Monte Erice, un mese dopo: il ricordo di Giuseppe e Karol e l’inchiesta ancora aperta
È trascorso un mese dalla tragedia che ha cambiato per sempre la storia della Cronoscalata Monte Erice. Era il 6 settembre quando la Peugeot 308 TCR numero 54, guidata da Marco Nicoletti, uscì dal percorso alla postazione 9 e piombò sull’area in cui si trovavano alcuni spettatori. Morirono Giuseppe Bisconti, 18 anni, e Karol Greco, 20, amici di Belmonte Mezzagno arrivati nel Trapanese per assistere alla gara.
Trenta giorni dopo, il dolore resta intatto. L’inchiesta della Procura di Trapani è ancora aperta e non ha consegnato una verità tecnica pubblica sulle cause dell’incidente. Il possibile cedimento dell’impianto frenante rimane l’ipotesi principale, ma non è stato ancora certificato dagli accertamenti.
Intanto, alla vigilia del primo mese dalla tragedia, il ricordo dei due ragazzi si è trasformato in un gesto concreto: un defibrillatore a disposizione della comunità e una panchina collocata nei pressi del luogo dell’incidente.
A donarlo è stato “Postazione 27”, gruppo spontaneo di appassionati di motorsport che da oltre trent’anni segue le competizioni automobilistiche del territorio. La raccolta è nata nei giorni immediatamente successivi alla tragedia, con l’obiettivo di trasformare il dolore in qualcosa che potesse essere utile e, un giorno, salvare una vita.
Il Dae sarà a disposizione di residenti, sportivi e turisti diretti verso Erice. La postazione è videosorvegliata, dotata di localizzazione Gps e sarà accompagnata dalla formazione del personale dell’hotel.
Alla cerimonia hanno partecipato i familiari e gli amici dei due ragazzi, insieme ai sindaci di Valderice Francesco Stabile, di Erice Daniela Toscano e di Belmonte Mezzagno Maurizio Milone. Il momento di preghiera è stato officiato dai parroci Gaspare Gruppuso e Francesco Pirrera.
Una panchina sul luogo della tragedia
Il nome di Giuseppe e Karol resterà legato anche a una panchina realizzata dalla Forestale e intitolata dal Comune ai due giovani.
È stata sistemata lungo la strada sterrata che conduce al demanio forestale di San Matteo, nei pressi dell’area in cui si consumò la tragedia. Un luogo destinato a diventare uno spazio di memoria e raccoglimento.
Sono due gesti semplici ma carichi di significato. Un modo per ricordare Giuseppe e Karol senza separare la passione per i motori dal valore della vita e dalla necessità di rendere più sicuro il territorio.
L’inchiesta: cinque persone indagate
Sul fronte giudiziario, sono cinque le persone iscritte nel registro degli indagati con l’ipotesi di duplice omicidio colposo.
Oltre al pilota Marco Nicoletti, risultano indagati il presidente dell’Automobile Club Trapani Giovanni Pellegrino, il direttore di gara Fabrizio Fondacci, l’incaricato della sicurezza Francesco Molinaro e Francesco Puleo, delegato alla sicurezza del percorso.
Gli avvisi di garanzia sono stati notificati per permettere agli interessati di nominare i propri consulenti e partecipare agli accertamenti irripetibili. L’iscrizione non rappresenta quindi un accertamento di responsabilità.
La polizia stradale, delegata dalla Procura, ha acquisito gli atti relativi all’organizzazione della manifestazione e i piani di sicurezza. La contestazione inizialmente formulata nei confronti del pilota come omicidio stradale è stata successivamente riqualificata in omicidio colposo.
Il possibile guasto ai freni
Il primo filone dell’inchiesta riguarda le condizioni della Peugeot. La vettura è stata sequestrata per consentire le verifiche sull’impianto frenante e sulle altre componenti meccaniche ed elettroniche.
Dai rilievi non sarebbero emerse tracce di frenata sul rettilineo precedente al tornante. Questo elemento, però, non prova che Nicoletti non abbia cercato di rallentare: potrebbe anche essere compatibile con una mancata risposta dell’impianto.
Nel filmato del cameracar il pilota sembrerebbe azionare ripetutamente e a fondo il pedale del freno. Un secondo video, girato da uno spettatore con il telefono cellulare, mostrerebbe invece l’accensione delle luci degli stop prima dell’ingresso in curva. Sono immagini importanti, ma dovranno essere interpretate dai consulenti insieme alle condizioni materiali della vettura.
A un mese dall’incidente, non risultano resi pubblici gli esiti conclusivi della perizia sulla Peugeot. Il guasto ai freni resta dunque un’ipotesi investigativa e non una causa già accertata.
