Marsala, cala il sipario su 40 anni di teatro. Scarpitta contro l'amministrazione Patti: «Costretti a chiudere»
L'ultimo spettacolo, poi il sipario si chiude. E questa volta non è una finzione teatrale. A Marsala la compagnia teatrale Sipario, guidata da Vito Scarpitta, annuncia lo stop a due storiche rassegne culturali: “Città di Marsala – Lo Stagnone” e “Teatro Scuola”. Quarant'anni di attività, migliaia di spettatori, generazioni di bambini accompagnati per la prima volta a teatro. Tutto fermo, almeno per il momento.
Il motivo? Secondo Scarpitta, la mancanza di sostegno da parte dell'amministrazione comunale guidata dalla sindaca Andreana Patti. In particolare, la richiesta di pagare per intero l'utilizzo del Teatro Impero, anche per la giornata necessaria al montaggio degli spettacoli, senza agevolazioni né contributi economici.
Una decisione che il direttore artistico contesta apertamente. E che, secondo quanto denuncia, rende economicamente impossibile continuare a organizzare spettacoli a prezzi popolari.
L'ultimo spettacolo al Teatro Impero
L'ultimo matinée dedicato agli alunni delle scuole si è trasformato così in un momento di festa e di amarezza.
«Oggi da un lato c'è tanta felicità, dall'altro tanta tristezza, perché dobbiamo dire basta alle nostre rappresentazioni nei teatri di Marsala», racconta Scarpitta.
Il direttore artistico spiega che la compagnia ha lavorato per quattro decenni per avvicinare i giovani al teatro, partendo dai bambini delle scuole dell'infanzia fino agli studenti degli istituti superiori.
«Ci siamo accorti che sempre meno giovani venivano a teatro. Abbiamo cercato di fare un'educazione teatrale partendo dall'infanzia. I bambini in questi anni ci hanno dimostrato tanto affetto».
Un impegno che, secondo Scarpitta, oggi non trova più le condizioni economiche per proseguire.
«Abbiamo pagato 1.500 euro per uno spettacolo destinato ai bambini»
Al centro della polemica ci sono i costi del Teatro Impero.
«Oggi ci troviamo a pagare 1.500 euro di teatro per uno spettacolo di bambini», denuncia Scarpitta.
Una cifra che pesa soprattutto per la particolare natura delle rappresentazioni scolastiche.
«Noi facciamo biglietti da 3 a 5 euro, con ingresso gratuito per persone con disabilità, famiglie meno abbienti, docenti e accompagnatori. Il nostro fine è educare e portare i bambini a teatro, regalando loro un momento di felicità».
Il problema, spiega, riguarda anche la programmazione degli spettacoli destinati al pubblico adulto.
«Uno spettacolo nazionale che normalmente costerebbe 40 o 50 euro, noi lo proponiamo a 10 o 15 euro. Questo è possibile perché mettiamo fondi nostri, troviamo qualche sponsor e, fino ad oggi, il Comune ci veniva incontro con la concessione gratuita del teatro e un sostegno economico alle rassegne».
Un modello che, senza la collaborazione dell'ente pubblico, secondo la compagnia non può più funzionare.
Le tre proposte al Comune e le PEC senza risposta
Scarpitta racconta anche di avere cercato un'interlocuzione con la nuova amministrazione comunale.
«Quest'estate abbiamo presentato tre proposte culturali, tre belle proposte, ma non abbiamo ricevuto nemmeno una risposta alle PEC».
Eppure, sostiene, i primi contatti con la sindaca Patti avevano lasciato immaginare un esito diverso.
«Ci eravamo sentiti via mail e c'era da parte della sindaca la disponibilità a sostenere rappresentazioni come Lo Stagnone. Ho una sua mail firmata. Anche il nostro incontro mi era sembrato molto propositivo».
Poi, a quanto riferisce, non sarebbero arrivati gli atti e gli impegni necessari a garantire la prosecuzione delle attività.
Scarpitta contesta anche l'eventuale giustificazione legata alla mancanza di risorse economiche.
«I fondi ci sono, perché quest'estate sono stati dati contributi ad altre associazioni che hanno realizzato spettacoli per l'Estate Marsalese».
Si tratta, naturalmente, della ricostruzione e delle contestazioni del direttore artistico, sulle quali resta da conoscere la posizione dell'amministrazione comunale.
Da Patty Pravo alla PFM: quarant'anni di spettacoli
La compagnia Sipario rivendica una lunga storia nella vita culturale marsalese.
Attraverso la rassegna “Città di Marsala – Lo Stagnone” sono passati artisti di richiamo nazionale, dalla PFM a Patty Pravo, da Simone Cristicchi a Ornella Muti, fino a Barbara Bouchet e altri protagonisti dello spettacolo.
Scarpitta rivendica soprattutto la scelta di mantenere accessibili i prezzi.
«Ci siamo prefissati di fare cultura per tutti. La cultura non è soltanto per il ceto medio-alto, è un bene di tutti. Anche chi non può permettersi un biglietto costoso deve avere la possibilità di assistere a uno spettacolo importante».
Un'attività che, sottolinea, è stata portata avanti da un'associazione senza scopo di lucro.
«Non avrei mai voluto scrivere queste parole»
L'annuncio della chiusura è arrivato anche attraverso un lungo e amareggiato messaggio pubblicato sui social.
«Ci sono decisioni che fanno male. Questa, per me, è una delle più dolorose», scrive Scarpitta.
«Dopo 40 anni dedicati al teatro, siamo costretti a fermare due rassegne che hanno fatto parte della storia culturale di Marsala: Lo Stagnone e Teatro Scuola».
Il direttore artistico ricorda le emozioni, i sacrifici e soprattutto il rapporto costruito con il pubblico più giovane.
«Dietro ogni spettacolo ci sono sacrifici, emozioni, applausi, amicizie. Ma soprattutto ci sono gli occhi di migliaia di bambini e ragazzi che, grazie al teatro, hanno imparato a sognare, emozionarsi e crescere».
E conclude con una speranza: «Non cerchiamo polemiche. Avremmo soltanto voluto trovare le condizioni per continuare a regalare emozioni alla nostra città. Spero con tutto il cuore che questo non sia un addio».
La questione culturale per Marsala
La vicenda solleva una questione che va oltre il rapporto tra una compagnia teatrale e il Comune: quale spazio intende riservare Marsala alle rassegne culturali consolidate e alle iniziative rivolte alle scuole?
L'utilizzo dei teatri comunali comporta dei costi e l'amministrazione deve gestire risorse pubbliche, criteri di concessione e richieste provenienti da diverse associazioni. Ma Scarpitta pone un problema preciso: come possono sopravvivere iniziative che propongono biglietti da pochi euro se devono sostenere integralmente le spese delle strutture?
E c'è un altro aspetto da chiarire: quali criteri utilizza il Comune per concedere patrocini, agevolazioni e contributi alle manifestazioni culturali? E perché, secondo quanto riferisce Scarpitta, le tre proposte presentate dalla compagnia non hanno ricevuto risposta?
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