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22/10/2026 06:00:00

Il caso Sipario accende la polemica sui fondi alla cultura a Marsala

È polemica a Marsala sui fondi tagliati alla rassegna teatrale organizzata ogni anno, da più di 20 anni, dalla Compagnia Sipario, diretta e presieduta da Vito Scarpitta.

 

Dopo la denuncia di Scarpitta è scoppiato a Marsala il dibattito sui fondi destinati alle associazioni culturali, alle rassegne teatrali e su come l’amministrazione comunale guidata da Andreana Patti sta agendo.

 

La vicenda l’abbiamo raccontata nei giorni scorsi: Sipario ha annunciato lo stop alle rassegne “Città di Marsala – Lo Stagnone” e “Teatro Scuola”, denunciando l’assenza di sostegno economico e la richiesta di pagare per intero il Teatro Impero, compresa la giornata necessaria al montaggio. Costi che, secondo la compagnia, rendono impossibile continuare a proporre spettacoli con biglietti a prezzi popolari.

Da qui è cominciato un confronto che ha coinvolto la maggioranza della sindaca Andreana Patti, organizzatori, attori e associazioni. E che ha fatto emergere anche vecchie divisioni nel mondo culturale marsalese.

 

Gandolfo: «Risorse limitate, nessun privilegio»

A intervenire è stato Michele Gandolfo, consigliere comunale di maggioranza, il cui gruppo politico esprime l’assessora alla Cultura Laura Doro.

Per Gandolfo la questione va affrontata tenendo insieme il valore delle attività culturali e le disponibilità del bilancio comunale.

«Nessuno mette in discussione il valore del teatro e il contributo che le compagnie locali offrono alla vita culturale di Marsala. Ma amministrare significa anche assumersi la responsabilità delle scelte, soprattutto quando le risorse economiche sono limitate», scrive.

Il consigliere parla di una richiesta di 30 mila euro per sostenere una stagione teatrale, da valutare alla luce delle risorse effettivamente disponibili e del principio di pari trattamento tra le associazioni.

«Il Comune non può promettere a tutti ciò che le sue casse non possono garantire, né può adottare criteri diversi a seconda dell’associazione che presenta la richiesta».

La posizione è questa: confronto aperto, ma senza corsie preferenziali. «La cultura non si difende alimentando contrapposizioni, ma costruendo regole e opportunità che siano giuste per tutti».

 

 

Scarpitta: «La cifra era inferiore. E chiedevamo di rivedere i costi»

Scarpitta ha risposto contestando innanzitutto la somma indicata da Gandolfo: la richiesta, sostiene, era inferiore ai 30 mila euro. E aggiunge che la compagnia era disponibile a discutere qualsiasi contributo il Comune fosse stato in grado di concedere.

«Noi come associazione non abbiamo mai preteso nulla di più che possa essere dato a un’altra realtà locale», precisa.

Per il direttore artistico, però, pari trattamento non significa ignorare le differenze tra i progetti. Organizzare una rassegna con artisti nazionali comporta spese diverse rispetto a una singola iniziativa locale. E mantenere biglietti da 10 o 15 euro richiede un sostegno che consenta anche a chi ha meno disponibilità economiche di assistere agli spettacoli.

Scarpitta ricorda i nomi passati dalle rassegne: Ornella Muti, Barbara Bouchet, Simone Cristicchi, PFM, Solenghi e Lopez, Patty Pravo. Spettacoli resi accessibili, afferma, grazie alle risorse dell’associazione e alle compartecipazioni delle precedenti amministrazioni.

Ma nella replica insiste soprattutto su un punto: le due PEC rimaste senza risposta chiedevano di rivedere i costi del teatro, non di ottenere nuovi finanziamenti.

«La Sipario, con l’invio di due PEC per rivedere i costi, non per avere fondi, non ha avuto nemmeno risposta».

Contesta inoltre quello che considera un diverso trattamento rispetto ad altre realtà che, dopo avere manifestato difficoltà per costi e burocrazia, sarebbero state invitate a discuterne con l’amministrazione.

 

 

Le promesse e il silenzio sulle richieste

Nell’intervista a Buongiorno24, Scarpitta è tornato sulle rassicurazioni ricevute dalla sindaca e sui tempi delle risposte. L’istanza presentata il 15 luglio, racconta, avrebbe avuto un riscontro soltanto il 18 settembre, senza il sostegno atteso.

Prima di annunciare lo stop, sostiene, avrebbe tentato nuovamente un confronto attraverso le PEC. È il silenzio su queste richieste ad averlo amareggiato.

«Ad una PEC ufficiale tu mi rispondi dicendomi: non le do nulla. Però me lo devi motivare», ha detto.

