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17/10/2026 06:00:00

Trapani, caos PEF: c'è il riequilibrio di bilancio, ma il Consiglio si ferma ancora 

Quasi tre ore di accuse reciproche, ricostruzioni contrapposte e tentativi di attribuirsi ragioni e responsabilità. Poi, ancora una volta, nessuna decisione sul PEF dei rifiuti. 

 

Il Consiglio comunale di Trapani del 16 ottobre, convocato in seduta straordinaria e urgente per tornare sul Piano economico-finanziario 2026-2029 e sulle tariffe Tari, si è chiuso con un nulla di fatto. 

 

Nel frattempo, però, qualcosa è cambiato. 

Nel corso della seduta il sindaco Giacomo Tranchida ha annunciato l’approvazione, da parte della Giunta, della delibera di salvaguardia degli equilibri di bilancio. 

È il provvedimento che interviene proprio sulla questione sollevata dai revisori dei conti: individuare le risorse necessarie per affrontare i maggiori costi del servizio rifiuti e tutelare gli equilibri finanziari del Comune.

 

Una novità che avrebbe potuto spostare il confronto sui numeri e sulle soluzioni, ma il documento non era stato ancora trasmesso al consiglio. 

Dunque il dibattito è rimasto incagliato nello scontro politico, fino alla inevitabile - anche la maggioranza si é astenuta - decisione finale: niente voto sull’urgenza per tornare a discutere il PEF, mentre il presidente del Consiglio Alberto Mazzeo ha rinviato il documento sul riequilibrio all’esame delle commissioni, riservandosi di calendarizzare una nuova seduta.

Nel frattempo, anche il collegio dei revisori studierá l'atto. 

 

I revisori e il «avevamo ragione» dell’opposizione

La discussione è ripartita dunque dai due pareri non favorevoli espressi il 13 ottobre dal Collegio dei revisori dei conti, presieduto da Alberto Tumbiolo, sulla proposta di PEF 2026-2029 e sulle tariffe Tari 2026.

 

Per l’opposizione, quei documenti rappresentano la conferma che il voto contrario del 5 ottobre fosse corretto. Una lettura rivendicata anche da Maurizio Miceli, che aveva sintetizzato la posizione con un «avevamo ragione a non approvare il PEF».

 

Ma il contenuto dei pareri non dice esattamente questo.

I revisori non certificano che il PEF sia sbagliato nei suoi costi e non dichiarano che l’opposizione avesse ragione a bocciarlo. 

Il loro rilievo riguarda il problema della copertura finanziaria. Il termine per approvare le tariffe Tari 2026 era scaduto il 31 luglio: di conseguenza, secondo il Collegio, non è possibile applicare retroattivamente le nuove tariffe e il gettito accertabile per l’anno in corso resta legato a quelle del 2025.

 

Il problema è che il PEF indica per il 2026 un valore di 17 milioni e 136 mila euro, mentre le entrate ottenibili con le tariffe precedenti potrebbero non essere sufficienti a coprire i costi effettivi del servizio.

Attenzione, però: i 17.136.673 euro non sono il disavanzo. Sono le entrate tariffarie previste dal Piano, al netto delle detrazioni. La differenza effettiva tra costi e gettito deve ancora essere quantificata con precisione dagli uffici comunali.

 

È questo il passaggio che i revisori chiedono di affrontare: sapere quanto manca e indicare da quali risorse di bilancio coprire la differenza. Per questo hanno invitato Comune e Consiglio ad adottare con urgenza le misure di salvaguardia previste dall’articolo 193 del Testo unico degli enti locali.

 

Il parere del collegio dei revisori

In aula il presidente del Collegio, Alberto Tumbiolo, ha spiegato il senso dei pareri. 

Il messaggio, in sostanza, è che occorre mettere in sicurezza i conti e individuare una copertura concreta per il servizio. Per questo,  il Collegio ha avvertito che, in assenza di interventi, potrebbe segnalare la situazione alla Corte dei Conti per valutare eventuali responsabilità contabili e danni erariali.

 

Il confronto, tuttavia, è rimasto prigioniero delle reciproche contestazioni. L’opposizione ha insistito sulla propria lettura politica; la maggioranza ha richiamato le conseguenze della mancata approvazione del PEF, a partire dalla riduzione dei servizi di igiene urbana e dalla vertenza che coinvolge Formula Ambiente.

 

La sensazione, durante la seduta, è stata che le spiegazioni tecniche faticassero a trovare spazio in un dibattito nel quale ciascuno sembrava soprattutto interessato a ritrovare la conferma della propria verità.

 

Eppure i due piani sono distinti. 

Il ritardo nell’approvazione del PEF e delle tariffe ha una storia che precede il voto contrario del 5 ottobre e si colloca al 31 luglio, quando l'opposizione abbandona l'aula e manca il numero legale per votare l'atto.  

Oggi, però, il problema non si esaurisce nella ricostruzione delle responsabilità: bisogna capire come pagare il servizio e con quali risorse garantire la raccolta.

 

La novità: la delibera di Giunta sul riequilibrio

È in questo contesto che Tranchida ha annunciato la delibera di Giunta numero 470 del 16 ottobre, approvata all’unanimità e dichiarata immediatamente eseguibile. 

Il provvedimento riguarda la salvaguardia degli equilibri di bilancio 2026-2028 e una contestuale variazione del bilancio di previsione.

