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02/10/2026 21:30:00

 Birgi, il Comitato No F-35 attacca “Le Vie dei Tesori”: «La guerra non è un’attrazione»

Dura presa di posizione del Comitato No F-35 Trapani-Birgi contro la scelta de Le Vie dei Tesori di inserire tra i luoghi visitabili anche l’aeroporto militare di Trapani-Birgi. Al centro della contestazione c’è la descrizione dell’iniziativa pubblicata sul sito del festival, che secondo il comitato contribuirebbe a presentare la struttura militare come una vera e propria attrazione turistica.

La contestazione del comitato

«Basta leggere la descrizione ufficiale apparsa sul sito de “Le Vie dei Tesori” per misurare il grado di assuefazione e di imbarazzante sdoganamento a cui siamo arrivati», sostiene il Comitato No F-35, contestando in particolare il linguaggio utilizzato per promuovere la visita.

Il riferimento è alla possibilità, indicata nella presentazione dell'iniziativa, di entrare nell’aeroporto, visitare gli hangar e conoscere le attività svolte all’interno della base, comprese quelle relative ai piloti, alle rotte di intercettazione e alle procedure di decollo in allarme.

Per il comitato, si tratterebbe di una rappresentazione che finirebbe per «trasformare le rotte dei bombardieri in una macabra gita domenicale».

La visita alla base militare

Secondo quanto riportato dal Comitato, l'apertura al pubblico riguarda anche le aree che ospitano il 18° Gruppo, con i caccia Eurofighter, e l'82° Centro SAR, dotato di elicotteri HH-139, oltre alle torri di controllo e ai circoli di rappresentanza.

La possibilità di visitare questi spazi viene contestata dal comitato proprio per la natura militare delle attività che vi si svolgono. «Questa è un’operazione culturale aberrante e indegna», afferma il Comitato No F-35, secondo cui mettere sullo stesso piano il patrimonio storico e artistico del territorio e una struttura militare significherebbe contribuire alla «normalizzazione» della presenza militare nell'area.

Il contributo per la manifestazione

Nel comunicato viene contestata anche la formula utilizzata per spiegare il pagamento previsto per partecipare alla visita. La presentazione dell'iniziativa precisa infatti che il contributo «contribuisce alla realizzazione della manifestazione e non è da intendersi per l'accesso al sito».

Una precisazione che, secondo il comitato, non sarebbe sufficiente a superare le proprie perplessità sull'iniziativa.

Il riferimento agli F-35

Nel mirino del Comitato No F-35 c’è anche il futuro della base di Birgi e, più in generale, il ruolo militare del territorio trapanese. Il comunicato collega la vicenda alla prospettiva di un potenziamento della presenza dei caccia F-35 in Sicilia e contesta le priorità della spesa pubblica.

«Mentre lo Stato spinge per trasformare Birgi nel maxi polo internazionale dei caccia F-35», afferma il comitato, «bruciando soldi pubblici in armamenti mentre la nostra provincia muore per la crisi idrica, gli ospedali al collasso e la desertificazione economica».

«I tesori sono altri»

Nella parte conclusiva del documento, il Comitato No F-35 contrappone alla struttura militare altri luoghi e valori che considera rappresentativi del territorio.

«I tesori della provincia di Trapani non hanno le stellette, non bruciano carburante per sganciare bombe e non servono a devastare altri popoli», si legge nel comunicato, che cita tra gli esempi la Riserva dello Stagnone, il teatro di Segesta e la Kasbah di Mazara, insieme a salute, lavoro, istruzione, solidarietà e dignità del territorio.

La conclusione ribadisce la posizione del comitato: «Giù le mani dalla cultura: la guerra non è un tesoro da visitare, né un’attrazione da applaudire».