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19/10/2026 00:00:00

TTG di Rimini, la Sicilia guarda al 2027. Dodici comuni del Trapanese insieme per gli itinerari del Gusto

La Sicilia guarda al 2027 puntando sul turismo esperienziale, sulla valorizzazione delle aree interne e sulla destagionalizzazione. È questa la strategia presentata dall’Assessorato regionale del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo al TTG Travel Experience 2026 di Rimini, con l’obiettivo di ampliare le motivazioni di viaggio e collegare le destinazioni più conosciute ai territori meno frequentati.

Cultura, natura, archeologia, cicloturismo ed enogastronomia sono gli elementi attorno ai quali costruire una proposta turistica capace di andare oltre la tradizionale stagione balneare. La promozione regionale punta così a intercettare pubblici differenti, valorizzando le peculiarità dei singoli territori e favorendo una distribuzione più equilibrata dei visitatori.

I riconoscimenti premiano i territori

Tra i risultati presentati durante la manifestazione spicca il successo della Sicilia ai premi Italia Destinazione Digitale 2026, assegnati il 14 ottobre a Rimini da The Data Appeal Company – Gruppo Almaviva.

La regione ha conquistato l’intero podio nella categoria dedicata alla destinazione con la migliore offerta di esperienze: Trapani si è classificata al primo posto, Enna al secondo e Messina al terzo. Il riconoscimento valorizza la qualità e la varietà delle esperienze acquistabili online.

Buoni risultati anche per le isole minori. Le Egadi hanno ottenuto il secondo posto e Lampedusa il terzo nella categoria dedicata alle destinazioni balneari con il maggiore incremento del valore turistico.

«I riconoscimenti ricevuti dalla Sicilia al TTG Travel Experience di Rimini per Italia Destinazione Digitale 2026 premiano il nostro percorso di innovazione turistica», ha dichiarato l’assessore regionale al Turismo, Elvira Amata, sottolineando come i risultati raggiunti dai territori dimostrino la capacità di generare valore attraverso l’offerta turistica e la collaborazione tra operatori e amministrazioni locali.

Crescono i collegamenti e il gradimento dei visitatori

Secondo le elaborazioni della piattaforma IODAH su dati Assoaeroporti riportate dall’Assessorato, nei primi otto mesi del 2026 il traffico passeggeri negli aeroporti siciliani è aumentato del 24,9% rispetto allo stesso periodo del 2025. Si tratta di un dato relativo al traffico aeroportuale, distinto dagli arrivi turistici nelle strutture ricettive.

L’analisi di oltre 150 mila recensioni evidenzia inoltre un elevato livello di soddisfazione dei visitatori. Tra i mercati che esprimono le valutazioni più favorevoli figurano Stati Uniti, Polonia, Australia e Regno Unito. Per i turisti polacchi e britannici viene segnalata anche una permanenza alberghiera media superiore ai tre giorni.

Sul fronte della visibilità internazionale, Cefalù e Taormina figurano nella classifica European Best Destinations 2026, rispettivamente al quindicesimo e al ventesimo posto. La Spiaggia dei Conigli di Lampedusa e Isola Bella a Taormina hanno inoltre ottenuto il riconoscimento Best of the Best di Tripadvisor nel 2026.

Bicicletta, cammini e archeologia per allungare la stagione

Una delle direttrici della strategia regionale riguarda il cicloturismo. La Sicilia, secondo le elaborazioni riportate dall’Assessorato, è tra le prime cinque destinazioni italiane più ricercate dagli appassionati delle vacanze in bicicletta.

Tra gli itinerari proposti figurano la Via dei Tramonti, circa 150 chilometri da Trapani a Selinunte tra saline, borghi e siti archeologici; il Sicily Divide, che attraversa l’entroterra rurale; la Ciclovia dei Parchi, nei territori dell’Etna, dei Nebrodi e delle Madonie; e la Dorsale Peloritana, dedicata agli appassionati di mountain bike.

