Sono passati due anni dalla morte di Fausto Teri, ma per la sua famiglia il tempo non ha cancellato le domande su quanto accaduto la sera del 7 settembre 2024 nella zona del porto di Marsala. A distanza di due anni, i familiari continuano ad aspettare risposte e chiedono che venga fatta piena luce sull’incidente che ha spezzato la vita del 48enne.
Quel sabato Fausto era in sella al suo scooter insieme al figlio di otto anni quando il mezzo venne tamponato violentemente da un’auto. Il conducente si allontanò senza fermarsi a prestare soccorso. Il bambino rimase illeso, mentre Fausto riportò ferite gravissime. Trasportato in ospedale, rimase in coma per diverse settimane, fino alla morte, avvenuta il 20 ottobre 2024.
Da allora la famiglia porta avanti una richiesta che, a un anno dall’incidente, era già stata affidata a un appello pubblico: verità e giustizia. Un appello che torna oggi, nel secondo anniversario della scomparsa, mentre restano aperti gli interrogativi sulla dinamica dell’accaduto e sull’identificazione del responsabile.
Le telecamere e le responsabilità ancora da chiarire
Tra gli aspetti che alimentano l’amarezza dei familiari ci sono anche le condizioni del sistema di videosorveglianza. Le telecamere che avrebbero potuto contribuire a ricostruire quanto successo, secondo quanto contestato dalla famiglia, non erano funzionanti. Una circostanza che riporta l’attenzione sulla manutenzione degli impianti e sull’effettiva capacità del sistema di sicurezza cittadino di fornire un supporto nelle indagini.
Per i familiari, il mancato funzionamento delle telecamere rappresenta un elemento su cui chiedere chiarimenti all’amministrazione comunale. La domanda è inevitabile: se gli impianti fossero stati operativi, sarebbe stato possibile raccogliere immagini utili a individuare l’automobilista e ricostruire con maggiore precisione l’incidente?
C’è poi la questione del conducente che, dopo l’impatto, si sarebbe allontanato senza prestare soccorso. La famiglia lamenta che non si sia presentato per assumersi le proprie responsabilità. Un’assenza che rende ancora più difficile elaborare una perdita tanto grave, soprattutto per una moglie e un figlio che si sono ritrovati a fare i conti con una tragedia improvvisa.
Il dolore di una famiglia e una richiesta che non si spegne
Fausto Teri era conosciuto a Marsala anche per la sua passione per la musica. Batterista autodidatta, aveva suonato in diverse formazioni rock locali fin dagli anni Novanta. Amici e conoscenti lo ricordano per il talento, l’entusiasmo e la capacità di lasciare un segno nelle persone che avevano condiviso con lui esperienze e palchi.
Il 24 ottobre 2024, nella chiesa Maria Santissima dell’Itria, la città gli diede l’ultimo saluto. Nei giorni successivi, il dolore della famiglia si trasformò anche in una richiesta pubblica affinché chiunque avesse visto qualcosa o fosse in possesso di informazioni utili si facesse avanti.
A due anni dalla sua morte, quella richiesta conserva tutta la sua urgenza. Non si tratta soltanto di ricordare Fausto, ma di fare in modo che la sua vicenda non venga consegnata al silenzio. La famiglia attende ancora risposte su una tragedia che ha cambiato per sempre la sua vita.
La domanda resta la stessa: che cosa accadde davvero quella sera al porto di Marsala? E perché, a distanza di due anni, i familiari sentono ancora il bisogno di chiedere verità e giustizia?