Marsala: il 16 ottobre del 1985 il crollo di via Calogero Isgrò
Il 16 ottobre 1985, poco prima di mezzogiorno, Marsala fu teatro di una tragedia che segnò profondamente la città. Durante i lavori di demolizione di una parte dell’antico convento delle suore del Sacro Cuore, nel centro storico, una porzione della struttura cedette improvvisamente, travolgendo le persone che si trovavano a passare sotto le vecchie mura.
Il bilancio fu drammatico: tre morti e quattro feriti. Una tragedia consumatasi in pochi istanti, mentre la città era nel pieno delle sue attività quotidiane.
La cronaca dell’epoca raccontò la violenza del crollo e la difficoltà dei soccorsi, impegnati a raggiungere le persone rimaste sotto le macerie. Tra le tre vittime, una donna di 57 anni anni, Caterina Canale, e una bambina di dieci anni, Maria Morsello.
Secondo la ricostruzione pubblicata dalla stampa dell’epoca, tra i feriti c’erano anche una giovane donna e un ragazzo di 19 anni, le cui condizioni destarono particolare preoccupazione.
Il giovane venne trasferito al centro di rianimazione di Palermo per la gravità delle lesioni riportate. Gli altri feriti furono ricoverati all’ospedale San Biagio di Marsala, con fratture e contusioni multiple.
Dietro i numeri del bilancio c’erano vite spezzate, famiglie colpite e una comunità chiamata a fare i conti con una tragedia avvenuta nel cuore della città.
L’inchiesta sul crollo
La tragedia non si fermò alla ricerca delle vittime e all’assistenza dei feriti. Il cedimento della struttura, avvenuto durante i lavori di demolizione, aprì anche un problema di responsabilità.
Il direttore dei lavori venne arrestato e fu avviata un’inchiesta per accertare le cause del crollo e verificare eventuali responsabilità nella gestione dell’intervento. Al centro degli accertamenti finirono le modalità con cui venivano eseguite le demolizioni e le condizioni di sicurezza del cantiere.
Una ferita nella memoria di Marsala
A distanza di quarantuno anni, il crollo dell’ex convento resta una pagina dolorosa della storia cittadina. La data del 16 ottobre 1985 riporta alla memoria le tre persone che persero la vita e i feriti che dovettero affrontare le conseguenze di quel cedimento.
La tragedia pose anche una questione che va oltre il singolo episodio: la sicurezza durante gli interventi su edifici esistenti, soprattutto quando le operazioni di demolizione si svolgono in aree urbane frequentate dai cittadini.
Ricordare quel giorno significa restituire spazio alle vittime e mantenere viva la memoria di un evento che trasformò una normale giornata di ottobre in una tragedia per Marsala.
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