Accanto alle due ruote, i cammini rappresentano un’opportunità per collegare piccoli centri, paesaggi rurali e luoghi della spiritualità, generando occasioni di soggiorno e nuove possibilità per le attività ricettive e commerciali lungo i percorsi.

Il patrimonio archeologico costituisce un altro elemento centrale dell’offerta, dalla Valle dei Templi a Selinunte, da Segesta alla Villa Romana del Casale, fino ai teatri antichi di Siracusa, Taormina e Tindari. A queste risorse si affiancano gli spettacoli e gli eventi culturali, capaci di trasformare i siti storici in luoghi di esperienza contemporanea.

Le DMO e le produzioni locali

La promozione regionale si sviluppa anche attraverso la collaborazione con le DMO, le organizzazioni di gestione delle destinazioni. Al TTG hanno presentato le proprie proposte Islands of Sicily, con un'offerta dedicata alle 14 isole siciliane, West of Sicily, orientata alla valorizzazione della Sicilia occidentale anche fuori dall'estate, Madonie Targa Florio con il Consorzio Turistico Cefalù-Madonie e UKE Sicilia Centrale.

Un ruolo importante spetta anche all'enogastronomia, attraverso visite in cantina, incontri con produttori, mercati e scoperta delle tradizioni culinarie. In questa prospettiva si inserisce anche lo Sherbeth Festival, che propone il gelato artigianale come occasione di viaggio e scambio culturale.

L’obiettivo è costruire un’offerta integrata, nella quale ogni esperienza possa diventare il punto di partenza per scoprirne altre, aumentando il valore del soggiorno e favorendo ricadute economiche più diffuse.

A sostenere la destagionalizzazione contribuiscono infine gli appuntamenti culturali e sportivi, tra cui il Sicilia Jazz Festival, il Bellini International Context, la Coppa degli Assi, la Settimana di Musica Sacra di Monreale e i Carnevali Storici della Sicilia.

La strategia regionale guarda quindi a una destinazione da vivere lungo tutto l’anno, capace di mettere in relazione mare, borghi, natura, patrimonio storico e produzioni locali per rendere il turismo un'opportunità più diffusa per l'intera Isola.

 

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Dodici Comuni fanno rete per gli Itinerari del Gusto della costa trapanese

Firmato il protocollo promosso dal GAL Pesca Trapanese con il Distretto Turistico della Sicilia Occidentale. Cinque percorsi tra gambero rosso, tonnare, saline e cùscusu, una piattaforma per prenotare le esperienze e un report dedicato alle tradizioni gastronomiche del territorio.

Dodici Comuni della provincia di Trapani uniscono le forze per promuovere la costa occidentale siciliana attraverso il turismo enogastronomico. Al TTG Travel Experience 2026 di Rimini è stato firmato il protocollo d’intesa che dà vita al network “Itinerari del Gusto della Costa Trapanese”, un progetto che punta a trasformare le eccellenze gastronomiche, le tradizioni marinare e il patrimonio culturale in un’offerta turistica integrata.

L’intesa è stata sottoscritta il 15 ottobre nell’area talk del Padiglione Sicilia, alla presenza degli amministratori dei Comuni aderenti e dei rappresentanti degli enti coinvolti. Capofila è la Fondazione Torri e Tonnare del Litorale Trapanese, che gestisce il GAL Pesca Trapanese. Partner dell’iniziativa sono il Distretto Turistico della Sicilia Occidentale e il tour operator incoming Sicilia da Scoprire.

Hanno aderito Mazara del Vallo, Petrosino, Marsala, Misiliscemi, Paceco, Trapani, Erice, Valderice, Custonaci, San Vito Lo Capo, Favignana e Pantelleria. Per la Fondazione ha firmato il presidente Francesco La Sala, anche sindaco di San Vito Lo Capo. Tra i sottoscrittori figurano, inoltre, il sindaco di Mazara del Vallo Salvatore Quinci e gli altri amministratori dei Comuni partecipanti.

