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30/09/2026 06:00:00

Dossier MaB. La mappa: ecco cosa c’è dentro, e cosa resta fuori

La candidatura non comprende per intero Trapani, Paceco, Misiliscemi e Marsala. Il perimetro segue saline, lagune, campagne, centri storici e alcune infrastrutture. Dentro Birgi, Chinisia e l’invaso Baiata. Fuori, nella versione definitiva, tutta la circoscrizione del porto di Trapani. Ecco come leggere la carta.

 

Nella prima puntata abbiamo spiegato che cosa significa MaB e perché una Riserva della Biosfera non è un nuovo parco. Adesso bisogna guardare la mappa.

Perché è proprio sui confini che, negli ultimi mesi, si è consumata buona parte dello scontro sulla candidatura delle “Saline di Sicilia”. Quanto territorio sarebbe entrato? Il porto di Trapani era dentro o fuori? L’aeroporto? Le città? Le campagne? E soprattutto: dire che quattro Comuni partecipano alla candidatura significa che tutto il loro territorio finirà dentro il MaB?

La risposta è no.

 

La candidatura riguarda porzioni dei territori di Trapani, Paceco, Misiliscemi e Marsala, costruite intorno al sistema delle saline e dello Stagnone e collegate attraverso una più ampia zona di transizione. La carta ufficiale va letta per colori e per funzioni: core, buffer e transition.  

 

Ed è da qui che conviene cominciare.

Quanto è grande l’area

La superficie indicata nel dossier è di 10.172,6 ettari, poco più di cento chilometri quadrati.

Di questi, 8.053,32 ettari sono terrestri e 2.119,28 ettari marini. La suddivisione è questa:

  • Core: 310,50 ettari terrestri e 622,26 marini;
  • Buffer: 1.791,05 ettari terrestri e 1.497,02 marini;
  • Transition: 5.951,77 ettari, tutti terrestri.  

La cosa importante, però, è capire che non si tratta di un'unica grande area con le stesse regole. La mappa è costruita come un bersaglio: nel cuore stanno le zone di maggior pregio, attorno ci sono le fasce cuscinetto, più fuori il territorio in cui si concentrano città, attività produttive, agricoltura e infrastrutture.

Il rosso: le cinque aree “core”

Il cuore vero della candidatura è formato da cinque aree core.

Quattro sono nel sistema delle Saline di Trapani e Paceco. Le prime due comprendono saline nelle quali continua la produzione del sale con modalità considerate compatibili con gli obiettivi ambientali. Le altre due corrispondono alla zona A della Riserva Naturale Orientata Saline di Trapani e Paceco.

La quinta core area è invece a Marsala, nello Stagnone. È molto più grande delle altre e comprende San Pantaleo, cioè Mozia, insieme a importanti superfici marine caratterizzate dalle praterie di Posidonia.  

Quindi il cuore del MaB non coincide semplicemente con “le saline”. Dentro ci sono vasche salanti, zone umide, laguna, isolotti e mare.

Il verde: le due grandi zone cuscinetto

Attorno alle cinque core ci sono due buffer zones.

Sono le fasce cuscinetto che seguono i due grandi sistemi ambientali già esistenti: da una parte la Riserva delle Saline di Trapani e Paceco, dall'altra lo Stagnone di Marsala.

Il punto da sottolineare è che core e buffer ricadono nei sistemi di tutela già esistenti, nelle riserve regionali e nella Rete Natura 2000. Non sono quindi pezzi di territorio oggi liberi che diventano improvvisamente area protetta per effetto del MaB. DossierAllC

La fascia verde della mappa segue il sistema delle saline lungo la costa e, a Marsala, avvolge buona parte della laguna dello Stagnone.

 

Il vero MaB comincia nella “transition”

È la parte più ampia e anche quella più interessante, perché spiega meglio di qualsiasi slogan che cosa sia una Riserva della Biosfera.

La transition area non è natura incontaminata. È esattamente il contrario: è il territorio dove la gente abita, lavora, coltiva, produce e si muove.

Il dossier vi inserisce espressamente i centri storici di Trapani e Marsala. La motivazione è mettere in relazione il patrimonio urbano e culturale con il paesaggio delle saline e con le economie locali. 

Ma la transition si allarga anche nelle campagne e nelle aree periurbane dei quattro Comuni.

Qui ci sono vigneti, oliveti, colture tradizionali, l'area dell'aglio rosso di Nubia e altri pezzi del paesaggio agricolo compreso tra Trapani e Marsala. Il dossier considera proprio questa agricoltura una componente del sistema MaB, non uno spazio vuoto tra una salina e l'altra. 

 

Dentro c'è l'aeroporto di Birgi

Uno degli elementi che chiarisce meglio la logica della candidatura è l'aeroporto civile Vincenzo Florio.

Birgi è dentro.

