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02/05/2026 06:00:00

Il vuoto sotto Trapani. Il crollo e le polemiche

Tragedia sfiorata nel giorno della Festa dei lavoratori. A distanza di 24 ore, il dato che emerge con più forza è uno: sotto la passeggiata sul mare di viale delle Sirene, nel centro storico di Trapani, c’è un vuoto. Ed è lì che si concentra adesso l’attenzione, dopo il cedimento improvviso che ha inghiottito un mezzo per la pulizia stradale.

Il crollo è avvenuto poco prima delle 8 del mattino. Alla guida c’era un giovane operaio di 27 anni, dipendente di Formula Ambiente, in turno dalle 6. Il mezzo stava operando sulla pavimentazione pedonale quando il terreno ha ceduto sotto le ruote. In pochi secondi si è aperta una voragine di circa 9 metri quadrati e profonda circa 3 metri.

L’uomo è riuscito a mettersi in salvo: ha riportato un trauma al ginocchio e alla gamba ed è stato trasportato al Pronto Soccorso in codice bianco. È andata bene. Ma poteva finire in tragedia.

 

La comunicazione ufficiale: cedimento strutturale e area interdetta

A chiarire la dinamica è la comunicazione tecnica redatta dopo il sopralluogo: il cedimento sarebbe avvenuto “a causa del carico concentrato trasmesso dalle ruote del veicolo”, che ha provocato un collasso della pavimentazione trascinando il mezzo e l’operatore.

La voragine ha un’ampiezza di circa 9 metri quadrati e una profondità di circa 3 metri. Subito dopo l’intervento, l’intera area è stata transennata e interdetta per ragioni di sicurezza.

Nella nota si sottolinea inoltre che questa comunicazione è stata trasmessa all’Ufficio Territoriale del Governo – Prefettura di Trapani e al Sindaco di Trapani, a conferma della gravità dell’evento.

È stato quindi disposto il mantenimento del transennamento permanente dell’intera area pedonale sovrastante il bastione, dal Bastione Imperiale (Sant’Anna) fino a Largo delle Sirene, con divieto assoluto di accesso fino al ripristino delle condizioni di sicurezza.

Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco e la Polizia Locale, insieme alla Protezione Civile, al personale sanitario del 118 e ai tecnici comunali.

 

Il nodo tecnico: sotto la pavimentazione manca lo strato di supporto

Il punto più delicato, oggi, è quello strutturale. Le verifiche stanno portando l’attenzione su un elemento preciso: l’assenza o l’inadeguatezza del massetto sotto la pavimentazione.

Il massetto, infatti, è lo strato fondamentale di supporto: generalmente realizzato in calcestruzzo, serve a livellare il sottofondo e garantire stabilità alla pavimentazione esterna. Deve avere uno spessore minimo di 4-5 centimetri, essere eventualmente armato con rete nel caso di carichi carrabili, avere pendenze adeguate per il drenaggio e resistere agli sbalzi termici.

Se questo strato manca o è insufficiente, la pavimentazione può risultare fragile, soprattutto in un contesto come quello di viale delle Sirene, esposto direttamente all’azione del mare.

Ed è proprio qui che si inserisce l’altra causa indicata: l’erosione marina e le infiltrazioni che avrebbero nel tempo svuotato il sottosuolo, creando una condizione di instabilità latente.

 

Recupero del mezzo e messa in sicurezza

Le operazioni di recupero del mezzo hanno richiesto ore e l’impiego di due gru. Il veicolo è stato sollevato con imbracature in verticale dalla fossa, ma una volta riportato sull’asfalto si è ribaltato su un lato. Solo successivamente è stato rimesso sulle ruote e caricato su un camion.

La gestione dell’emergenza è stata coordinata dal Direttore coordinatore del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Trapani, Giovanni Calcaterra, con la messa in sicurezza dell’intero asse del viale.

Presenti anche il tecnico comunale Antonino Alestra e l’assessore ai Lavori pubblici Giuseppe Pellegrino.

 

La risposta del Comune: lavori anticipati e controlli su tutto il fronte mare
L’amministrazione ha annunciato un cambio di passo. D’intesa con il dirigente Orazio Amenta, il sindaco ha disposto di anticipare i lavori sulla scogliera a mare, previsti per settembre, per rafforzare la difesa dalle mareggiate proprio lungo viale delle Sirene.

Sul posto, sin dalle prime fasi, erano presenti il tecnico comunale, l’architetto Antonino Alestra, e l’assessore ai Lavori pubblici Giuseppe Pellegrino, che hanno seguito le operazioni e avviato le prime valutazioni tecniche sull’area interessata dal cedimento.

Già dalla prossima settimana partiranno ispezioni lungo tutta la fascia costiera e sotto la passeggiata, con verifiche sull’asse murario per individuare eventuali altre infiltrazioni.

L’obiettivo è capire se quella voragine sia un episodio isolato o il segnale di un problema strutturale più ampio.

 

Lo scontro politico: “Non è una buca, è una vergogna”
Intanto esplode lo scontro politico. Il consigliere Maurizio Miceli attacca duramente: “Questa non è una buca. È una vergogna pubblica. Qui non crolla solo la strada, crolla la sicurezza dei cittadini”. E rilancia: “Poteva esserci chiunque. Oggi è andata bene. Domani?” Poi la richiesta diretta: “Chiedo le dimissioni immediate del sindaco Tranchida”.

 

Una passeggiata fragile: lavori datati e interventi superficiali
Il cedimento riporta alla storia del viale. Il rifacimento della pavimentazione pedonale risalirebbe agli anni Settanta, su area demaniale e in un tratto esposto da sempre alla forza del mare.

Negli anni si sono susseguiti interventi di riqualificazione urbana, come quelli più recenti su aiuole dedicate a Elda Pucci proprio di fronte al punto del cedimento e sull’illuminazione pubblica durante il primo mandato Tranchida.

Ma si è intervenuti soprattutto in superficie. E oggi il problema emerge sotto.

Una voragine che non è solo un cedimento, ma il segnale di un equilibrio fragile. E che, per una coincidenza, non è diventata tragedia. Ma che impone una domanda immediata: quante altre zone della passeggiata poggiano sul vuoto?



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