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15/10/2026 10:46:00

Ryanair lascia 13 aeroporti in Europa. Birgi sorride

Ryanair fa le valigie. Non da uno, ma da 13 aeroporti tra Europa e Mediterraneo, cancellando completamente i propri collegamenti dagli scali interessati tra il 2026 e l'inizio del 2027.

Dentro la lista ci sono aeroporti in Spagna, Francia, Portogallo, Grecia, Turchia, Serbia, Germania e persino Amman, in Giordania. Dietro le cancellazioni ci sono ragioni diverse: tasse aeroportuali, costi operativi, rapporti con i gestori degli scali e, nel caso del Medio Oriente, anche la situazione geopolitica. Ma il principio applicato dalla compagnia irlandese è sempre lo stesso: se un aeroporto costa troppo o rende troppo poco, gli aerei vengono spostati altrove.

Ed è una strategia che interessa da vicino anche la Sicilia occidentale. Perché mentre Ryanair abbandona alcuni aeroporti europei, a Trapani-Birgi ha fatto esattamente il contrario, aprendo una nuova base e aumentando voli e capacità dopo l'abolizione dell'addizionale municipale negli aeroporti siciliani minori.

 

I 13 aeroporti che Ryanair lascia

 

Nel corso del 2026 la compagnia ha già cessato o sta cessando completamente le operazioni in dodici aeroporti.

A Vigo, in Spagna, i voli Ryanair sono terminati a gennaio. A marzo è stata la volta di Asturie, sempre in Spagna, Clermont-Ferrand in Francia, Ponta Delgada e Terceira nelle Azzorre portoghesi e Amman, in Giordania.

Ad agosto è uscito dalla rete anche Rodez, in Francia.

Con la conclusione della stagione estiva, ad ottobre, tocca invece a Bodrum e Dalaman, in Turchia; Kalamata e Volos, in Grecia; e Niš, in Serbia.

Il tredicesimo addio è già programmato: Bremen, in Germania. Ryanair cesserà le operazioni nello scalo tedesco il 27 marzo 2027, dopo quasi vent'anni di presenza.

 

Il caso più pesante è Amman

 

Non tutti gli aeroporti hanno lo stesso peso.

A Vigo Ryanair aveva ormai una sola rotta, mentre ad Amman la compagnia era arrivata a gestirne 18. Il ritiro dalla capitale giordana è legato soprattutto all'instabilità geopolitica della regione e alle difficoltà nel programmare con continuità i collegamenti.

Negli altri casi, invece, torna il grande tema che accompagna ormai da anni i rapporti tra Ryanair, governi e società aeroportuali: quanto costa far atterrare un Boeing.

La compagnia di Michael O'Leary non fa mistero della propria strategia. Dove aumentano tasse e tariffe, riduce capacità. Dove diminuiscono, porta aeromobili, rotte e passeggeri.

 

La battaglia sulle tasse aeroportuali

 

È accaduto in Belgio, dove Ryanair ha annunciato il taglio di due milioni di posti tra l'inverno 2026 e l'estate 2027 dopo l'aumento della tassa sull'aviazione. Cinque aeromobili saranno spostati dalla base di Charleroi verso mercati giudicati più competitivi.

È successo in Grecia, dove per l'inverno 2026 Ryanair ha chiuso la base con tre aeromobili a Salonicco, tagliando circa 700 mila posti e 12 rotte, in polemica con i costi aeroportuali.

E anche a Roma la compagnia ha congelato la crescita per l'inverno 2026, contestando l'aumento delle tariffe aeroportuali, il tetto ai movimenti di Ciampino e l'addizionale municipale.

Insomma, con Ryanair la diplomazia aeroportuale funziona più o meno così: prima arriva il comunicato, poi la minaccia di portarsi via gli aerei. E qualche volta gli aerei partono davvero.

 

E Trapani, invece, è dall'altra parte della classifica

 

È qui che la vicenda diventa particolarmente interessante per Trapani-Birgi.

Mentre diversi aeroporti europei perdono Ryanair, al Vincenzo Florio la compagnia ha fatto negli ultimi mesi il percorso opposto.

Da gennaio 2026 Trapani è diventata una nuova base Ryanair. Per l'estate la compagnia ha basato due aeromobili, con un investimento dichiarato di 200 milioni di dollari, portando l'operativo a 24 rotte e indicando un obiettivo di 1,2 milioni di passeggeri l'anno, il 35% in più.

La stessa Ryanair ha spiegato che la scelta è stata favorita dall'abolizione dell'addizionale municipale decisa dalla Regione Siciliana per gli aeroporti minori.

E per l'estate 2027, secondo l'operativo già messo in vendita, sono state confermate tutte le 24 rotte Ryanair da Trapani.

 

Gli aeroporti sono ormai in concorrenza tra loro

 

È questo, probabilmente, il dato più interessante dietro l'elenco dei tredici aeroporti abbandonati.

Ryanair non sta semplicemente riducendo la propria rete europea. Al contrario, continua complessivamente a crescere e sposta capacità da un territorio all'altro, premiando gli aeroporti dove ritiene di trovare condizioni economiche migliori.

Gli aeromobili tolti da una base non rimangono parcheggiati. Vengono trasferiti.

E così mentre alcuni territori discutono con O'Leary di tasse, diritti aeroportuali e incentivi, altri provano a prenderne il posto.

In questa grande partita europea degli aeroporti low cost, almeno per il momento, Trapani è dalla parte di quelli che gli aerei li stanno ricevendo, non di quelli che li vedono partire.

Una situazione favorevole, certo. Ma anche un promemoria: nel modello Ryanair nulla è eterno. Le rotte seguono i passeggeri, ma soprattutto seguono i conti.