Marsala e Petrosino, una settimana dopo il tornado: i danni e la vita da ricostruire
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Venerdì mattina, il 9 ottobre, in tutta la Sicilia c'è allerta gialla. Le previsioni danno pioggia, qualche temporale sparso. Nulla di più, anche in provincia di Trapani.
Ma al largo delle coste marsalesi si formano due, tre, forse di più, trombe d'aria. Danzano davanti al porto, le foto e i video circolano velocemente. Nessuno prevede, nessuno immagina che di lì a poco sarebbe successo l'impensabile.
Le trombe marine lambiscono il porto e il centro di Marsala. Corrono verso sud.
A Biscione, nelle case e nelle aziende, la giornata è cominciata da poco. Alla scuola di Terrenove Bambina i bambini sono in classe da un'oretta.
Sono circa le nove quando i vortici arrivano sulla costa di Petrosino. E virano verso l'entroterra. Non si era mai visto qualcosa del genere.
Il tornado strappa le coperture, abbatte muri e pali, solleva e ribalta le automobili. Attraversa le strade, i campi, le abitazioni. Lascia case aperte, vetri e tegole dappertutto. A poche decine di metri, altri edifici vengono appena sfiorati.
Alla De Gasperi il tempo per reagire si misura in secondi. Le insegnanti e i collaboratori scolastici portano i bambini negli spazi più riparati, lontano dalle finestre. Gli infissi vengono divelti, gli arredi scaraventati, le aule devastate. I bambini piangono. Fuori, i genitori lasciano le automobili lungo le strade bloccate e attraversano i campi per raggiungere i figli.
Anche le ambulanze devono trovare un passaggio tra traffico, mezzi rovesciati e pali abbattuti. La sindaca di Marsala, Andreana Patti, parla di "scena di guerra".
Più a sud, un secondo tornado arriva dalla costa di Torrazza. Attraversa terreni agricoli e vigneti, poi investe l’Avannotteria di Petrosino: capannoni e impianti vengono distrutti, il cuore della produzione compromesso.
Oggi, venerdì 16 ottobre, è passata una settimana. Non ci sono state vittime, ma ci sono persone ancora ricoverate, famiglie fuori casa, una scuola devastata e aziende ferme. E un conto che sfiora i venti milioni di euro. Ma sono tutti vivi. Possiamo, una settimana dopo, parlare di miracolo, di tragedia sfiorata.
Due tornado, quasi otto chilometri di devastazione
Un evento mai visto da queste parti, e totalmente inaspettato. Il Mediterrano caldo e le correnti d'aria fretta hanno creato un mix imprevedibile e devastante.
Il primo tornado ha attraversato 5,85 chilometri, entrando da Biscione e proseguendo verso nord-est, oltre la Provinciale 84, fino al territorio di Marsala, nella zona di Terrenove, oltre la statale 115 dino alla cantina Alcesti
La fascia dei danni più gravi è larga circa cento metri. Quella interessata dai detriti arriva a trecento metri: tegole, lamiere, vetri e rami trasportati dal vento hanno colpito anche oltre il passaggio centrale del vortice.
Il secondo tornado ha percorso circa 1,9 chilometri, dalla costa di Torrazza verso l’interno. Qui il corridoio di maggiore distruzione è largo cinquanta metri, mentre l’area interessata dai detriti raggiunge i cento.
Sono queste due strisce a spiegare le immagini di case devastate accanto ad altre quasi intatte. La forza maggiore si è concentrata in spazi relativamente stretti, con conseguenze enormemente diverse anche a poche decine di metri.
La paura più grande, dentro la scuola
La paura più grande è stata alla De Gasperi di Terrenove, dove c'erano oltre 270 bambini e 30 tra insegnanti e personale scolastico. I bambini erano in classe quando il vento ha cominciato a strappare le finestre e a rovesciare gli arredi. Piangevano, mentre insegnanti e collaboratori li portavano lontano dai vetri, nei punti più riparati. Il dirigente Leonardo Gulotta ha raccontato che il personale ha avuto pochi secondi per scegliere dove metterli al sicuro. Fuori, intanto, i genitori cercavano di raggiungere la scuola: qualcuno aveva lasciato l’auto lungo la strada e correva attraverso i campi. La lucidità degli adulti ha evitato che quella mattina finisse in tragedia. Ma per i bambini, per chi li ha protetti e per le famiglie, la paura non è passata insieme al tornado. Anche per questo è stato avviato un percorso di sostegno psicologico: ritrovarsi in un’aula sarà il primo passo, poi servirà tempo per sentirsi di nuovo al sicuro.