 

Non c'è ancora la parola definitiva del Consiglio: la Giunta ha approvato una proposta che dovrà essere sottoposta all’attenzione dell’assemblea. 

Ma il documento introduce cifre e passaggi importanti.

 

Il capitolo dei rifiuti

La variazione aumenta di 472.626,24 euro lo stanziamento di spesa corrente per il servizio nel 2026: si passa da 15.581.597,07 euro a 16.054.223,31 euro.

Aumenta dello stesso importo anche lo stanziamento di cassa, che passa da 19.610.702 euro a 20.083.328,24 euro. 

In termini semplici, il Comune modifica le previsioni di bilancio per adeguarle alle necessità finanziarie emerse nella gestione del servizio.

Il dato va letto insieme alla delibera di Giunta numero 459 del 9 ottobre, con cui l’amministrazione aveva rimodulato il contratto con Formula Ambiente, riducendo alcune prestazioni e prevedendo un risparmio di 227.467,47 euro, Iva compresa, per il periodo dal primo ottobre al 31 dicembre 2026.

 

Le due cifre non vanno confuse: da una parte ci sono le economie ottenute riducendo i servizi affidati all’azienda, dall’altra il nuovo stanziamento di bilancio per i rifiuti. 

Il quadro complessivo resta quello di una gestione sotto pressione, nella quale la copertura economica e la quantità di servizi garantiti devono essere tenute insieme.

 

La delibera non chiude neppure la questione del prossimo anno. Per il 2027, il Comune prevede di aumentare gli stanziamenti per il servizio dopo l’approvazione del PEF e di finanziare la spesa attraverso l’approvazione delle nuove tariffe.

 

È un passaggio decisivo: la copertura futura non è già acquisita. Se le nuove tariffe non dovessero essere approvate, il Comune potrebbe trovarsi costretto a rimodulare o ridurre i servizi, come ha già fatto negli ultimi mesi del 2026 per contenere i costi.

 

È qui che la discussione sul PEF smette di essere soltanto una contesa politica. Il Piano non è una tassa: serve a quantificare i costi del servizio rifiuti. La Tari è invece il tributo attraverso cui quei costi vengono coperti.

 Se il costo riconosciuto dal Piano supera le entrate ottenibili con le tariffe applicabili, la differenza deve essere affrontata con una soluzione contabile legittima e sostenibile.

Nel frattempo, la riduzione di alcune prestazioni e la vertenza sui 15 lavoratori di Formula Ambiente continuano a rappresentare il risvolto concreto dello stallo.

 

Energia elettrica e ATM: gli altri nodi dei conti

La delibera di riequilibrio non riguarda soltanto i rifiuti. Negli atti emerge anche la pressione delle spese energetiche, con maggiori esigenze per circa 638 mila euro per le bollette elettriche fino alla fine del 2026. La richiesta è motivata dall’aumento dei prezzi, dall’attivazione di nuove utenze e dalla crescita della potenza impegnata.

Una nota successiva ha corretto da 450 mila a 350 mila euro la richiesta relativa alla fornitura elettrica collegata al servizio idrico. 

 

Resta poi il capitolo ATM. I Servizi finanziari hanno chiesto dati aggiornati sulla gestione e un monitoraggio mensile degli incassi dei parcheggi a pagamento, dopo i rilievi contenuti nel verbale numero 81 del Collegio dei revisori del 24 settembre. L’11 ottobre il V Settore ha comunicato di non essere ancora in grado di quantificare gli effetti sul bilancio 2026 dei minori ricavi stimati dall’azienda.

Sono elementi che spiegano perché il Comune abbia avviato una ricognizione straordinaria delle poste di bilancio: i Servizi finanziari infatti avevano chiesto ai settori di segnalare spese indispensabili, risparmi, maggiori entrate, debiti fuori bilancio, passività potenziali e necessità di rivedere stanziamenti e residui.

 

La delibera aggiorna inoltre il Documento unico di programmazione 2026-2028 e interviene su ulteriori esigenze dell’ente. I pareri di regolarità tecnica e contabile riportati nell’atto sono favorevoli. Si tratta, però, dei pareri dei dirigenti sulla regolarità della proposta, distinti dai pareri non favorevoli espressi dai revisori sul PEF e sulle tariffe Tari.

 

Il Consiglio rinvia ancora

La seduta si è chiusa senza il voto sull’urgenza necessario a ridiscutere il PEF.

Il presidente Alberto Mazzeo ha rinviato la delibera di riequilibrio all’esame delle commissioni, riservandosi di fissare una nuova seduta consiliare. La questione dei rifiuti resta quindi aperta, insieme alle domande sui costi effettivi, sulle risorse disponibili e sulle tariffe applicabili.

 

Lunedì prossimo il Consiglio comunale tornerà in aula per affrontare la procedura sulle decadenze dei consiglieri. Un altro capitolo che da mesi tiene Palazzo Cavarretta dentro uno scontro politico permanente.

 

Intanto, il PEF resta senza una soluzione consiliare. E il riequilibrio, che potrbbe  rappresentare un passaggio per affrontare la questione dei conti, dovrà ora passare dalle commissioni prima di tornare eventualmente in aula.

 

Dopo quasi tre ore di accuse e controaccuse, la domanda che rimane fuori da Palazzo Cavarretta è sempre la stessa: chi garantirà le risorse per il servizio rifiuti e come si eviterà che il costo dello stallo ricada sui cittadini, sulla qualità della raccolta e sui lavoratori?