Ad Alcamo la Giornata della Memoria e dell'accoglienza. 1500 i bambini morti nel Mediterraneo
Anche il Comune di Alcamo aderisce alla Giornata nazionale della Memoria e dell’Accoglienza, istituita per ricordare le vittime dell’immigrazione e promuovere una cultura dell’inclusione e della solidarietà.
Nella notte tra il 2 e il 3 ottobre, il Castello dei Conti di Modica, monumento simbolo della città, sarà illuminato di arancione. L’iniziativa vuole rappresentare un segno di memoria e solidarietà nei confronti delle persone che hanno perso la vita lungo le rotte migratorie del Mediterraneo.
Una giornata istituita nel 2016
La Giornata della Memoria e dell’Accoglienza nasce da una proposta del Comitato 3 Ottobre, approvata dal Senato della Repubblica il 16 marzo 2016. Il 3 ottobre è stato così riconosciuto come giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione, per ricordare quanti hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere l’Italia, fuggendo da guerre, persecuzioni e condizioni di miseria.
La data richiama il 3 ottobre 2013, quando un naufragio al largo di Lampedusa provocò la morte di 368 persone.
Il significato dell’iniziativa
L’illuminazione del Castello rappresenta un gesto simbolico attraverso il quale l’amministrazione comunale intende richiamare l’attenzione sui temi dell’accoglienza e della solidarietà.
L’obiettivo è sensibilizzare la cittadinanza sui fenomeni migratori e contribuire a contrastare intolleranza, razzismo e discriminazione, favorendo al tempo stesso percorsi di inclusione e inserimento sociale delle persone migranti.
Il coinvolgimento degli studenti
La Giornata della Memoria e dell’Accoglienza viene organizzata dal 2014 in collaborazione con il Comune di Lampedusa e Linosa, coinvolgendo studenti italiani ed europei.
Nei giorni che precedono la cerimonia commemorativa del 3 ottobre, sull’isola arrivano ragazzi provenienti da diverse parti d’Italia e d’Europa per partecipare a seminari, laboratori, tavole rotonde, concerti e proiezioni.
Le attività affrontano temi come migrazioni, diritti umani, razzismo e discriminazione, diritti dei migranti e dei rifugiati, soccorso in mare, accoglienza e diritto d’asilo.
Memoria e cultura dell’accoglienza
L’iniziativa di Alcamo si inserisce dunque in un più ampio percorso nazionale ed europeo volto a mantenere viva la memoria delle vittime delle migrazioni e a promuovere, soprattutto tra le giovani generazioni, una maggiore conoscenza dei fenomeni migratori e dei diritti delle persone che affrontano viaggi pericolosi alla ricerca di protezione e di una vita migliore.
****
3 ottobre - Save the Children: oltre 1.500 bambini morti o dispersi nel Mediterraneo dal 2014
Sono oltre 1.500 i bambini morti o dispersi nel Mediterraneo dal 2014, secondo i dati diffusi da Save the Children in occasione dell’anniversario del naufragio del 3 ottobre 2013 a Lampedusa. Si tratta di una stima considerata per difetto dall’organizzazione, poiché molte tragedie in mare non vengono registrate.
Nel complesso, dal 2014 sarebbero oltre 35.600 le persone morte o disperse nel Mediterraneo, di cui più di 25.800 nel Mediterraneo centrale.
Un altro bambino trovato senza vita
L’organizzazione richiama anche il caso di un bambino trovato senza vita su un gommone quasi sgonfio, recuperato nei giorni scorsi dalla nave Aurora al confine tra le aree Sar libica e tunisina.
Per Save the Children, il nuovo episodio conferma la pericolosità delle rotte del Mediterraneo per le persone che cercano protezione e un futuro in Europa, con conseguenze particolarmente gravi per bambini, bambine e adolescenti.
La richiesta di un sistema stabile di soccorso
In occasione del 3 ottobre, Save the Children chiede all’Unione europea e agli Stati membri di rafforzare le attività di ricerca e soccorso in mare, con un sistema stabile e coordinato, e di garantire il rapido sbarco dei naufraghi in luoghi sicuri.
