I Gruppi di Azione Locale per la Pesca chiedono all’Unione Europea di tutelare le risorse destinate alle comunità costiere e alla Blue Economy nella prossima programmazione finanziaria 2028-2034. Tra i rappresentanti italiani anche Giovanni Borsellino, direttore del GALP “Il Sole e l’Azzurro tra Selinunte, Sciacca e Vigata”.
La richiesta è stata al centro di una missione istituzionale a Bruxelles, dove una delegazione dei GALP europei ha incontrato rappresentanti della Commissione Europea e del Parlamento Europeo per presentare il Manifesto a sostegno dello sviluppo locale di tipo partecipativo nelle aree di pesca.
All’iniziativa hanno partecipato delegazioni provenienti da Italia, Spagna, Croazia, Lettonia e Portogallo. Per l’Italia, insieme a Borsellino, erano presenti Andrea Portieri, direttore del GALPA Chioggia e Delta del Po; Nicola Timpone, direttore generale del GALPA La Cittadella del Sapere Basilicata; Sergio Vellutini, RAF del GALPA Toscana; e Paolo Marchese, direttore del GALPA Friuli Venezia Giulia.
Gli incontri con le istituzioni europee
Il Manifesto è stato consegnato ai rappresentanti dei commissari europei Raffaele Fitto e Costas Kadis, nel corso di un incontro dedicato alle prospettive del sostegno europeo alle aree costiere e alla pesca.
Successivamente, i rappresentanti dei GALP hanno partecipato a un’audizione pubblica presso la Commissione per la Pesca del Parlamento Europeo (PECH), presieduta dall’eurodeputata Carmen Crespo Díaz. Nel corso del confronto è stato illustrato il contributo dei Gruppi di Azione Locale alla realizzazione di progetti e iniziative capaci di rispondere alle esigenze delle comunità costiere.
La missione punta a ottenere un riconoscimento del ruolo dei GALP nella definizione delle future politiche europee e a garantire continuità alle risorse finanziarie necessarie per sostenere le economie legate al mare.
Oltre 15 mila progetti finanziati in Europa
Il documento richiama i risultati raggiunti dai FLAG, denominazione internazionale dei Gruppi di Azione Locale per la Pesca, attraverso il modello di sviluppo locale di tipo partecipativo, noto come CLLD.
Secondo i dati riportati nel Manifesto, i gruppi sono presenti in oltre 20 Stati membri e riuniscono circa 5 mila soggetti tra associazioni, enti locali, organizzazioni di produttori, organizzazioni non governative e Comuni, rappresentando complessivamente 50 milioni di cittadini legati al mare.
Nel ciclo di programmazione 2014-2020, attraverso il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP), sono stati promossi oltre 15 mila progetti, con investimenti superiori a 600 milioni di euro. Gli interventi avrebbero contribuito alla creazione di 5 mila nuovi posti di lavoro, alla salvaguardia di altri 11 mila e alla nascita di oltre mille imprese.
Numeri che, secondo i promotori del Manifesto, evidenziano il valore di un approccio capace di coinvolgere direttamente i territori nella scelta e nella realizzazione degli interventi.
Le cinque richieste per la programmazione 2028-2034
Il documento individua cinque priorità rivolte alla Commissione Europea, al Parlamento e agli Stati membri.
La prima riguarda il mantenimento di un approccio CLLD specifico per la pesca e le aree costiere, con risorse dedicate alle caratteristiche economiche e sociali dei territori marittimi.
I GALP chiedono inoltre di tutelare la governance territoriale e i partenariati tra soggetti pubblici e privati, preservando il principio delle decisioni dal basso. Un altro punto riguarda il sostegno mirato alle aree più fragili, alle isole e alle regioni ultraperiferiche, dove isolamento e difficoltà di accessibilità richiedono strumenti adeguati.
Tra le priorità figura anche la semplificazione delle procedure amministrative, senza compromettere il coinvolgimento delle comunità locali. Infine, i gruppi chiedono di essere consultati in modo sistematico nella pianificazione delle politiche marittime europee, valorizzando le competenze maturate sul territorio.
Il futuro delle comunità costiere
La sfida riguarda la possibilità di mantenere, anche nel prossimo ciclo di bilancio europeo, strumenti in grado di sostenere la pesca, diversificare le economie locali e promuovere nuove opportunità occupazionali.
Il Manifesto sottolinea il ruolo delle comunità legate alla pesca per la resilienza alimentare, la tutela ambientale e la salvaguardia dell’identità marittima europea. L’obiettivo dei GALP è fare in modo che lo sviluppo locale partecipativo continui a essere parte integrante delle politiche comunitarie per la Blue Economy, con risorse adeguate e un coinvolgimento diretto dei territori nelle decisioni.