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07/07/2026 15:18:00

Erice, boom del turismo ma il borgo si svuota: più visitatori, meno residenti?

Erice continua a crescere e lo fa attraverso uno degli indicatori più significativi per la sua economia: il turismo. 

Nel secondo trimestre del 2026 il borgo medievale registra un deciso incremento dei flussi, con numeri che, secondo l'amministrazione comunale, confermano la bontà della strategia di promozione portata avanti negli ultimi anni.

 

I dati diffusi dalla sindaca Daniela Toscano parlano di un aumento dell'86,11% dei visitatori paganti nei siti culturali rispetto allo stesso periodo del 2025. 

A crescere sono anche gli incassi, che segnano un +82,5%, mentre la Funivia Trapani-Erice registra un incremento del 38% dei passeggeri, confermandosi uno dei principali accessi al centro storico e uno dei simboli dell'offerta turistica del territorio. 

Per l'amministrazione questi risultati non sono casuali, ma rappresentano il frutto di un lavoro di promozione sviluppato su più livelli. 

Erice ha partecipato negli ultimi anni alle principali fiere del turismo, dalla BIT di Milano al TTG di Rimini, oltre a eventi internazionali in Germania, Ungheria e Paesi Bassi, rafforzando la propria presenza sui mercati esteri e consolidando la rete di relazioni istituzionali.

 

La sindaca rivendica anche il percorso costruito attraverso la candidatura a Città Europea dello Sport, le collaborazioni con altri comuni italiani ed europei e la partecipazione all'associazione dei Borghi più belli d'Italia, che continua a rappresentare una delle principali vetrine promozionali per il centro storico.

Tra gli appuntamenti indicati come esempi della strategia di valorizzazione figurano Borgo Divino in Tour, che anche quest'anno farà tappa a Erice, ed EriceNatale, manifestazione che negli ultimi anni ha assunto una dimensione regionale e nazionale, contribuendo ad allungare la stagione turistica oltre i tradizionali mesi estivi.

 

Nel messaggio diffuso dall'amministrazione non mancano i ringraziamenti alle realtà che operano nel settore: dall'Ufficio Turismo coordinato da Salvatore Denaro alla Fondazione Erice Arte, dalla Fondazione Ettore Majorana al Distretto Turistico Sicilia Occidentale, passando per le associazioni culturali, gli operatori economici, gli albergatori, i commercianti e i ristoratori che contribuiscono quotidianamente all'accoglienza dei visitatori.

Un riconoscimento particolare viene rivolto anche all'assessora al Turismo Rossella Cosentino, indicata dalla sindaca come una delle figure che hanno contribuito a costruire la rete di relazioni e iniziative che oggi produce risultati concreti.

L'amministrazione sottolinea inoltre il ruolo dell'associazione dei Borghi più belli d'Italia, grazie alla quale Erice ottiene ogni anno un contributo di circa 80 mila euro destinato alle manifestazioni natalizie, e quello del CAI, con cui sono stati sviluppati percorsi dedicati al trekking, ai cammini e al turismo naturalistico sul Monte Erice.

 

I numeri arrivano in un momento favorevole per l'intera Sicilia occidentale, che continua a beneficiare della crescita del turismo internazionale e dell'interesse verso le destinazioni culturali e i borghi storici. Erice, inserita tra i Borghi più belli d'Italia e sede della Fondazione Ettore Majorana, negli ultimi anni ha puntato sulla valorizzazione del patrimonio monumentale, degli eventi culturali e dell'offerta esperienziale, facendo leva anche sulla posizione panoramica e sul collegamento garantito dalla funivia. 

La chiusura della nota della sindaca ha anche un significato politico. "Potranno contestarci su tutto, ma una cosa è certa: Erice cresce", afferma Toscano, trasformando i dati sul turismo in una risposta indiretta alle critiche dell'opposizione e in una rivendicazione dei risultati raggiunti dall'amministrazione nel settore considerato uno dei principali motori economici del territorio.

 

 

Ai numeri diffusi dall'amministrazione, però, si contrappone una lettura diversa da parte di alcuni cittadini, che osservano come "i numeri inoppugnabili" sono anche quelli dei residenti del centro storico, diminuiti progressivamente negli ultimi anni, delle abitazioni messe in vendita e delle attività commerciali che faticano a rimanere aperte durante tutto l'anno. 

Secondo questa visione, un trimestre particolarmente positivo sul fronte degli arrivi non sarebbe sufficiente a fotografare lo stato di salute del borgo, che continua a confrontarsi con lo spopolamento e con la trasformazione del centro storico in una località sempre più orientata al turismo e sempre meno abitata.

 

Alla critica ha replicato direttamente la sindaca Daniela Toscano, respingendo l'idea che il calo della popolazione residente possa essere attribuito all'azione dell'amministrazione comunale. "I dati sono inoppugnabili – afferma – ma la questione dei residenti è molto più complessa". 

Secondo la prima cittadina, negli anni molti proprietari hanno scelto di vendere le proprie abitazioni ai villeggianti, mentre la crisi economica ha spinto numerose famiglie a disfarsi delle seconde case. A incidere, aggiunge, è anche l'obsolescenza di molte strutture ricettive private, che rende meno competitiva una parte dell'offerta turistica.

 

 

 

Toscano rivendica invece gli investimenti realizzati dal Comune sul centro storico, ricordando i milioni di euro intercettati attraverso il PNRR e altri finanziamenti europei per il recupero di edifici e spazi pubblici. "Questa amministrazione – sostiene – è quella che più di ogni altra ha investito sul centro storico, riqualificando aree ed edifici abbandonati. Il Comune ha fatto la sua parte. Adesso ciascuno dovrebbe contribuire a promuovere il territorio, ristrutturando e valorizzando le proprie attività".

 

Il confronto riporta al centro un tema che da anni accompagna il dibattito su Erice: da una parte la crescita dei flussi turistici e degli investimenti nella valorizzazione del borgo; dall'altra il progressivo calo della popolazione residente, fenomeno che interessa molti centri storici italiani ma che, nel caso di Erice, continua ad alimentare il dibattito sul delicato equilibrio tra città vissuta e città visitata.