Da oltre dieci anni era una presenza familiare tra le strade della città, accudita da residenti e commercianti. Oggi, invece, Nocciolina, una cagnolina anziana diventata simbolo di un quartiere, si trova rinchiusa in canile. Una situazione che ha spinto le associazioni Un’Anima Mille Zampe Italia (AMZItalia) e LAV Palermo a chiedere l’immediato rilascio dell’animale.
Le due organizzazioni hanno inviato un’istanza urgente al sindaco di Alcamo, Domenico Surdi, e all’Asp di Trapani, sollecitando l’emissione di un’ordinanza che consenta alla cagnolina di tornare nel suo territorio.
Il caso
Nocciolina è stata accalappiata lo scorso 10 aprile e trasferita in una struttura comunale. Un intervento formale, ma che secondo le associazioni non tiene conto della storia dell’animale: un cane di oltre dieci anni, non aggressivo e perfettamente integrato nel contesto urbano, dove una rete di cittadini le ha sempre garantito cibo, cure e riparo.
Il richiamo alla legge
Al centro della richiesta c’è la normativa regionale siciliana, che riconosce la figura del “cane di quartiere”.
«Nocciolina non è un randagio senza meta, ma un membro della comunità – spiegano i rappresentanti delle associazioni –. La legge consente la permanenza controllata sul territorio per animali con un legame consolidato con il contesto sociale. Per un cane della sua età, il canile può rappresentare un trauma psico-fisico anche fatale».
L’appello
Nell’istanza firmata da Gaspare Camarda (presidente AMZItalia) e Giorgia Matesi (responsabile LAV Palermo), si chiede all’amministrazione comunale un intervento urgente.
Secondo le associazioni, il benessere di Nocciolina dipende dalla sua routine e dall’ambiente in cui ha vissuto per anni. Per questo si dicono disponibili a collaborare con il Comune per monitorare il rientro della cagnolina e garantirne la sicurezza.