 

 

Cinque itinerari per raccontare il territorio

Il progetto si articola in cinque percorsi tematici: “Gambero Rosso e Pescato Mediterraneo”, “Tonno e Tonnare”, “Il Sale e le sue Declinazioni”, “Cucina Tradizionale e Pescato Locale” e “Cùscusu Trapanese”.

Dalle attività legate alla pesca alle saline, dalle tonnare alle ricette tramandate nelle famiglie, gli itinerari intendono accompagnare i visitatori alla scoperta delle identità locali, mettendo in relazione prodotti tipici, luoghi, persone ed esperienze.

«Noi ci siamo, tutti insieme, con ciò che abbiamo di più vero: il mare e chi lo lavora», ha dichiarato Francesco La Sala. «Tonnare, saline e cucina di mare diventano un unico prodotto turistico, riconoscibile, costruito da istituzioni e operatori».

La promozione congiunta punta a superare i confini amministrativi e a presentare la costa trapanese come una destinazione unitaria, capace di attrarre visitatori interessati non soltanto al mare, ma anche alla gastronomia, alla cultura e alle tradizioni delle comunità.

Una piattaforma per prenotare le esperienze

Uno degli strumenti centrali del progetto è il portale www.itineraridelgustotrapani.it, attraverso il quale sarà possibile consultare e acquistare le esperienze proposte dagli operatori aderenti. Le attività che partecipano alla rete saranno riconoscibili attraverso il marchio di qualità “Mare Nostro”.

La piattaforma comprende anche la funzione “Crea il tuo viaggio”, pensata per consentire ai visitatori di comporre itinerari personalizzati combinando esperienze, sapori e soggiorni.

Il Distretto Turistico della Sicilia Occidentale contribuirà alla promozione attraverso i propri canali, mentre Sicilia da Scoprire, rappresentata al TTG da Giulia Pulizzi, curerà lo sviluppo commerciale del progetto. Il tour operator avrà il compito di trasformare le risorse e i servizi locali in proposte turistiche organizzate e acquistabili.

A moderare l’incontro è stato Giampiero Cappellino, direttore del GAL Pesca Trapanese. Per il Distretto ha firmato la vicepresidente Emanuela Magaddino.

Il cùscusu, patrimonio di storia e tradizioni

Nel corso del talk è stato presentato anche il report “Sapori del Trapanese. Il cùscusu del territorio trapanese: storia, marinerie e tradizioni culinarie”, edito da GS Servizi e illustrato dall’editore Mimmo Guzzo.

Il lavoro, coordinato dallo chef Peppe Giuffrè, ricostruisce il legame tra il cùscusu e la storia delle comunità costiere, documentando tecniche di preparazione, usanze familiari e tradizioni gastronomiche. Le ricette sono firmate da cinque chef del territorio: Francesco Bonomo, Giovanni Torrente, Roberto Rizzo, Nicola Bandi e Paolo Austero.

Tra i gesti raccontati nel report figurano la lavorazione manuale della semola nella mafaradda, il grande piatto di terracotta smaltata, la cottura a vapore nella cuscusiera sigillata con un cordone di pasta e il riposo sotto un panno dopo l’aggiunta del brodo.

Una tradizione che diventa anche una proposta turistica: conoscere il cùscusu significa avvicinarsi alla storia delle marinerie, alle contaminazioni culturali e ai saperi tramandati di generazione in generazione.

Turismo costiero e blue economy

L’iniziativa si inserisce nel quadro delle politiche per la valorizzazione della risorsa mare e per lo sviluppo della blue economy, con particolare attenzione al turismo costiero, al pescaturismo e alla filiera ittica. Il protocollo richiama, in questo contesto, le opportunità legate alla legge regionale 70 del 2026.

La rete rimane aperta a nuove adesioni da parte di enti, imprese e operatori interessati a contribuire alla crescita del progetto.

La sfida è fare delle eccellenze locali un prodotto turistico organizzato, capace di generare nuove opportunità per le imprese e le comunità, rafforzare la promozione della Sicilia occidentale e favorire una maggiore integrazione tra pesca, gastronomia, cultura e ospitalità.