazio residuo diventasse immediatamente insufficiente.
Il problema è nei centimetri. Lo spazio è talmente risicato che la possibilità di mantenere libero il passaggio sembra dipendere dalla posizione esatta del mezzo.
È uno di quei punti nei quali il progetto deve fare i conti con la realtà: un autobus arriva, si ferma, fa salire e scendere i passeggeri e deve ripartire senza bloccare il resto della circolazione.
Il BRT che si ferma alla sera
C'è però una questione che va oltre il nostro viaggio delle nove del mattino e riguarda direttamente l'utilità del servizio: gli orari.
In particolare le corse serali del collegamento tra il centro storico e il parcheggio di Piazzale Ilio.
L'ultima corsa della navetta da e verso il parcheggio sarebbe fissata alle 23:32 - secondo il sito ATM - lasciando scoperta proprio la fascia in cui terminano molti turni nei ristoranti, nei bar e nei locali del centro.
Il dato pesa ancora di più se confrontato con il precedente servizio estivo: nei feriali le corse arrivavano fino all'1:05, mentre nei festivi l'ultima era prevista alle 2:10.
Se questi sono gli orari del nuovo servizio, il confronto pone una domanda: perché un sistema presentato come potenziamento del trasporto pubblico rischia di offrire, almeno la sera, meno possibilità rispetto alla navetta estiva?
C'è poi un altro aspetto da chiarire: nella programmazione annunciata non sembrano previste corse nei giorni festivi.
Se confermata, questa assenza aggraverebbe il problema per il centro storico, soprattutto nelle domeniche e nelle giornate in cui Trapani è frequentata da visitatori e cittadini nelle ore pomeridiane e serali.
Il problema non riguarda soltanto i lavoratori. Anche chi trascorre la serata nel centro storico per una cena, una passeggiata o una visita rischia di non avere un collegamento utile per tornare al parcheggio scambiatore.
La richiesta degli operatori è quindi di prolungare il servizio almeno fino all'1:30, coprendo una fascia più coerente con la vita del centro.
Finisce quindi l'estate e torna a proporsi la stessa problematica sollevata dai commercianti alle porte della stagione turistica.
Potrebbe essere obiettato che, in assenza di utenza, non avrebbe senso aumentare le corse. Ma è proprio questo il punto: un servizio partito oggi può essere giudicato sulla sua utenza notturna se, per come è organizzato, esclude a priori una parte di quella stessa utenza?
La questione non è soltanto economica, ma strategica. Se il BRT deve rendere più accessibile il centro storico e favorirne la frequentazione, bisognerà capire se gli orari siano coerenti con questa funzione.
Il rischio è avere un sistema che funziona quando la città si muove per lavoro e studio, ma si ferma proprio quando il centro comincia a vivere di sera.
Resta da capire perché l'estate scorsa si potesse viaggiare fino all'1:05 nei feriali e alle 2:10 nei festivi, mentre il nuovo servizio rischia di fermarsi prima.
Il BRT è partito. Ora arriva la prova vera
Il primo viaggio non consente ancora di formulare sentenze.
La corsia preferenziale, nel tratto utilizzato oggi, funziona e permette di attraversare rapidamente via Ammiraglio Staiti senza incorrere negli imbottigliamenti.
Ma il ritorno mostra quanto il resto del percorso sia ancora legato alla viabilità ordinaria e come ci resterà per gli automobilisti.
Restano da verificare l'alternanza dei mezzi nella configurazione definitiva, il coordinamento con i veicoli di emergenza, il comportamento degli automobilisti e dei pedoni, la gestione delle fermate e i punti più stretti della viabilità.
Egli orari serali che rischiano di tagliare fuori dal circuito della movida il centro e fare mancare un servizio agli esercenti.
Per ora una cosa è certa: il BRT è sceso dalle carte ed è salito sulla strada.
E adesso, toccherà anche alla capacità dei trapanesi di adattarsi ad un nuovo modo di frequentare il centro storico,decidendosi ad abbandonare i mezzi privati a favore del pubblico. Una abitudine che solo un servizio puntuale, comodo ed affidabile potrà favorire.
La vera prova, quella che dirà se a Trapani è davvero cominciata una nuova stagione del trasporto pubblico, deve ancora cominciare.
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