Sarebbero stati i gas prodotti dalla decomposizione dei residui vegetali a provocare la morte di madre e figlio a Partinico, rimasti intrappolati in un ambiente dove, secondo i primi accertamenti dei Vigili del Fuoco, non ci sarebbe stato ossigeno sufficiente.
Vincenzo Troia sarebbe sceso nella cisterna per recuperare alcune reti utilizzate per la raccolta delle olive, conservate all’interno della vasca. Il giovane non sarebbe però più risalito. La madre, Rosalia La Manna, titolare di un’azienda agricola che produce olio, non vedendolo tornare sarebbe entrata nella cisterna nel tentativo di soccorrerlo. Anche per lei, però, non ci sarebbe stato nulla da fare.
Le reti erano rimaste nella cisterna per circa un anno e presentavano residui vegetali. L'ipotesi al momento è che il processo di macerazione abbia prodotto un accumulo di anidride carbonica, provocando una drastica riduzione dell'ossigeno all'interno della vasca.
Un ambiente diventato così rapidamente letale per chi vi è entrato senza le necessarie protezioni.
Per recuperare i corpi e mettere in sicurezza la zona sono intervenuti i Vigili del Fuoco, anche con il nucleo specializzato Nbcr. Gli operatori sono entrati nella cisterna utilizzando gli autorespiratori.
Sul posto sono intervenuti anche i Carabinieri, che stanno svolgendo gli accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica dell'accaduto e chiarire le cause della morte dei due familiari.