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23/02/2020 11:32:00

Marsala, il Carnevale al Palasport: "Altro che razzismo, ecco perché alcuni giovani ..."

 Circola da stamattina sui social un post di un giovane che vive a Marsala, Ali Omar Fofana, che racconta che ieri sera è andato con alcuni amici a ballare al Palasport di Marsala, per la prima serata del Carnevale, e non è stato fatto passare "perchè di colore". 

Il giovane condisce la sua denuncia con espressioni colorite, accusando i marsalesi di razzismo. Gli fa eco l'avvocato Tommaso Picciotto, che chiede chiarimenti all'Amministrazione Comunale. 

La redazione di Tp24 ha cercato di verificare la notizia. In realtà le cose sembrano stare diversamente da come raccontato dal giovane Alì. E' molto antipatico fare questo tipo di indagini, ma secondo quello che abbiamo verificato, ieri, a ballare nel Palasport strapieno di giovani in maschera, c'erano anche decine di ragazzi di colore, secondo alcuni testimoni. Quindi i motivi dell'esclusione di Alì e dei suoi amici non sono certo di sfondo razzista.

E allora? E allora sembra che sia successa una cosa molto semplice. Come in tutte le serate che richiedono un controllo molto attento e discreto dell'ordine pubblico, dopo l'ingresso della biglietteria opera un servizio sicurezza. Sono quelli che chiamiamo "buttafuori" ma che in realtà sono operatori, con tanto di autorizzazione prefettizia, che hanno il compito di evitare che entrino nel locale persone in grado di disturbare la serata, perchè note alle forze dell'ordine, ad esempio, o ubriache, o semplicemente sovraeccitate. Un controllo discrezionale, affidato alla professionalità degli operatori, E Alì e i suoi amici non sono passati unicamente per questo. Come da prassi, tra l'altro, i biglietti sono stati rimborsati. 

Magari si sarà trattato di un equivoco, e chissà, gli organizzatori saranno anche disposti a invitare Alì per le prossime serate. Ma il razzismo non c'entra nulla.