×
 
 
13/10/2026 06:00:00

Tornado a Marsala e Petrosino. La priorità: far tornare i bambini a scuola

La priorità è far tornare i bambini a scuola. In un posto sicuro, con il sostegno necessario per ritrovare serenità dopo la paura. Alla De Gasperi di contrada Terrenove Bambina, devastata dal tornado di venerdì 9 ottobre, ieri è cominciato il trasloco: si recuperano computer, lavagne digitali, arredi e materiali rimasti intatti.

 

Sono oltre trecento, tra alunni e personale scolastico, le persone per le quali bisogna organizzare una nuova sistemazione. Sono state individuate tre strutture, ma restano da completare gli accordi per utilizzarle. Il Comune punta a far ripartire le attività nel giro di una settimana.

 

Intanto la conta dei danni riguarda circa 180 abitazioni tra Marsala e Petrosino, oltre alle imprese e alle strutture pubbliche. Anche le aziende agricole segnalano perdite pesanti. E mentre si aspettano gli aiuti istituzionali, partono le prime raccolte fondi per chi ha perso la casa e i mezzi per lavorare.

Il Comune di Marsala, tra le altre cose, ha iniziato gli interventi di rimozione dei rifiuti ingombranti. 

 

 

Il trasloco: duecentomila euro di materiali da salvare

Dentro la scuola sventrata c’è ancora un patrimonio da recuperare. Il lavoro iniziato ieri serve a mettere al sicuro ciò che il vento non ha distrutto e che potrà essere utilizzato nelle sedi provvisorie.

“Abbiamo un patrimonio di circa duecentomila euro che sarà messo in sicurezza negli altri nostri plessi”, spiega il dirigente Leonardo Gulotta, riferendosi alle apparecchiature digitali e agli altri materiali.

Computer e lavagne digitali sono tra le prime attrezzature da trasferire. Poi gli arredi utilizzabili, necessari per preparare le nuove aule. Si comincia da qui: salvare ciò che resta e rimetterlo a disposizione dei bambini.

 

Tre strutture per riprendere le lezioni

L’assessore comunale all’Istruzione Flavio Coppola spiega che per la primaria si punta sull’istituto Santa Chiara di Strasatti, che ha dato disponibilità ad accogliere gli alunni.

“Ci sono tre aule già adibite alla scuola elementare, le altre le dobbiamo arredare con gli arredi a disposizione della scuola”, afferma.

 

Per la secondaria di primo grado è stata individuata una sistemazione a Pastorella, mentre resta da completare la distribuzione di alcune classi nelle altre sedi.

Gli spazi devono essere preparati e gli accordi formalizzati, soprattutto per gli immobili che non appartengono al Comune. L’obiettivo è ripartire nel giro di una settimana, ma non è stata ancora comunicata una data definitiva.

 

Prima del ritorno in classe, il sostegno psicologico

Il sollievo per aver evitato una tragedia non cancella lo shock. I bambini hanno visto la scuola tremare, le finestre saltare e gli ambienti nei quali si sentivano al sicuro diventare un luogo di pericolo.

Ieri è partito un servizio di sostegno psicologico agli alunni, da affiancare alla preparazione delle nuove sedi.

“Così entreranno nelle classi con una certa serenità, perché dobbiamo pensare a loro”, spiega Gulotta, che racconta di essere in contatto ogni giorno con docenti e famiglie.

Non basta trovare un’aula. Bisogna aiutare i bambini a tornarci senza portarsi addosso tutta la paura di venerdì.

 

Quattro-cinque milioni per recuperare la scuola

Per rimettere in funzione l’edificio serviranno interventi importanti. La stima indicata dal dirigente è di quattro-cinque milioni di euro, mentre le verifiche dovranno chiarire le possibilità di recupero della struttura.

Gulotta ipotizza un anno e mezzo o due per il ripristino, se la scuola potrà essere riparata. È una valutazione preliminare, non un calendario dei lavori già approvato.

“L’istruzione e l’educazione dei bambini hanno la priorità”, sottolinea. L’impegno riguarda due percorsi: assicurare subito le lezioni altrove e lavorare al ritorno nella scuola del quartiere.

 

Circa 180 abitazioni colpite

Intanto si contano almeno 150 abitazioni danneggiate a Petrosino, una decina delle quali inagibili. A Marsala vengono segnalati circa trenta immobili distrutti o inagibili. Sono condizioni diverse, che il numero complessivo non deve appiattire.

A Petrosino risultano colpiti anche il centro di raccolta dei rifiuti, l’illuminazione pubblica, il palazzetto comunale e il bocciodromo; è stato distrutto il muro perimetrale dello stadio. A Marsala, otto degli immobili segnalati si trovano lungo la Statale 115, in contrada Terrenove Bambina, vicino alla scuola.

Il censimento può ancora ampliarsi. La stima economica complessiva resta provvisoria: almeno trenta milioni di euro, secondo il quadro raccolto nei giorni scorsi.

 

Vigneti, oliveti e magazzini danneggiati

Anche l’agricoltura presenta un conto pesante. Confagricoltura Trapani segnala danni ingenti a strutture, impianti, vigneti, oliveti e magazzini rurali di diverse aziende associate nel territorio di Marsala.