Quasi venti milioni tra Marsala e Petrosino
Secondo le stime della Protezione civile servono complessivamente 19 milioni e 795 mila euro: 10 milioni e 430 mila per Marsala, 9 milioni e 365 mila per Petrosino.
La voce più pesante per Marsala è la scuola di Terrenove. Il fabbisogno complessivo per il plesso è di 6 milioni e 20 mila euro.
Per l’edificio che ospita aule e uffici sono previsti 4 milioni e 420 mila euro: centomila per la prima emergenza, centomila per la rimozione delle macerie e 4 milioni e 220 mila per il ripristino.
Per palestra e aree esterne la stima è di un milione e 600 mila euro, comprensivi degli interventi urgenti, della rimozione dei detriti e dei lavori di recupero.
Il ridimensionamento rispetto alla prima ipotesi, che portava il costo della scuola attorno ai dodici milioni, dipende soprattutto dal passaggio dall’abbattimento e ricostruzione alla ristrutturazione. Saranno però le verifiche strutturali a stabilire quali lavori siano effettivamente possibili. Non è ancora il momento di dare per certa una soluzione definitiva.
Sedici classi da riportare in aula
Intanto bisogna far ripartire le lezioni. Sono sedici le classi rimaste senza sede: sei della primaria e dieci della secondaria di primo grado.
Le strutture individuate sono il Santa Chiara di Strasatti, i locali di Pastorella e gli spazi disponibili nel plesso di Fornara. Al Santa Chiara sono state individuate sei aule potenzialmente utilizzabili. A Pastorella si lavora per recuperare locali attualmente in uso all’istituto superiore Abele Damiani.
La distribuzione degli studenti dipende dalle verifiche di idoneità, dalla disponibilità effettiva degli spazi e dagli accordi da formalizzare.
Dall’edificio devastato sono stati recuperati banchi, sedie, computer, lavagne digitali e libri. Il dirigente Leonardo Gulotta ha indicato in circa duecentomila euro il valore del patrimonio di attrezzature e materiali da mettere al sicuro.
Al lavoro degli uffici si è affiancato quello dei volontari, che hanno messo a disposizione anche i mezzi per il trasporto. È stato avviato inoltre un percorso di sostegno psicologico: tornare in classe significa anche aiutare i bambini a ritrovare serenità dopo la paura.
Le abitazioni: centosessanta edifici danneggiati
Tra i due Comuni risultano circa centosessanta abitazioni danneggiate.
A Marsala sono una sessantina, sette dichiarate inagibili. Il fabbisogno per gli immobili residenziali è di 3 milioni e 100 mila euro. Tre nuclei familiari, per otto persone, hanno dovuto lasciare casa.
A Petrosino gli edifici residenziali colpiti sono circa cento, quattro quelli dichiarati inagibili. La stima per il ripristino delle abitazioni è di tre milioni di euro.
Sono cifre che comprendono situazioni diverse: muri di cinta crollati, infissi strappati, tetti scoperchiati, danni più profondi che impediscono di rientrare. Per alcune famiglie la sistemazione temporanea è in strutture ricettive; altre sono state accolte da parenti e amici.
A Terrenove pulizia delle aree e due case mobili
Sono iniziati ieri gli interventi di pulizia e messa in sicurezza nelle aree di contrada Terrenove, in particolare davanti alle abitazioni danneggiate.
Le operazioni sono coordinate dalla Protezione civile. Sul posto lavorano uomini e mezzi dell’associazione di volontariato SOS Valderice, impegnati nella rimozione di detriti e macerie e nel ripristino delle condizioni di sicurezza.
Liberare queste aree serve anche a preparare una sistemazione per le famiglie: è previsto il posizionamento di due case mobili, destinate all’accoglienza temporanea delle persone colpite.
Una risposta provvisoria, mentre restano da definire tempi e possibilità di recupero delle abitazioni.
