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26/04/2017 00:35:00

Le prospettive dopo il risultato del primo turno delle presidenziali francesi

di Leonardo Agate - Stavolta le previsioni ci hanno azzeccato. Al secondo turno delle presidenziali francesi andranno Emmanuel Macron, capo di En marche!, e Marine Le Pen, presidente di Front national.

Secondo i risultati, ormai quasi ufficiali, Macron accredita il 23,9% dei voti, e Le Pen il 21,4%. Restano fuori dal secondo turno del prossimo 7 maggio Francois Fillon, dei Republicains, Jean-Luc Mélenchon, cadidato di La France insoumise, e Benoit Hamon, del Partito socialista. Tutti e tre gli esclusi dal secondo turno hanno ottenuto all’incirca il 43% di voti, dei quali Fillon il 19%, Mélenchon il 19%, e Hamon il 6%.

Al prossimo turno si voterà solo per i primi due più votati: Macron e Le Pen. E’ verosimile che sia Macron, sia Le Pen avranno gli stessi voti degli elettori che li hanno preferiti; in più cercheranno di avere i voti che sono andati inutilmente agli altri concorrenti.

Fillon, per primo dopo i risultati ufficiosi, ha ammesso la sconfitta e ha invitato a votare i suoi, al secondo turno, per Macron. Anche Hamon, poco dopo, ha invitato i suoi elettori a fare convergere i voti su Macron. Finora non si è pronunciato l’altro candidato sconfitto, Mélenchon, che ha ottenuto circa il 19% dei voti. Se per ipotesi anche Mélenchon indirizzasse i suoi voti verso Macron, questi potrebbe diventare il prossimo presidente francese. Questo in teoria.

In pratica, invece, non è sicuro che tutti gli elettori di un candidato sconfitto ne seguano le indicazioni di voto verso un altro candidato di un altro partito.

Le recenti previsioni dei sondaggisti, riguardo al referendum inglese sulla Brexit, e riguardo alle elezioni presidenziali americane, sono state smentite dai fatti. Le spiegazioni degli imprevisti risultati del referendum inglese e delle elezioni americane, sono state che i pronostici non hanno tenuto conto della “pancia “ dei paesi al voto. Per “pancia” si è inteso riferirsi agli umori della gente che va a votare, che è influenzata dal “vissuto”, parzialmente difforme dal “rappresentato” da chi fa informazione, specialmente se l’informazione, come spesso capita, è pilotata .

La Francia sta vivendo anni di incertezze e pericoli, che riguardano l’economia e la società. Se noi italiani ci sentiamo insicuri nel nostro paese, che non ha subito attacchi terroristici, figuriamoci come si sentano i francesi che hanno lavato più volte il sangue dei loro consanguinei, sparso per le vie negli attentati e nelle stragi.

Questi umori sono solo parzialmente rappresentabili con le previsioni aritmetico – statistiche. Quindi, non c’è certezza se alla fine ce la farà Macron o Le Pen. E se, per ipotesi, prima del prossimo 7 maggio, succedesse qualcosa di nuovo e di atroce in Francia, quanti elettori sarebbero tentati di votare per l’estrema destra di Le Pen? Che continua a essere chiamata estrema destra, anche se non è più quella del fondatore del Front national, Jean-Marie Le Pen, padre di Marine. Nella locandina per le presidenziali, anzi, non compare più il nome Fn. Per fare un paragone, si può dire che il Front national si è trasformato in qualcosa d’altro, come avvenne in Italia quando il Msi si trasformò in Alleanza nazionale.

Macron ha dichiarato: ”Unirò i francesi nel segno della speranza”. E’ una bella frase, che fa il suo effetto. Il candidato presidente è un giovane simpatico e rampante. La sua simpatia è quella di Matteo Renzi quando andava all’assalto del potere. E’ il giovane politico esperto in tutto. Che sia davvero il nuovo, questo non lo so. Anzi qualche dubbio ce l’ho. Ha studiato all’Ena, dove di solito passa la classe dirigente francese. E’ stato ministro di Hollande, sostenendo la contestata legge sul lavoro. E’ stato anche banchiere di successo, presso la Rothschild.

I socialisti in rotta gli potranno affidare le loro speranze?