L’associazione, guidata dal commissario Alessandro Vita, chiede un intervento rapido dell’Assessorato regionale all’Agricoltura, della Protezione civile e della Presidenza della Regione: riconoscimento dello stato di calamità naturale, ristori per le aziende e messa in sicurezza del territorio.

Sono già stati attivati tecnici e sportelli per censire i danni e assistere le imprese nella presentazione delle segnalazioni. Alle perdite negli edifici si aggiungono quelle nelle coltivazioni e negli impianti, con conseguenze sull’attività dei prossimi mesi.

 

L’Avannotteria e il lavoro da ricostruire

All’Avannotteria di Petrosino, del gruppo Del Pesce, sono stati distrutti due dei quattro capannoni, insieme alle attrezzature dei reparti di riproduzione e svezzamento dei pesci.

La prima stima supera i due milioni di euro. L’impianto dovrà fermarsi per alcune settimane. Nell’azienda lavorano 92 dipendenti: ripartire significa ricostruire strutture e impianti, ma anche limitare le conseguenze della sospensione della produzione.

 

Le raccolte fondi
Su GoFundMe gli amici di Valentina e Peppe, una giovane coppia di Petrosino, hanno avviato una raccolta fondi per aiutarli a ripartire.

Secondo il racconto dei promotori, la coppia e i figli hanno assistito alla distruzione della propria casa. Sono rimasti illesi, ma l’abitazione ha subito danni ingenti e sono andate perse anche le loro due automobili.

La raccolta nasce “in attesa di capire se e quando arriveranno gli aiuti istituzionali”. Si può consultare e contribuire attraverso la pagina Aiutiamo Valentina e Peppe a ripartire.

Vito Maurizio Culicchia, insieme a Open Source Management e Partner d’Impresa, promuove un’altra iniziativa per sostenere le famiglie e le attività economiche colpite. La pagina è Per Marsala e Petrosino, aiutiamo le famiglie e le imprese.

È attiva anche Marsala e Petrosino più forti del vento, che, secondo l’aggiornamento diffuso dai promotori, ha già ricevuto 500 donazioni.

Sono iniziative che cercano di dare una prima risposta alle necessità delle persone colpite. Nel frattempo, resta decisivo il percorso degli aiuti pubblici, con la ricognizione dei danni e le richieste di emergenza avanzate dai Comuni.

 

La ricostruzione dei tornado

La ricostruzione cartografica permette di leggere con maggiore precisione il passaggio dei due vortici.

Il primo è arrivato dal mare nella zona di Biscione, ha attraversato Petrosino e ha proseguito verso nord nel territorio di Marsala, passando tra Pulani, Terrenove e l’area del Lilybeo Village.

Il percorso viene stimato in quasi sei chilometri. La fascia dei danni più gravi è larga circa cento metri, mentre gli effetti dei detriti scagliati dal vento si estendono per circa trecento metri.

Nel solo territorio di Marsala il tracciato misura circa 1,8 chilometri. Lungo questo corridoio si trova la scuola De Gasperi.

La mappa aiuta a spiegare una delle immagini più impressionanti di questi giorni: case devastate accanto ad altre quasi intatte. La forza maggiore si è concentrata in una fascia relativamente stretta; ai lati, tegole, lamiere, vetri e altri oggetti trasportati dal vento hanno prodotto ulteriori danni.

Il secondo vortice ha centrato l’azienda ittica

Il secondo tornado ha raggiunto la costa nei pressi di Torrazza e attraversato soprattutto terreni agricoli e vigneti.

La traiettoria è stimata in circa due chilometri, con una fascia di danni maggiori larga una cinquantina di metri e un’area interessata dai detriti di circa cento metri.

Il percorso attraversava una zona meno abitata, ma ha colpito direttamente l’Avannotteria, devastando uno dei principali insediamenti produttivi del territorio.

Venti attorno ai 250 chilometri orari: una stima

Gli effetti sul territorio suggeriscono venti prossimi ai 250 chilometri orari, forse superiori nei punti di massima intensità.

Il dato non è stato registrato direttamente da un anemometro. È una prima valutazione basata sui danni: veicoli sollevati o spostati, tetti strappati, muri abbattuti ed edifici lesionati.

Non c’è ancora una classificazione definitiva dell’intensità dei tornado. Per assegnarla servono rilievi completi, considerando anche le caratteristiche costruttive degli immobili colpiti.

 

Maniscalco: non spegnere i riflettori

Il presidente del Consiglio comunale Giovanni Maniscalco richiama la responsabilità della città nei mesi che verranno.

“Dobbiamo tenere alta l’attenzione, essere una comunità unita e cercare di superare questo brutto momento nel più breve tempo possibile”, afferma.

La scuola, le abitazioni e le imprese avranno bisogno di risposte anche quando le immagini del tornado non saranno più nei notiziari.

“Spenti i riflettori c’è la possibilità che si spenga tutto, e questo non deve accadere. Non li faremo spegnere”.

A Terrenove si comincia dal trasloco e dalle aule provvisorie. Il primo impegno è riportare i bambini in classe. Quello da mantenere nel tempo è restituire al quartiere la sua scuola e alle famiglie la possibilità di ricominciare.