Automobili, furgoni e mezzi da lavoro
Il tornado ha distrutto anche gli strumenti necessari per muoversi e lavorare.
A Marsala la ricognizione indica cinque veicoli distrutti o ribaltati e circa cinquanta danneggiati, per un fabbisogno di 300 mila euro.
A Petrosino sono circa centoventi i veicoli danneggiati o ribaltati, con una stima di 600 mila euro.
Il conto complessivo arriva così a novecentomila euro. Dietro ogni mezzo c’è anche una difficoltà quotidiana: raggiungere il lavoro, accompagnare i figli, riprendere un’attività.

L’Avannotteria e le altre imprese
A Petrosino il danno maggiore a una singola attività produttiva riguarda l’Avannotteria del gruppo Del Pesce: tre milioni di euro, tra conseguenze strutturali e biologiche.
Il vortice ha colpito la zona dei riproduttori, compromettendo anche i sistemi di pompaggio e termoregolazione. Nella struttura lavorano circa novanta persone. Il ripristino degli edifici dovrà procedere insieme a quello degli impianti e della produzione.
A Marsala sono indicati 250 mila euro per un’attività artigianale e 150 mila euro per una cantina vinicola.
Ottanta ettari di campagne colpiti
La ricognizione comprende anche circa ottanta ettari di colture.
A Petrosino sono sessanta, tra vigneti, oliveti e frutteti, con un fabbisogno stimato in 900 mila euro. A Marsala risultano coinvolte due aziende agricole e circa venti ettari, per 300 mila euro.
Il totale per il settore agricolo è quindi di un milione e 200 mila euro. Dove sono stati distrutti impianti a spalliera e colture, il danno può proseguire oltre questa stagione.
Confagricoltura Trapani ha attivato tecnici e sportelli per assistere le aziende nel censimento e nella presentazione delle segnalazioni.

A Petrosino colpiti ecocentro e impianti sportivi
Per il patrimonio pubblico e gli interventi urgenti di Petrosino il fabbisogno è di un milione e 845 mila euro.
Di questi, 590 mila euro riguardano la prima emergenza: rimozione di macerie e alberi pericolanti, allestimento di un centro di raccolta provvisorio, interventi sulla segnaletica e sulla rete elettrica.
Per i beni pubblici sono stimati 500 mila euro per l’ecocentro e altrettanti per lo stadio, dove il tornado ha danneggiato tribuna, torri faro e muro perimetrale.
Servono inoltre centomila euro per il palazzetto dello sport, settantamila per il bocciodromo, cinquantamila per il tratto urbano costiero della Provinciale 84 e trentacinquemila per arredi urbani e parco giochi.

Cosa è stato ripristinato
In questa settimana sono state riaperte la Statale 115 e la Provinciale 84, è ripresa la circolazione ferroviaria e sono tornati funzionanti i passaggi a livello. Le linee elettriche interrotte sono state rialimentate.
A Marsala il conto degli interventi comprende anche 65 mila euro per la pubblica illuminazione e 35 mila per la stazione di sollevamento dell’acquedotto di San Silvestro, oltre alla rimozione dei detriti e alla messa in sicurezza.
Sono previsti 135 mila euro per servizi straordinari di raccolta e smaltimento dei rifiuti, compresi quelli contenenti amianto. La relazione segnala infatti coperture in cemento-amianto danneggiate o disperse, da verificare con gli enti competenti. Non le localizza nella scuola di Terrenove e non consente di affermare che fossero presenti nell’istituto.
I feriti e la ricostruzione da avviare
L’ultimo aggiornamento disponibile indica ancora in gravi condizioni all’ISMETT di Palermo il settantenne travolto dal tornado mentre si trovava in automobile con la moglie. La donna è in miglioramento.
Sul fronte istituzionale, i Comuni hanno chiesto l’attivazione delle procedure per lo stato di emergenza.
Nel frattempo continuano gli aiuti di associazioni, volontari e cittadini, tra raccolte di beni essenziali e iniziative solidali per le famiglie.
Una settimana dopo, le strade sono tornate percorribili. Ma davanti alle case restano le macerie, le aziende fanno i conti con gli impianti distrutti e 270 bambini devono tornare in classe. È da qui che si misurerà la ripartenza.
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