Non c'è soltanto chi l'acqua non la riceve. C'è anche chi, quando arriva, la trova gialla o marrone.
È la nuova denuncia che arriva da Erice, dove da settimane numerosi residenti segnalano acqua torbida nelle cisterne, nonostante queste vengano periodicamente pulite, mentre a Pizzolungo continua l'emergenza legata alla scarsa pressione che lascia intere famiglie senz'acqua nel pieno della stagione estiva.
A lanciare l'allarme è l'avvocato Vincenzo Maltese dell'associazione Codici – Centro per i diritti del cittadino, che ha inviato una nota all'Autorità di Bacino della Regione Siciliana e a Siciliacque, chiedendo chiarimenti e interventi immediati.
Le segnalazioni arrivano da diversi amministratori condominiali e da numerose utenze distribuite in un'ampia porzione del territorio comunale: da Raganzili e Casa Santa, passando per San Giuliano, fino a Villa Mokarta. Un fenomeno che, secondo quanto riferito, non è più sporadico ma si ripete ormai da settimane.
"L'acqua sporca causa notevoli disagi – spiega Maltese – perché non può essere utilizzata per l'igiene personale né per il normale uso domestico e può provocare anche danni agli elettrodomestici".
Nella nota il legale ricorda il ruolo dei due enti coinvolti. L'Autorità di Bacino stabilisce infatti i quantitativi d'acqua destinati ai comuni del Trapanese, mentre Siciliacque gestisce la grande adduzione dalla diga Garcia, nel territorio di Sambuca di Sicilia, verso l'acquedotto di Montescuro Ovest, che alimenta il Cisternone del Comune di Erice.
Alla qualità dell'acqua si aggiunge il problema, ormai cronico, della quantità. A Pizzolungo, denuncia Maltese, da circa un mese la pressione è così bassa che molte famiglie non riescono neppure a riempire le proprie cisterne. L'erogazione avviene soltanto per poche ore e appena due volte alla settimana, mentre alcune abitazioni restano completamente a secco e sono costrette ad acquistare acqua da ditte private.
Una situazione che diventa ancora più critica in estate, quando la popolazione della frazione balneare aumenta sensibilmente.
Per questo l'avvocato chiede un incremento dei volumi idrici destinati al Comune di Erice, così da garantire una maggiore pressione e più ore di distribuzione.
Parallelamente, nella veste di consigliere comunale, Maltese ha presentato un'interrogazione urgente rivolta alla sindaca Daniela Toscano e all'assessore con delega al servizio idrico, chiedendo di conoscere le iniziative che l'amministrazione intende adottare.
L'emergenza si inserisce in un quadro già fortemente segnato dai problemi della rete idrica del territorio, in cui i cittadini continuano a fare i conti con una realtà quotidiana fatta di rubinetti asciutti o acqua dal colore tutt'altro che rassicurante.
E torna così al centro del dibattito una domanda che da anni accompagna la gestione idrica del territorio: perché, nonostante emergenze ormai ricorrenti e investimenti annunciati, il diritto ad avere acqua sufficiente e di qualità continua a rappresentare un problema per migliaia di famiglie ericine?