L’organizzazione sollecita inoltre l’apertura di canali regolari e sicuri verso l’Europa, sostenendo che le politiche migratorie debbano tenere conto della tutela della vita e dei diritti dei minori.
“Chiediamo di mettere la vita umana al centro”, ha dichiarato Elena Gentili, Head of Advocacy and Policy di Save the Children, sottolineando la necessità di proteggere i minori sia durante il viaggio sia dopo l’arrivo.
Gli arrivi in Italia nel 2026
Secondo i dati riportati da Save the Children, nel 2026 sono arrivate via mare in Italia oltre 22.600 persone, tra cui più di 4.500 minori stranieri non accompagnati. La maggior parte degli arrivi è avvenuta a Lampedusa.
L’isola continua a rappresentare uno dei principali punti di approdo delle rotte migratorie del Mediterraneo centrale. L’organizzazione evidenzia il ruolo svolto negli anni da soccorritori, istituzioni, comunità locale e organizzazioni umanitarie nell'assistenza alle persone che arrivano dopo viaggi spesso segnati da condizioni difficili e traumi.
La particolare tutela dei minori
Per Save the Children, dopo lo sbarco è necessario garantire ai minori un’immediata individuazione dei bisogni, adeguate misure di protezione e un rapido trasferimento in strutture dedicate.
L’organizzazione considera Lampedusa un possibile luogo di approdo sicuro, ma sottolinea che la prevenzione delle tragedie e la protezione delle persone che sopravvivono richiedono una responsabilità condivisa a livello europeo.
Il laboratorio “Il viaggio di Aboubacar”
Anche quest’anno Save the Children partecipa alle iniziative organizzate dal Comitato 3 ottobre a Lampedusa, dove è stabilmente presente per fornire assistenza alle famiglie con bambini e ai minori soli.
L’organizzazione proporrà agli studenti italiani e stranieri il laboratorio “Il viaggio di Aboubacar”, dedicato alle ultime fasi del percorso migratorio: l’arrivo in Italia, l’identificazione e l’avvio dei percorsi di accoglienza e protezione.
Attraverso file audio, suoni, disegni e schede, il laboratorio punta a favorire l’immedesimazione degli studenti nel vissuto dei minori stranieri che arrivano sulle coste italiane, creando un confronto tra esperienze e generazioni diverse.
Il 3 ottobre, tredici anni dopo Lampedusa
La Giornata della Memoria e dell’Accoglienza torna così a richiamare l’attenzione sulla tragedia del 3 ottobre 2013, quando 368 persone persero la vita davanti alle coste di Lampedusa.
Per Save the Children, ricordare quella tragedia significa anche mantenere alta l’attenzione sulle persone che continuano ad affrontare il Mediterraneo e, in particolare, sulla necessità di garantire protezione ai bambini e agli adolescenti che intraprendono questi viaggi.
Marsala, sbarco di migranti a Capo Boeo, davanti al Baglio Anselmi
Sono arrivati dal mare direttamente sul lungomare di Marsala, di fronte al Baglio Anselmi. Sarebbero otto, secondo i testimoni, i migranti sbarcati a Capo Boeo intorno alle 19.30 di domenica 20 settembre. Sul posto sono intervenuti i...
Sul portone del tuo palazzo compare un avviso. Prima che sparisca, fai...
È una delle forme più comuni di comunicazione locale. Esci di casa al mattino e trovi un foglio attaccato accanto all’ingresso: l’acqua verrà interrotta, sarà vietato parcheggiare, sono...
Ad Alcamo la Giornata della Memoria e dell'accoglienza. 1500 i bambini morti nel Mediterraneo
Anche il Comune di Alcamo aderisce alla Giornata nazionale della Memoria e dell’Accoglienza, istituita per ricordare le vittime dell’immigrazione e promuovere una cultura dell’inclusione e della solidarietà.Nella notte tra...
PrivatAssistenza apre in piazza Marconi a Marsala: inaugurazione il 26...
Inaugurazione sabato 26 settembre alle 18:00, in piazza G. Marconi 8. La rete nazionale di assistenza domiciliare, attiva dal 1993, apre un nuovo punto di riferimento per famiglie, anziani e persone fragili del...
Sezioni
