La partita per il ripristino della ferrovia Trapani-Palermo via Milo passa adesso anche da Palazzo d'Alì.
E per la deputata regionale del Movimento 5 Stelle, Cristina Ciminnisi, il sindaco di Trapani Giacomo Tranchida non può più rinviare una decisione sul controverso sottopasso ferroviario previsto nel territorio comunale.
L'affondo arriva dopo la seduta della IV Commissione Ambiente, Territorio e Mobilità dell'Assemblea Regionale Siciliana, durante la quale sono stati ascoltati i vertici regionali di RFI sullo stato dei lavori della linea ferroviaria diretta tra Palermo e Trapani.
Secondo quanto riferito dalla parlamentare pentastellata, Rete Ferroviaria Italiana avrebbe confermato che il nuovo cronoprogramma prevede la conclusione degli interventi entro dicembre 2028. L'opera, inoltre, non sarebbe stata definanziata ma verrebbe sostenuta attraverso il Contratto di Programma di RFI dopo l'uscita dal perimetro dei finanziamenti PNRR.
"Sul futuro del sottopasso ferroviario non ci sono più margini per rinvii o silenzi", afferma Ciminnisi, "Il sindaco Tranchida ha il dovere di assumere una posizione pubblica e spiegare ai cittadini quale sia l'orientamento dell'amministrazione su un'opera strategica per il ripristino della linea ferroviaria Trapani-Palermo via Milo".
Il nodo del sottopasso
Durante l'audizione sarebbero emerse le numerose criticità che hanno rallentato il cantiere negli ultimi anni: la presenza di 69 tombini ferroviari, di cui 23 sottoposti a tutela della Soprintendenza, e il rinvenimento di condotte idriche lungo il tracciato. Questioni che hanno contribuito allo slittamento dei tempi dell'opera.
Ma il punto più delicato resta il sottopasso ferroviario previsto nel territorio di Trapani. Dopo gli eventi alluvionali che negli ultimi anni hanno interessato la città, RFI ha avviato ulteriori approfondimenti idraulici e starebbe valutando anche soluzioni alternative, tra cui la realizzazione di un cavalca ferrovia.
Secondo la deputata del M5S, proprio su questo aspetto sarebbe emerso un elemento decisivo: la scelta finale dovrà essere condivisa con il Comune di Trapani, che dovrà indicare anche le opere necessarie per la mitigazione del rischio idraulico.
"Il Comune non può più limitarsi ad attendere", sostiene Ciminnisi, "Deve assumersi la responsabilità delle decisioni che gli competono".
Un'opera strategica attesa da tredici anni
La linea ferroviaria Palermo-Trapani via Milo rappresenta una delle infrastrutture più attese della Sicilia occidentale. Il collegamento diretto è chiuso dal 2013 a causa di dissesti e problemi strutturali lungo il tracciato. Il progetto di ripristino riguarda circa 47 chilometri di linea e punta a restituire un collegamento più rapido tra i due capoluoghi, con una riduzione dei tempi di percorrenza stimata fino a circa un'ora rispetto all'attuale itinerario via Castelvetrano.
Negli anni il cronoprogramma ha subito numerosi rinvii. Inizialmente la riapertura era prevista entro il 2026, ma le difficoltà tecniche e amministrative hanno spostato in avanti la conclusione dei lavori. Le più recenti interlocuzioni tra enti locali e RFI indicano adesso il 2028 come nuovo obiettivo.
Per questo motivo la questione del sottopasso assume un peso determinante. "I cittadini hanno diritto di sapere quale sia oggi la posizione dell'amministrazione comunale", conclude Ciminnisi.
"Il sindaco intende ancora sostenere la realizzazione del sottopasso oppure ritiene preferibile una soluzione alternativa? Dopo quanto emerso in Commissione non ci sono più alibi".