Quanto alla mancanza di risorse, Scarpitta osserva che durante l’estate il Comune ha sostenuto altre manifestazioni, mentre le proposte presentate da Sipario non avrebbero ricevuto risposta. Per questo chiede di capire quali scelte siano state fatte e perché.

Resta da conoscere la risposta diretta della sindaca Patti e dell’assessora Doro sui costi, sulle interlocuzioni con la compagnia e sulle comunicazioni che Scarpitta sostiene siano rimaste senza riscontro.

 

 

Gandolfo chiede tutti gli atti sui contributi dal 2020

Dopo lo scambio, Gandolfo ha annunciato una richiesta di accesso agli atti che allarga la verifica ben oltre il caso Sipario e l’attuale amministrazione.

Il consigliere vuole conoscere tutti i contributi economici concessi alle associazioni culturali dal primo gennaio 2020 fino alla data di evasione della richiesta.

Per ciascuna associazione chiede il nome del beneficiario, l’importo richiesto, quello concesso e la somma effettivamente liquidata. L’istanza comprende anche le richieste respinte e le motivazioni del diniego.

«L’auspicio è un confronto con le associazioni per definire criteri applicabili a tutti», spiega.

Quegli atti potranno aiutare a portare la discussione sui numeri: chi è stato finanziato, per quali attività e con quali differenze. Perché al momento anche sull’importo chiesto da Sipario le versioni non coincidono.

 

 

 

Frazzitta: «Troppe associazioni, nessuno vuole fare rete»

Intanto il confronto si è spostato anche dentro il mondo culturale.

Giacomo Frazzitta, del Movimento Artistico Culturale Città di Marsala, ha denunciato il proliferare di gruppi, compagnie, associazioni e rassegne, al quale non corrisponderebbe una crescita della collaborazione.

«La quantità senza qualità», è la sua sintesi. Una critica rivolta a quello che considera un eccessivo protagonismo individuale.

«Nessuno che voglia fare rete, nessuno che abbia voglia di creare e crescere in un sistema culturale organizzato», scrive Frazzitta. Secondo lui, prevale la ricerca di uno spazio per sé, anche nel rapporto con il politico di turno, a scapito di un lavoro comune.

Frazzitta usa il termine “idiopragia” per descrivere questo individualismo esasperato e sostiene che gli inviti del MAC a collaborare siano rimasti senza risposta.

Il Movimento riunisce diverse realtà e artisti locali, dalla Compagnia La Maschera all’associazione Arco, dai Musicanti a Carpe Diem e ai Kinisia. Un’esperienza che, rivendica, ha cercato di costruire una proposta condivisa: «La cultura è innanzitutto condivisione e comunità».

 

 

Pastore: «Avevamo offerto uno spettacolo gratuito. Non è stato accettato»

Alla riflessione di Frazzitta ha risposto Massimo Pastore, attore e regista del TAM, condividendone in parte la premessa, ma sollevando una contraddizione: la disponibilità a fare rete deve valere anche verso chi sceglie di non aderire al Movimento.

Pastore ricorda di avere declinato, anni fa, l’invito a entrare nel MAC. Una scelta che non gli avrebbe impedito di proporre collaborazioni.

«Ti ho più volte manifestato la nostra disponibilità a mettere in scena, a titolo totalmente gratuito, una nostra produzione per la vostra rassegna “La Scurata”. Come sai, non avete mai accettato», scrive.

Rivendica quindi il lavoro svolto dal TAM sul teatro contemporaneo negli ultimi quindici anni, senza chiedere contributi a enti pubblici, e osserva che questa esperienza sarebbe stata di fatto ignorata dal Movimento.

Poi richiama la composizione del cartellone della Scurata: secondo quanto scrive, otto dei dodici appuntamenti dell’ultima estate erano riconducibili, più o meno direttamente, a Gregorio Caimi, componente del MAC. Un’osservazione con cui invita Frazzitta a discutere anche delle scelte interne alla propria rassegna.

Pastore conclude proponendo un confronto pubblico, aperto a chiunque voglia esprimere la propria opinione.

 

 

 

Verso gli Stati generali della cultura?

È in questo clima che si fa strada l’ipotesi degli Stati generali della cultura a Marsala. Un’occasione per mettere attorno allo stesso tavolo amministrazione, compagnie, associazioni e operatori che oggi si confrontano soprattutto attraverso post e repliche.

Le questioni da affrontare sono concrete: quanti soldi ci sono, come vengono assegnati, quanto costa utilizzare i teatri comunali, quali agevolazioni prevedere per le scuole e come programmare le attività senza aspettare risposte per mesi.