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15/08/2026 18:00:00

Artigianato, Trapani tra le province più forti: il 20,2% delle imprese e il 19,8% degli addetti

È tra le province siciliane dove l’artigianato mantiene il peso maggiore sul tessuto produttivo e sull’occupazione: a Trapani il 20,2% delle imprese attive è artigiana e il 19,8% degli addetti lavora in imprese del comparto. Sono i dati del 2023 elaborati dall’Area Studi e Ricerche CNA su dati Istat, che collocano il territorio trapanese ai vertici regionali, pur dentro un quadro segnato da un progressivo ridimensionamento del settore nell’ultimo decennio.

 

Trapani sopra la media italiana per occupazione artigiana

Il dato più significativo riguarda gli addetti. Se a livello nazionale la quota di occupati nelle imprese artigiane è pari al 13,4%, a Trapani raggiunge il 19,8%, seconda soltanto a Enna, che arriva al 22,5%.

Il territorio trapanese precede così Messina, con il 19,4%, Ragusa, al 18,2%, e Agrigento, al 17,4%. Più distanti Siracusa, al 14,9%, Catania, al 13,9%, Caltanissetta, al 13,6%, e Palermo, al 13,1%.

 

Il 20,2% delle imprese è artigiano

Anche sul fronte delle imprese Trapani mostra un'incidenza significativa. Nel 2023 le imprese artigiane rappresentavano il 20,2% del totale delle imprese attive della provincia.

Il dato colloca Trapani al quarto posto in Sicilia, dietro Enna, che raggiunge il 26,6%, Ragusa, al 22,3%, e Messina, al 21,3%. Seguono Agrigento con il 19,9%, Siracusa con il 18,6%, Caltanissetta con il 18,3%, Catania con il 18% e Palermo con il 16%.

La media italiana è del 21,5%, mentre la Sicilia presenta quindi una situazione fortemente differenziata tra i diversi territori.

 

Dieci anni di calo: Trapani perde 4,3 punti

Il quadro positivo sul peso attuale dell'artigianato si confronta però con un dato meno incoraggiante: nell'ultimo decennio l'incidenza delle imprese artigiane è diminuita anche nel Trapanese.

Tra il 2014 e il 2023 la provincia ha registrato una variazione di -4,3 punti percentuali, una delle contrazioni più marcate dell'Isola. Peggio hanno fatto Enna, con -5,7 punti, e Ragusa, con -5 punti.

Più contenute le flessioni di Palermo (-3,3), Agrigento (-3,5), Siracusa (-3,6), Catania (-3,7), Messina (-4,1) e Caltanissetta (-4,2).

Un patrimonio produttivo che rischia di ridursi

I dati CNA descrivono dunque una realtà a due facce. Da un lato l’artigianato continua ad avere un peso importante nell'economia siciliana, soprattutto in province dove la tradizione manifatturiera e produttiva rimane radicata. Dall'altro, il settore perde progressivamente incidenza.

Tra i fattori indicati figurano il mancato ricambio generazionale, la difficoltà nel reperire manodopera qualificata, la burocrazia e la concorrenza dei grandi canali distributivi.

 

Scivoli: «Trapani dimostra quanto l'artigianato sia ancora centrale»

«I dati fotografano una realtà che conosciamo bene – dichiara Filippo Scivoli, presidente CNA Sicilia – l’artigianato siciliano è ancora un motore fondamentale per l’occupazione e l’identità produttiva dei nostri territori, come dimostrano i valori di Enna, Ragusa e Trapani, che superano la media nazionale».

Ma il presidente CNA lancia anche un avvertimento: «Il calo costante dell’ultimo decennio è un campanello d’allarme che non possiamo ignorare».

Per Scivoli servono interventi su formazione, ricambio generazionale e semplificazione burocratica. «Senza queste misure – sottolinea – rischiamo di perdere un patrimonio di competenze e saperi unico al mondo».

 

Giglione: «Il problema è attrarre giovani e qualificati»

A preoccupare è soprattutto la capacità del settore di rinnovarsi. «Il dato che più ci preoccupa – afferma Piero Giglione, segretario CNA Sicilia – è la difficoltà del settore nel trattenere e attrarre giovani e addetti qualificati».

Secondo Giglione, la quota nazionale degli occupati nell’artigianato, pari al 13,4%, evidenzia la necessità di intervenire sulla capacità delle imprese di creare nuova occupazione e competenze.

La CNA indica quindi come priorità la transizione digitale e green, insieme alla necessità di rendere più attrattivo il lavoro manuale e di bottega.

«L’artigianato non è un retaggio del passato, ma il futuro del Made in Italy – conclude Giglione – e la Sicilia ha tutte le carte in regola per essere protagonista».

 



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