Non in una core e neppure in una buffer, naturalmente, ma nella zona di transizione. Il dossier lo considera un'infrastruttura che deve misurarsi con gli obiettivi di sostenibilità del territorio e ne cita anche i programmi ambientali e di riduzione delle emissioni. DossierAllC

È una scelta significativa: un aeroporto può stare in una Riserva della Biosfera. Proprio perché il MaB non è un parco.

Dentro c'è Chinisia

La transition non segue semplicemente una sottile striscia costiera. In alcuni punti si spinge verso l'interno.

Uno di questi è Chinisia, nel territorio di Misiliscemi.

Il dossier dedica molto spazio all'ex aeroporto militare e alle aree tra Chinisia e Marcanzotta. Qui l'assenza di urbanizzazione intensa ha conservato garighe con palma nana, praterie aride mediterranee, zone umide stagionali e specie vegetali rare.

È uno dei casi in cui il perimetro si allontana dalle saline perché il progetto prova a collegare al sistema costiero un'area dell'entroterra ritenuta di particolare interesse ecologico.  

 

Dentro c'è l'invaso Baiata

Un'altra “escursione” verso l'interno riguarda Paceco e l'invaso Baiata.

Il territorio intorno al lago artificiale è stato inserito nella transition perché da decenni esiste il progetto di un parco suburbano: un sistema verde che dovrebbe svilupparsi intorno all'invaso e lungo il torrente Baiata, fino alla fascia costiera.

Non è quindi una scelta casuale della matita sulla carta: il dossier lega quell'allargamento a un progetto di pianificazione ambientale già presente negli strumenti comunali.  

 

Dentro ci sono le città. Ma non tutte

Qui bisogna evitare un equivoco.

Trapani, Paceco, Misiliscemi e Marsala non entrano integralmente nella Riserva della Biosfera.

Entrano porzioni dei rispettivi territori.

A Trapani e Marsala il dossier individua espressamente i centri storici e altre aree collegate alla fascia costiera. A Paceco e Misiliscemi vengono comprese porzioni di territorio urbano, agricolo e ambientale funzionalmente connesse al sistema.

Secondo il dossier, nell'intero perimetro vivrebbero stabilmente circa 84.627 persone: nessuno nelle core areas, circa 300 nelle buffer e 84.327 nella transition.  

È un dato che racconta bene la natura del progetto: quasi tutta la popolazione coinvolta vive nella fascia di transizione.

E il porto di Trapani? Alla fine è tutto fuori

Questo è stato il punto più controverso.

Nel corso dell'elaborazione della candidatura sono circolate diverse versioni della carta. A metà settembre risultava ancora compreso nel perimetro lo specchio d'acqua del porto peschereccio, mentre erano già fuori le aree commerciali e industriali. 

Poi, prima della firma definitiva, è arrivata l'ultima modifica.

L'intera circoscrizione di competenza dell'Autorità di Sistema Portuale della Sicilia occidentale è stata esclusa dal MaB.

Non soltanto il porto commerciale. Non soltanto le banchine industriali. Tutta la circoscrizione portuale di Trapani. È la soluzione che ha chiuso mesi di confronto con gli operatori e con l'Autorità portuale. 

La tavola di dettaglio del porto allegata alla documentazione rende visibile la separazione: l'area di transizione arriva sulla città, mentre la circoscrizione portuale resta fuori dal perimetro.  

Ed è una distinzione fondamentale, perché la cartografia generale elaborata durante il percorso della candidatura fotografa anche fasi precedenti. Per capire il confine definitivo del porto bisogna quindi tenere conto dell'ultima modifica approvata con la firma del dossier.

 

Cosa resta fuori

Resta fuori innanzitutto gran parte dei territori comunali dei quattro Comuni. Il MaB non coincide con i loro confini amministrativi.

Restano fuori i territori dell'entroterra che non sono stati inseriti nella transition, i Comuni che non fanno parte della candidatura e, da ultimo, l'intera circoscrizione del porto di Trapani.

In altre parole, non esiste un grande rettangolo “Trapani-Marsala” nel quale tutto diventa MaB.

C'è invece un perimetro molto articolato: segue le saline, avvolge lo Stagnone, entra nelle città, attraversa campagne e piccoli insediamenti, ingloba Birgi, si allunga verso Chinisia e Baiata e poi torna verso la costa.

È per questo che, per capire la candidatura, la mappa conta quasi più del nome.

“Saline di Sicilia” fa pensare alle vasche del sale. Il progetto consegnato a Parigi è molto più largo: comprende natura, città, agricoltura e infrastrutture.

E proprio da questa distinzione nasce la domanda della prossima puntata: essere dentro il MaB che cosa comporta davvero? Quali vincoli ci sono già, quali regole restano in vigore e quali nuovi obblighi introduce — oppure non introduce — il riconoscimento Unesco?