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19/10/2026 06:00:00

Corruzione a Marsala, oggi l’udienza per Ferrantelli e altri ex consiglieri comunali

Sei persone davanti al gup nell’inchiesta sui presunti posti di lavoro ai familiari in cambio di sostegno politico al movimento Via di Nino Papania. Dopo il rinvio di giugno, all’esame anche le possibili richieste di riti alternativi.

Posti di lavoro negli enti di formazione per i familiari dei consiglieri comunali, in cambio di sostegno politico. È il presunto scambio al centro del procedimento che torna oggi, lunedì 19 ottobre 2026, davanti al giudice delle udienze preliminari del Tribunale di Marsala, Matteo Giacalone.

La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio di sei persone per concorso in corruzione per l’esercizio della pubblica funzione. L’appuntamento arriva dopo il rinvio disposto a giugno, che ha lasciato agli imputati quasi cinque mesi per valutare, insieme ai propri avvocati, la possibilità di scegliere riti alternativi.

 

Chi sono i sei imputati

 

La richiesta di processo riguarda Pino Ferrantelli, Michele Maurizio Accardi e Vanessa Titone, eletti al Consiglio comunale di Marsala nel 2020 nelle liste del centrodestra.

Con loro ci sono Sara Accardi, figlia di Michele Maurizio, e Antonio Giancana e Vincenzo Monteleone, consiglieri comunali rispettivamente a Castelvetrano e Custonaci. A sostenere l’accusa sono i pubblici ministeri Sara Varazi e Diego Sebastiani.

 

L’accusa: assunzioni e promesse in cambio di appoggio politico

 

I fatti contestati risalgono al periodo compreso tra il 2021 e il 2022. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, alcuni referenti di Via, il movimento fondato dall’ex senatore alcamese Antonino Papania, avrebbero utilizzato la disponibilità di posti negli enti di formazione professionale per ottenere consenso.

Il meccanismo ipotizzato dalla Procura prevedeva assunzioni o promesse di lavoro a favore dei parenti dei consiglieri coinvolti, in cambio del sostegno al progetto politico di Papania. È questo rapporto tra opportunità lavorative e adesioni politiche che i magistrati ritengono abbia assunto rilevanza penale e che dovrà essere vagliato in sede giudiziaria.

 

Perché l’udienza è stata rinviata a oggi

 

Il rinvio al 19 ottobre è stato disposto per consentire a tutti gli imputati di definire le proprie scelte processuali. Alcuni avevano già preannunciato la possibilità di chiedere il rito abbreviato; tra le opzioni da valutare c’era anche il patteggiamento.

Per chi proseguirà lungo il percorso ordinario dell’udienza preliminare, il gup dovrà decidere se accogliere la richiesta della Procura e disporre il processo oppure pronunciare una sentenza di non luogo a procedere. Le scelte prospettate prima del rinvio, quindi, devono ancora tradursi nelle richieste e nelle decisioni dell’udienza.

 

Il cambio di giudice e l’altro processo a Papania

 

L’udienza preliminare era cominciata davanti alla giudice Chiara Vicini, che si è poi astenuta perché presiede già il collegio del Tribunale di Marsala impegnato in un altro processo nato dalla stessa inchiesta.

Quel dibattimento riguarda Antonino Papania, Angelo Rocca, indicato come uno dei suoi più stretti collaboratori, e Manfredi Vitello, vicepresidente del Ce.si.fo.p., uno degli enti di formazione coinvolti. Il fascicolo dei sei imputati chiamati oggi davanti al gup ha così proseguito il proprio percorso con il giudice Giacalone.

 

L’inchiesta partita dalla formazione professionale

 

Il procedimento è uno dei filoni dell’indagine della Guardia di finanza che nell’ottobre 2024 ha portato all’esecuzione di 14 misure cautelari di diversa natura, nell’ambito delle attività coordinate dalla Procura di Marsala e dalla Procura europea.

La più ampia indagine ha riguardato anche l’utilizzo di finanziamenti europei destinati alla formazione professionale. Nel comunicato del 17 ottobre 2024, la Procura europea aveva descritto, tra le ipotesi investigative, anche promesse di impieghi e avanzamenti negli enti a favore di esponenti politici locali e loro familiari, in cambio dell’appoggio al movimento dei principali indagati.

Il collegio difensivo dei sei imputati comprende gli avvocati Paolo Paladino, Paolo Pellegrino, Guglielmo Ivan Gerardi, Andrea Pellegrino, Stefano Pellegrino, Francesco Messina e Giuseppe De Luca. L’udienza di oggi riporta davanti al giudice la richiesta di processo e le scelte delle difese, a due anni dall’operazione che ha aperto questo capitolo sui rapporti tra politica e formazione nel Trapanese.