Gli esami tossicologici eseguiti su Nicoletti avevano dato esito negativo. Dopo il risultato dei test, al pilota era stata restituita la patente.
Il nodo della sicurezza
Il secondo filone riguarda l’organizzazione del percorso e la posizione occupata dal pubblico.
Giuseppe, Karol e il commissario di percorso Mario Marchese si trovavano su un terrapieno distante circa venti metri dal ciglio della carreggiata e posto tre metri più in alto rispetto al piano stradale. Secondo quanto dichiarato dal direttore di gara, in quella zona non vi era alcun divieto per gli spettatori.
Dalla planimetria allegata al regolamento particolare di gara, tuttavia, nei pressi della postazione 9 non risulterebbe indicata una specifica “area pubblico”, presente invece in altri tratti del percorso. Anche questo aspetto, insieme alla collocazione delle chicane e delle rotoballe, è al vaglio degli investigatori.
La Peugeot, dopo essere uscita dalla carreggiata, avrebbe urtato una roccia che funzionò come un trampolino. L’auto compì un volo di circa sessanta metri, travolse il commissario e i due giovani, per poi terminare la propria corsa nella scarpata.
Giuseppe morì sul colpo. Karol si spense dopo il trasferimento al pronto soccorso dell’ospedale Sant’Antonio Abate di Trapani.
Le autopsie e le domande ancora aperte
Le autopsie sui corpi dei due ragazzi sono state eseguite all’Istituto di Medicina legale del Policlinico di Palermo prima della restituzione delle salme alle famiglie. Non risultano ancora divulgati gli esiti completi degli esami.
Restano dunque aperte le domande decisive: perché la Peugeot non rallentò prima del tornante? Le misure di sicurezza erano adeguate alla velocità delle vetture TCR e alla conformazione del terreno? Quell’area poteva realmente essere considerata sicura?
Le risposte dovranno arrivare dall’esame della vettura, dai due video, dalle consulenze tecniche e dalla documentazione acquisita sull’organizzazione della gara.
Le condizioni di Mario Marchese
Mario Marchese, il commissario di percorso investito dalla Peugeot, aveva riportato un grave trauma toracico. Dopo i primi soccorsi a Trapani era stato trasferito nel reparto di Chirurgia toracica dell’ospedale Civico di Palermo.
L’ultimo quadro clinico reso pubblico parlava di condizioni stabili e in netto miglioramento. Gli esami diagnostici avevano consentito di escludere la necessità di un intervento chirurgico. Da allora non sono stati diffusi ulteriori bollettini ufficiali.
La sicurezza delle gare dopo la tragedia
La morte di Giuseppe e Karol ha già prodotto conseguenze sull’organizzazione delle competizioni automobilistiche nel territorio.
La ventiquattresima edizione dello Slalom dell’Agro Ericino, prevista per il 4 ottobre, è stata annullata dopo verifiche e nuove prescrizioni sulla sicurezza. Tra i problemi emersi, secondo quanto riferito dagli organizzatori, vi erano la consistenza di alcuni muretti e l’insufficienza della documentazione sulle aree destinate al pubblico. Era stata prospettata anche la possibilità di disputare la gara a porte chiuse, con un presidio rafforzato degli accessi.
È il segno di un’attenzione inevitabilmente cresciuta dopo la prima tragedia mortale nei 72 anni di storia della Monte Erice.
Un mese dopo, il dolore delle famiglie e delle comunità di Belmonte Mezzagno, Erice e Valderice non si è attenuato. Giuseppe e Karol continuano a vivere nel ricordo degli amici e, da ieri, anche in un presidio che potrà proteggere altre vite. Ma accanto alla memoria resta una richiesta che non può essere archiviata: conoscere la verità su ciò che accadde in quei pochi secondi alla postazione 9.
Se c'è un territorio che più di ogni altro rappresenta la crescita del traffico marittimo in Sicilia occidentale nel 2026, questo è senza dubbio l'arcipelago delle Egadi. I dati relativi al periodo compreso...
Un malore improvviso si è rivelato fatale per un uomo di 42 anni, morto mentre si trovava in spiaggia alla foce del fiume Platani, lungo il tratto di costa compreso tra Cattolica Eraclea e Ribera, nell’Agrigentino. Inutili i tentativi...
Era stata rubata nel marzo del 2025 dalla sede della Croce Rossa di Castelvetrano. A distanza di oltre un anno, la Fiat Punto è stata ritrovata dalla Polizia all'interno di uno degli ex magazzini del gruppo 6GdO di via Partanna....
È una delle forme più comuni di comunicazione locale. Esci di casa al mattino e trovi un foglio attaccato accanto all’ingresso: l’acqua verrà interrotta, sarà vietato parcheggiare, sono...