Momenti di forte tensione questa mattina, martedì 22 settembre, alla scuola Pipitone di Marsala, dove un'alunna della terza media ha minacciato una compagna puntandole contro un coltello.
Una situazione potenzialmente molto pericolosa, fermata però sul nascere grazie all'intervento immediato di docenti e altri studenti, che si sono accorti di quanto stava accadendo e sono riusciti a evitare conseguenze. Nessuno è rimasto ferito, se non per alcuni graffi. Ma la paura è stata tanta.
L'intervento dei Carabinieri
Dopo l'episodio la scuola ha immediatamente attivato le procedure previste. Sono stati chiamati i Carabinieri, intervenuti nell'istituto, e sono state contattate le famiglie delle ragazze coinvolte.
La dirigente scolastica Mariella Parrinello, raggiunta da Tp24, conferma di avere informato le forze dell'ordine e la Procura e di avere disposto la sospensione dell'alunna.
L'episodio viene adesso ricostruito nei suoi dettagli, soprattutto per comprendere che cosa abbia provocato un gesto tanto improvviso.
«Mai dato segnali di questo tipo»
Secondo quanto riferito a Tp24 da alcuni docenti, infatti, l'alunna viene descritta come una ragazza tranquilla, che in precedenza non avrebbe manifestato comportamenti tali da fare immaginare un episodio del genere.
Ed è forse questo l'aspetto che più interroga la scuola.
Perché sarebbe sbagliato leggere quanto accaduto soltanto attraverso la lente della delinquenza o della sicurezza. C'è un gesto gravissimo, certamente. C'è stato un coltello portato a scuola e rivolto contro una compagna. Ma c'è anche una minorenne sulla quale sarà necessario capire che cosa sia accaduto e quali fragilità possano esserci dietro quel comportamento.
Parrinello: «Questi ragazzi vanno aiutati»
È questo anche il senso delle parole della dirigente Parrinello. La scuola ha adottato i provvedimenti necessari e coinvolto le autorità competenti, ma il problema non si esaurisce con una sospensione.
L'alunna, sottolinea la dirigente, deve essere aiutata.
E il caso della Pipitone riporta ancora una volta al centro una questione che scuole e famiglie incontrano quotidianamente: il disagio psicologico degli adolescenti, che non sempre viene intercettato prima che emerga attraverso comportamenti improvvisi e difficili da comprendere.
Fortunatamente, questa mattina, la presenza e la prontezza di docenti e studenti hanno impedito che accadesse qualcosa di irreparabile. Ora viene la parte forse più difficile: capire perché sia successo e fare in modo che quella richiesta di aiuto, per quanto manifestata nel modo peggiore possibile, non venga ignorata.