Sveglia alle cinque del mattino, in fila dalle sei, con le impegnative da prenotare per la madre disabile e la preoccupazione di non riuscire a ottenere le prestazioni necessarie attraverso il servizio pubblico.
Comincia così il racconto di Francesca Tumbarello, cittadina trapanese che ha messo per iscritto una serie di contestazioni sulla gestione dei centri unici di prenotazione dell’ASP di Trapani.
Al centro della segnalazione ci sono presunti scavalcamenti delle code, ricette che sarebbero consegnate attraverso un ingresso riservato al personale e dubbi sulla distribuzione dei numeri agli utenti.
Circostanze riferite dalla donna, che chiedono di essere verificate e sulle quali viene sollecitata una risposta dell’azienda sanitaria.
Le prenotazioni e la porta laterale
La prima parte della segnalazione riguarda il CUP dell’ospedale di Trapani.
Tumbarello sostiene di avere assistito, in più occasioni, alla consegna di impegnative da parte di colleghi o conoscenti degli operatori attraverso una porta laterale, indicata come ingresso riservato al personale.
Secondo la sua ricostruzione, queste ricette verrebbero prese in carico attraverso quelli che definisce «canali preferenziali», mentre gli altri cittadini aspettano il proprio turno.
La donna segnala anche la presenza di impegnative sulle scrivanie degli sportelli, delle quali dichiara di non conoscere la provenienza o le modalità di gestione.
Sono elementi che, da soli, non consentono di accertare un trattamento di favore: occorre chiarire quali pratiche fossero in lavorazione, per conto di chi e secondo quali procedure.
Ma la contestazione pone una domanda precisa all’ASP: come viene garantito e reso verificabile il rispetto dell’ordine di accesso?
Il numero dieci dopo il sesto posto
Un secondo episodio sarebbe avvenuto alla Cittadella della Salute.
La cittadina racconta di essere stata la sesta persona in un elenco cartaceo compilato autonomamente dagli utenti all’esterno della struttura, ma di avere ricevuto, una volta entrata, il biglietto numero dieci.
Alla richiesta di spiegazioni, riferisce, le sarebbe stato risposto che il totem era guasto e che la numerazione saltava automaticamente.
L’elenco autogestito dai cittadini e i biglietti del sistema di accesso sono due strumenti diversi: la discrepanza denunciata non prova, da sola, che qualcuno abbia scavalcato la fila.
Resta però la necessità di spiegare con chiarezza il funzionamento della numerazione e, in presenza di un guasto, le modalità adottate per mantenere un ordine riconoscibile da tutti.
Il punto sugli orari
Nella lettera compare anche una contestazione sugli orari, ma il riferimento riportato richiede una precisazione.
Tumbarello indica le 8:30 come apertura comunicata dall’ASP e segnala che alle 8:20 le tendine erano ancora abbassate. Questa circostanza, essendo precedente all’orario indicato, non documenta un ritardo nell’avvio del servizio.
È un passaggio distinto dalle altre contestazioni, che devono essere valutate ciascuna sulla base di riscontri specifici.
La richiesta di controlli e di una risposta scritta
La donna chiede all’ASP un intervento ispettivo, verifiche sul comportamento del personale e una risposta scritta sui provvedimenti che l’azienda intenderà adottare.
Annuncia inoltre che, qualora gli episodi dovessero ripetersi, richiederà l’intervento dei Carabinieri per fare accertare quanto accade.
La segnalazione restituisce soprattutto la difficoltà di chi deve organizzare le cure per un familiare e non può sostenere il costo delle visite private.
Per queste persone, la trasparenza delle prenotazioni ha conseguenze concrete: significa poter attendere il proprio turno sapendo che le regole sono comprensibili e uguali per tutti.
Spetta adesso all’ASP verificare gli episodi riferiti, chiarire le procedure e rispondere alle contestazioni. Per tutelare i cittadini che utilizzano il servizio e gli operatori che vi lavorano, servono riscontri puntuali.