Violazioni di norme urbanistiche ed edilizie, abusi edilizi realizzati su terreni pubblici, invasione arbitraria di immobili, danneggiamento, abusiva occupazione di spazio
demaniale e inosservanza di limiti alla proprietà privata, attività di gestione dei rifiuti non autorizzate (il comma 2 contestato, però, è stato abrogato successivamente all’avvio del procedimento penale), lavori su beni paesaggistici senza la prescritta autorizzazione o in difformità
da essa.
Sono questi i reati (alcuni in concorso) a vario titolo contestati in un processo che, davanti al giudice monocratico del Tribunale di Marsala Davide Lupo, vede imputate sette persone: Donatella Di Prima, di 48 anni, Morena Filice, di 30, Gianluca Dardo, di 31, Nicola Angileri, di 46, Bartolomeo Rallo, di 34, Isidoro Salvatore Rallo, di 59, e Francesco Coppola, di 52. Tra questi, il nome più noto, per i suoi precedenti giudiziari, è quello di Gianluca Dardo, che lo scorso dicembre, è stato uno dei nove imputati condannati, in primo grado, dal Tribunale di Marsala nel processo scaturito dall’operazione antidroga dei carabinieri “Virgilio” (blitz del 17 febbraio 2023).
L’indagine prese il nome dalla via del quartiere popolare Sappusi dove abitavano alcuni degli arrestati e dove si svolgeva buona parte dell’attività di spaccio. A Dardo i giudici hanno inflitto 6 anni e 8 mesi di reclusione e 13 mila euro di multa. Sempre per fatti di droga, un’altra condanna (un anno e dieci mesi) l’aveva patteggiata nel 2018. Era stato arrestato dalla polizia a fine aprile 2017.
Adesso, nel processo davanti al giudice Lupo per gli abusi edilizi, a difendere i sette imputati sono gli avvocati Gaetano Di Bartolo, Pasquale Massimiliano Tranchida, Mario Noto, Luigi Pipitone e Diego Tranchida. A sostenere l’accusa è il pm Mariarita Signorato. Il fascicolo fu aperto dalla Procura nel 2024.