Legge elettorale, l'appello dell'ANDE: "Più libertà di scelta e parità tra uomini e donne"
L’Associazione Nazionale Donne Elettrici (ANDE) richiama l’attenzione del Parlamento e del Governo sulla riforma della legge elettorale, chiedendo che il percorso legislativo diventi un’occasione per rafforzare la partecipazione democratica, la libertà di scelta degli elettori e la piena parità tra donne e uomini nell’accesso alla rappresentanza politica.
Nel documento, firmato dalla presidente nazionale Marisa Fagà e dalla segretaria nazionale Patrizia Ferro, l’ANDE sottolinea come la legge elettorale debba tradurre in rappresentanza politica il voto dei cittadini nel rispetto dei principi costituzionali di uguaglianza, libertà e partecipazione, richiamando in particolare gli articoli 3, 48 e 51 della Costituzione.
Più spazio alla scelta degli elettori
L’associazione considera positivamente i meccanismi che consentono agli elettori di incidere maggiormente sulla scelta dei propri rappresentanti. Da qui la richiesta di una piena attuazione del principio della preferenza e di una riflessione sulla disciplina dei capilista sottratti alla scelta diretta attraverso il voto di preferenza.
Secondo l’ANDE, infatti, la posizione di capolista può avere un peso determinante nell’attribuzione dei seggi. Per questo, la legge dovrebbe evitare che la selezione effettuata dai partiti nelle posizioni potenzialmente più favorevoli all’elezione finisca per ridurre la capacità degli elettori di incidere sull’individuazione dei propri rappresentanti.
L’associazione chiede quindi che, nel prosieguo dell’esame della riforma, venga rafforzata «l’effettiva capacità degli elettori di concorrere alla scelta dei propri rappresentanti» e che sia riesaminata la disciplina dei capilista, valutando soluzioni capaci di ridurre la distanza tra il voto espresso dagli elettori e l’individuazione degli eletti.
Parità di genere anche nei collegi più favorevoli
Un altro punto centrale dell’appello riguarda la rappresentanza femminile. L’ANDE chiede che siano introdotte garanzie efficaci per assicurare l’equilibrio tra donne e uomini non soltanto nella composizione delle candidature, ma anche nelle posizioni che presentano maggiori possibilità di elezione.
L’associazione sollecita inoltre l’introduzione di adeguate sanzioni nel caso in cui gli obblighi di equilibrio non vengano rispettati.
La questione, sottolinea l’ANDE, non riguarda soltanto il diritto formale di candidarsi, ma la possibilità concreta di accedere alla rappresentanza politica in condizioni di effettiva parità.
«Non una contrapposizione tra schieramenti»
Nel documento, l’ANDE precisa di non voler entrare nella contrapposizione tra gli schieramenti politici. L’obiettivo dichiarato è invece richiamare Parlamento e Governo alla responsabilità che accompagna ogni modifica delle regole della rappresentanza.
«Una legge elettorale non disciplina soltanto il modo in cui vengono distribuiti i seggi», osserva l’associazione, ma «definisce il rapporto tra cittadini, partiti e istituzioni» e incide sulla capacità della società di vedere rappresentata la propria pluralità nelle assemblee elettive.
Ottant’anni dal voto alle donne
L’appello assume un significato particolare anche alla luce dell’ottantesimo anniversario del voto alle donne italiane. Per l’ANDE, il percorso avviato con l’estensione del suffragio femminile deve oggi tradursi in una partecipazione politica effettivamente paritaria.
L’associazione indica come obiettivo una democrazia nella quale donne e uomini non abbiano soltanto lo stesso diritto di candidarsi, ma possano avere «pari opportunità (50-50) di proporsi ed essere votati liberamente».
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