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16/10/2026 06:00:00

Quinci con De Luca, primo strappo all’ex Provincia: Barone lascia maggioranza e deleghe

L’adesione di Salvatore Quinci a Sud chiama Nord apre un confronto politico nella maggioranza che sostiene il presidente del Libero Consorzio comunale di Trapani.

Il sindaco di Mazara del Vallo ha ufficializzato la settimana scorsa il suo ingresso nel movimento di Cateno De Luca, insieme ad altri esponenti e amministratori della provincia. Con lui anche il vicesindaco Vito Bilardello, che sarà candidato alle elezioni regionali del 2027: una candidatura sulla quale Quinci misurerà il proprio peso politico e verso cui dovrebbero convergere anche i consensi dei consiglieri comunali a lui vicini.

La scelta del presidente dell’ex Provincia ha provocato malumori e posto un problema di alleanze. A sostenerlo, alle elezioni provinciali, sono state infatti le forze del campo largo: dal Pd al Psi, dal Movimento 5 Stelle a Italia Viva. A questo quadro si è poi aggiunta Controcorrente, con l’adesione della consigliera provinciale e delegata Laura Barone.

 

La presa di distanza

Barone ha ufficializzato la rinuncia alle deleghe assegnatele dal presidente: «Vengono meno i presupposti civici, la mia collocazione resta saldamente nel centrosinistra».

È l’evoluzione del quadro politico ad aver spinto l’esponente di Controcorrente a prendere le distanze, soprattutto alla luce dell’intesa tra il movimento di Cateno De Luca e Fratelli d’Italia, alla quale attribuisce un significato politico incompatibile con il proprio percorso.

Barone lascia anche il gruppo di maggioranza e richiama le condizioni nelle quali era nata la coalizione: «La lista del presidente è nata sotto una spinta esclusivamente civica, con candidati privi di simboli di partito e in netta competizione con il centrodestra. Pur mantenendo una forte connotazione civica, il mio orientamento politico di fondo si colloca storicamente e programmaticamente nel fronte opposto a quello di Schifani. L’adesione del presidente Quinci a Sud chiama Nord, proseguita con l’accordo politico con Fratelli d’Italia, delinea un quadro politico totalmente distante dalla mia visione, finendo inevitabilmente per associarmi a un’identità che non mi appartiene».

Per la consigliera, dunque, non ci sono più le condizioni per proseguire la collaborazione: «Il mio orientamento politico non può essere interpretato come un’appendice o un’emanazione diretta di dinamiche politiche estranee al mio pensiero politico di centrosinistra».

Quinci: «Un errore confondere la mia adesione con l’azione di governo»

La replica del presidente del Libero Consorzio parte da una precisazione istituzionale: all’ex Provincia non ci sono assessori, perché non è prevista una giunta. Quelle attribuite ai consiglieri sono deleghe di collaborazione, prive di poteri esecutivi.

«Le deleghe, nel suo caso Lavori Pubblici, Infrastrutture, Patrimonio e Protezione Civile, sono senza poteri esecutivi, ma rappresentano uno strumento di supporto e di collaborazione all’attività amministrativa. Le sono state assegnate per aver condiviso il progetto politico-elettorale, ma soprattutto per le sue competenze», afferma Quinci.

Il presidente rivendica un metodo fondato sull’apertura e sul dialogo, sulla valorizzazione delle professionalità e sulla ricerca di una sintesi «senza steccati».

Ricorda il contributo di Barone, citando la vicenda dell’immobile della Funtanazza di Alcamo, e richiama il precedente passaggio della consigliera dal Movimento 5 Stelle a Controcorrente: una scelta che, sottolinea, non aveva provocato richieste di chiarimento né appelli alla coerenza e non aveva inciso sull’accordo con cui era stata vinta la competizione elettorale di secondo livello.

Per Quinci il punto di riferimento della maggioranza resta il programma.

«Confondere la mia adesione a Sud chiama Nord, movimento civico, autonomista e progressista, con l’azione di governo è un errore, se commesso in buonafede. Altrimenti è una manipolazione che già registra qualche atto di sciacallaggio».

A sostegno della propria posizione, il presidente elenca le iniziative avviate: il Piano strategico, il tavolo permanente sull’agricoltura, gli interventi per gli istituti scolastici, le sfide infrastrutturali e l’istituzione della Polizia provinciale.

«Non ci saranno deviazioni rispetto a un percorso tracciato con chiarezza e, aggiungo, con il contributo di tutte le forze consiliari, senza divisioni tra maggioranza e opposizione».

È sulla natura dell’intesa con Fratelli d’Italia che emerge la distanza più netta rispetto alla lettura di Barone.

«Confondere l’accordo tecnico e parlamentare di Sud chiama Nord con Fratelli d’Italia, indicandolo come politico, è scorretto», sostiene Quinci.

Il movimento, aggiunge, avrà una propria lista alle Politiche ed è impegnato nella costruzione del «Partito dei Sindaci e dei territori».

Il presidente respinge anche l’ipotesi che la sua adesione possa tradursi in un avvicinamento al governo Schifani: «Confondere la mia scelta, e quella del mio gruppo, con un sostegno al Governo regionale è ingeneroso oltre che falso».

Resta, assicura, la critica a una Regione che considera spesso ostile nei confronti dei Liberi Consorzi, incapace di definirne il futuro e incerta nel sostegno finanziario.

 

Le ragioni dell’adesione

Quinci riconduce l’ingresso nel movimento di De Luca, che propone un «Governo di Liberazione» per la Sicilia, a una scelta di rappresentanza dei territori e di concretezza amministrativa.

«Sono e siamo pronti ad accettare il confronto sulla coerenza. Possiamo farlo in qualsiasi sede, sicuri di poterlo affrontare a testa alta», afferma.

Rivendica quindi un civismo «lineare e pragmatico», espressione dei territori e non delle segreterie di partito, e conclude: «La nostra storia è trasparente e fuori dalle logiche di potere che alcuni denunciano a parole ma praticano nei fatti».