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17/10/2026 06:00:00

Sicilia, la manovra perde 52 articoli. Ma restano i 50 milioni delle "mancette"

La manovra regionale si restringe, ma il confronto politico resta aperto. Dopo una lunga trattativa tra il governo Schifani e la presidenza dell’Assemblea regionale siciliana, le variazioni di bilancio “Coesione e crescita”, inizialmente da oltre mezzo miliardo di euro, perdono 52 dei 126 articoli.

 

 

Secondo le prime stime dell’assessorato all’Economia, lo stralcio libera oltre cento milioni di euro, una parte dei quali sarà utilizzata per rafforzare interventi già presenti nel testo.

Restano invece i 50 milioni destinati ai Fit, i fondi territoriali al centro delle contestazioni delle opposizioni, che li considerano risorse distribuite secondo le esigenze politiche dei deputati.

È su questa scelta, e sul calendario delle votazioni, che si concentra lo scontro a Sala d’Ercole.

 

 

Più risorse per agricoltura, pesca e trasporti

L’accordo raggiunto dal presidente della Regione, Renato Schifani, e dal presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno, prevede di rinviare alla legge di stabilità una parte delle disposizioni contenute nella manovra, concentrando subito maggiori risorse su alcuni settori.

Lo stanziamento per il comparto cerealicolo sale da 20 a 35 milioni di euro. Alle marinerie vengono destinati altri 9 milioni, mentre per l’autotrasporto è previsto un incremento di 15 milioni. Ulteriori 6 milioni andranno ai servizi Asacom, per l’assistenza all’autonomia e alla comunicazione degli studenti con disabilità, e altrettanti al sostegno per l’acquisto del carburante agricolo.

Schifani rivendica la scelta di dare priorità alle imprese e all’assistenza: «Abbiamo scelto di concentrare su queste esigenze le risorse disponibili».

Il presidente della Regione sottolinea il peso delle attività interessate per l’occupazione siciliana e il ruolo indispensabile degli Asacom per gli studenti e le loro famiglie. Le norme accantonate, assicura, saranno affrontate nella legge di stabilità.

 

Le norme rinviate e la corsa al voto

La revisione del testo arriva al termine di un confronto che ha fatto slittare l’apertura dei lavori d’Aula al tardo pomeriggio. Sul negoziato pesano anche le tensioni nella maggioranza e dentro Forza Italia, in una fase in cui il governo punta a chiudere rapidamente il passaggio parlamentare.

Galvagno ha annunciato che le disposizioni stralciate saranno recuperate nella prossima finanziaria, che l’assessore all’Economia Alessandro Dagnino si è impegnato a definire entro la fine di ottobre.

Il calendario prospettato dalla presidenza dell’Ars, da concordare in conferenza dei capigruppo, prevede l’avvio delle votazioni sui 74 articoli rimasti martedì prossimo e il voto finale nella giornata successiva.

Una scansione che le opposizioni giudicano troppo serrata rispetto alla quantità e al contenuto delle norme ancora da esaminare.

 

 

Dipasquale: bene lo stralcio, ma servono criteri chiari

Il deputato del Pd Nello Dipasquale accoglie favorevolmente la riduzione del testo, ricordando di aver sostenuto questa soluzione fin dall’inizio.

Una manovra cresciuta da 25 a 126 articoli, osserva, aveva assunto dimensioni difficilmente giustificabili. Il punto, adesso, è capire quali criteri abbiano guidato la selezione delle disposizioni da mantenere.

«Mi auguro che sia stato seguito un criterio oggettivo per lo stralcio e che sia legato alla necessità degli interventi», afferma il parlamentare dem.

Dipasquale respinge anche l’ipotesi di comprimere il confronto parlamentare. L’opposizione, sostiene, ha dimostrato disponibilità a lavorare e a consentire l’approvazione delle leggi finanziarie nei tempi previsti.

La richiesta è quindi di utilizzare la prossima settimana per un esame adeguato del testo, senza attribuire alle minoranze la responsabilità del suo ampliamento.

 

 

Gli agricoltori chiedono 50 milioni

Per il deputato del Pd resta aperto soprattutto il capitolo degli aiuti all’agricoltura. Dipasquale richiama la richiesta avanzata dal settore: 50 milioni di euro per consentire alle aziende di migliorare le condizioni della propria attività.

Fermarsi a uno stanziamento inferiore di 10 o 15 milioni, avverte, significherebbe non rispondere pienamente alle necessità rappresentate.

La disponibilità a votare gli interventi urgenti, tuttavia, viene confermata. Concentrando la manovra su poche disposizioni essenziali, a partire da carburante, Asacom e sostegno agli agricoltori, secondo Dipasquale sarebbe possibile arrivare a un’approvazione rapida e condivisa.

 

 

Il M5S: via i Fit dalla manovra

La permanenza dei fondi territoriali resta uno dei principali nodi politici. Il capogruppo del Movimento 5 Stelle Antonio De Luca annuncia un esame puntuale del provvedimento: «Valuteremo articolo per articolo, comma per comma».

Il sostegno arriverà soltanto per le misure considerate convincenti e necessarie. Per i Cinquestelle, nelle variazioni di bilancio devono trovare spazio esclusivamente gli interventi urgenti, rinviando il resto alla finanziaria.

Da qui la richiesta di cancellare i Fit, definiti da De Luca «mancette» prive dei requisiti di essenzialità e urgenza.

Le contestazioni riguardano anche altre disposizioni rimaste nel testo, dagli interventi per l’ospedale e il cimitero di Modica alla discarica di Licata e all’autoporto di Vittoria. Misure sulle quali le opposizioni chiedono di chiarire le ragioni della permanenza nella manovra.

Lo stralcio ha dunque ridotto il numero degli articoli, senza sciogliere la questione centrale: quali interventi debbano essere finanziati subito e quali possano attendere la legge di stabilità.

È su questa distinzione, prima ancora che sui tempi del voto, che governo e opposizioni dovranno misurarsi in Aula.