Trapani, il dolore degli amici di Alessandro Savona. A 17 anni davanti a una perdita troppo grande
Ci sono dolori davanti ai quali anche le parole sembrano perdere ogni significato. Come quello di dover salutare per sempre un amico a soli 17 anni. Ieri pomeriggio, nella Basilica Maria Santissima Annunziata di Trapani, erano tanti i ragazzi e le ragazze arrivati per dare l'ultimo saluto ad Alessandro Savona, morto lunedì nell'incidente stradale sul lungomare Dante Alighieri.
Una chiesa gremita, gli abbracci, gli occhi lucidi, il silenzio. E soprattutto quei volti giovanissimi, ancora lontani dalle esperienze più dure della vita, costretti a confrontarsi con qualcosa di difficile persino da comprendere: la morte improvvisa di un coetaneo.
Gli amici abbracciati accanto alla bara
ùÈ stata una delle immagini più forti e commoventi del funerale. Durante la celebrazione, gli amici di Alessandro sono rimasti sull'altare, accanto al feretro, abbracciati l'uno all'altro.
Si cercavano con lo sguardo, si stringevano, provavano a farsi forza a vicenda. Gesti semplici, di fronte a un dolore troppo grande.
Sono ragazzi che dovrebbero pensare alla scuola, alle interrogazioni, agli amici, alle prime esperienze, ai sogni e ai progetti per il futuro. Ragazzi che hanno davanti una vita intera e che, invece, si sono ritrovati davanti alla bara di uno di loro.
Alessandro aveva appena 17 anni. Frequentava il Liceo Scientifico Fardella-Ximenes, amava il tennis, che praticava all'ASD Amici del Tennis di Paceco, e condivideva con i suoi amici le giornate e le passioni di tanti adolescenti.
I palloncini bianchi e l'ultimo abbraccio
Durante la funzione si sono susseguite le letture. Nell'omelia, il sacerdote ha ricordato che «la vita è un dono da custodire».
Parole pronunciate davanti a una comunità raccolta nel dolore. Ma più delle parole, a raccontare quello che stava accadendo erano la presenza degli amici, gli abbracci e la vicinanza alla famiglia.
Anche all'uscita dalla basilica il momento del distacco è stato particolarmente difficile.
I palloncini bianchi sono stati liberati in cielo per accompagnare l'ultimo saluto ad Alessandro. Il carro funebre era pronto a partire, ma gli amici sono rimasti ancora per qualche istante attorno alla bara. Come se fosse possibile rimandare ancora un po' quell'addio.
Poi anche quell'ultimo momento è finito.
La preghiera per la ragazza di 14 anni
Nel corso della celebrazione è stato rivolto un pensiero anche alla ragazza di 14 anni che viaggiava con Alessandro sullo scooter al momento dell'incidente.
La giovane, studentessa del Liceo Linguistico Rosina Salvo, è ricoverata in prognosi riservata all'Ismett di Palermo, dove è stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico per le gravi ferite riportate nello schianto.
Per lei è stata pronunciata una preghiera. Resta la speranza che possa riprendersi e superare le conseguenze di quel terribile pomeriggio.
Una tragedia che ha sconvolto Trapani
L'incidente è avvenuto lunedì 19 ottobre, intorno alle 15.15, sul lungomare Dante Alighieri, nei pressi dell'Hotel Punta Tipa.
Alessandro era alla guida di uno scooter 125 quando, per cause ancora in corso di accertamento, avrebbe perso il controllo del mezzo, finendo violentemente contro il marciapiede. Entrambi i ragazzi indossavano il casco, ma sono stati sbalzati sull'asfalto.
Per Alessandro, nonostante i soccorsi e i tentativi di rianimazione, non c'è stato nulla da fare.
La Polizia Locale sta proseguendo gli accertamenti per ricostruire la dinamica dell'incidente.
Il dolore di una generazione
Quello che resta, dopo il funerale, è soprattutto l'immagine degli amici di Alessandro.
Ragazzi che fino a pochi giorni fa condividevano con lui la normalità della loro età. La scuola, lo sport, le risate, i messaggi, gli appuntamenti. Tutte quelle piccole cose che, a 17 anni, sembrano destinate a durare per sempre.
E invece, in un pomeriggio di ottobre, tutto è cambiato.
La morte di Alessandro lascia un vuoto immenso nella sua famiglia, nei suoi amici e in tutta la comunità trapanese. Ma pone anche tanti giovanissimi davanti a una delle esperienze più difficili della vita: scoprire, troppo presto, che si può perdere qualcuno della propria età, qualcuno con cui si immaginava di condividere ancora tanti anni.
Ieri, dentro e fuori dalla basilica, quei ragazzi hanno trovato un modo per affrontare insieme il dolore. Sono rimasti vicini, si sono abbracciati, hanno accompagnato Alessandro fino all'ultimo istante.
Perché a volte, quando non ci sono parole capaci di spiegare una perdita, l'unica cosa che si può fare è restare insieme.
Dall'esperienza quasi trentennale di Sandro Lanza nasce un progetto imprenditoriale che unisce interior design, arredamento e consulenza personalizzata. Dai marchi più prestigiosi alle soluzioni piu’ differenti,...
Un pezzo dell’industria marsalese si prepara a raggiungere Parma. Dal 27 al 30 ottobre 2026, S.M. Inox parteciperà per la prima volta come espositore al CibusTec, manifestazione internazionale dedicata alle...
"Dopo i positivi risultati dello scorso anno abbiamo voluto ripetere questo appuntamento nei fine settimana di ottobre, che ha trovato, e li ringrazio l'adesione volontaria dei nostri operatori sanitari. Sono...