L'Italia secondo Vannacci: aborto, diritti Lgbt e famiglia. Il programma che guarda indietro
È arrivata la seconda parte del manifesto politico di Futuro Nazionale, il partito di Roberto Vannacci. Spazio a famiglia, natalità e identità.
Linee ultraconservatrici, con il chiaro obiettivo di smantellare decenni di conquiste civili. Il progetto politico di Vannacci, condiviso dal suo perimetro di sostenitori, non si limita a proporre una visione conservatrice, ma punta a un vero e proprio arretramento storico del Paese.
Non è fiera difesa della tradizione, no. È un progetto di regresso, perché invertire la rotta sui diritti riproduttivi, cancellare le tutele per le coppie dello stesso sesso e applicare la censura sui contenuti culturali e d'informazione significa voler riportare l’Italia a un passato oscurantista, sradicando decenni di conquiste civili e sociali.
Attenzione però: le idee di Vannacci non sono retorica, non sono solo idee, sono il tentativo di confinare il Paese in una dimensione restrittiva e anacronistica, lontana dalle altre democrazie europee. Perché dove ci sono diritti, c’è libertà e pluralità.
L’aborto non è un diritto
Per Vannacci l'aborto non è un diritto, ma unicamente una "depenalizzazione circostanziata". Il programma mira a bloccare l'uso della pillola abortiva RU-486 e a inserire sistematicamente attivisti pro-Vita nei consultori pubblici. Di fatto, con una sola mossa si vuole colpevolizzare le donne che decidono di abortire e, allo stesso tempo, ostacolarne l’autodeterminazione su una scelta medica e personale complessa.
Tre sono le direttrici operative di Vannacci per ostacolare l'interruzione di gravidanza:
1. La militarizzazione ideologica dei consultori: la proposta di spalancare in modo sistematico le porte dei consultori pubblici alle associazioni pro-Vita mira a trasformare presidi sanitari e laici di supporto in luoghi di colpevolizzazione morale e pressione psicologica.
2. Il blocco dell'aborto farmacologico (RU-486): limitare o abolire la pillola RU-486 significa negare l'accesso alle procedure mediche più moderne e meno invasive, costringendo le donne a percorsi ospedalieri chirurgici più complessi.
3. L'aggravamento dell'ostacolo strutturale: nel nostro Paese le percentuali di obiettori di coscienza tra i ginecologi superano già l'80% in diverse regioni. Depotenziare la portata della 194 equivale a cancellare nei fatti la possibilità di abortire in sicurezza nel servizio sanitario pubblico.
Nessun dibattito
Per la piattaforma di Futuro Nazionale non c’è bisogno di alcun dibattito sull’aborto, conta l’obiettivo: non abrogare formalmente la legge per evitare lo scontro referendario, ma svuotarla di efficacia operativa fino a rendere l'interruzione volontaria di gravidanza un percorso a ostacoli. Donne punite. Donne tagliate fuori da una decisione che spetta a loro. Perché, piaccia o no a Vannacci, sul corpo delle donne decidono sempre le donne.
Non c’è bisogno di altro né di alcun paternalismo statale. Si tratta di non far giocare con i diritti un ex generale che vuole essere leader di qualcosa.
La battaglia per la 194, poi, non riguarda solo chi decide di interrompere una gravidanza, riguarda la natura del Servizio sanitario nazionale.
Difendere il lavoro dei medici non obiettori significa difendere un'idea di sanità pubblica che cura, assiste e rispetta la dignità dell'individuo senza giudicarne le scelte etiche.
Smantellamento delle tutele LGBTQ+ e censura
Stop alle unioni civili tra persone dello stesso sesso, censura sui contenuti televisivi definiti "omosessualisti". Spazio invece alla famiglia tradizionale. In tv, dalle 6 alle 23, niente contenuti “genderisti”: per Vannacci bisognerebbe vietare programmi, scene e spot in cui siano presenti persone o temi appartenenti alla comunità arcobaleno.
Niente adozioni per le coppie omosessuali e per i single. Solo la famiglia composta da un padre e una madre può adottare un bambino.
E poi una serie di misure studiate per la famiglia: esenzioni fiscali progressive per chi ha figli, un "reddito di rinascita" per le madri e il "mutuo tricolore", con interessi azzerati al terzo figlio. Per le famiglie numerose dei dipendenti pubblici arriverebbero anche le "quote azzurre", per facilitarne i trasferimenti. E non solo: hai più figli? Il tuo voto vale di più.
Transizione di genere e bioetica
Con Vannacci diventerebbe reato la transizione di genere dei minori, anche in presenza del consenso dei genitori.
Futuro Nazionale dice no agli interventi chirurgici di riassegnazione, agli ormoni cross-sex e ai bloccanti della pubertà e vuole farlo con una legge, istituendo il reato universale. Per gli adulti resterebbe la possibilità di ricorrere agli interventi, ma non a carico del servizio sanitario pubblico.
L’Italia, poi, dovrebbe respingere, secondo Vannacci, le direttive europee e internazionali finalizzate alla promozione dell'"ideologia woke" e dell'"agenda Lgbt".
Largo ai militari nelle scuole con funzione educativa.
No al suicidio assistito
La mappa pro-Vita del generale Vannacci non finisce qui: no tassativo a eutanasia e suicidio assistito, considerati “omicidio”.
Vannacci fa parlare di sé
L’ex generale, che ha trovato spazio in politica grazie a Matteo Salvini, che lo ha candidato alle europee, occupa spazi mediatici con pezzi di programma destinati a fare discutere, ma anche a riempire le piazze. Perché quel programma non è uno scherzo.
Le associazioni, le donne, le categorie lese dal suo programma devono scendere in piazza, devono organizzare incontri e dibattiti, perché i diritti, così difficilmente conquistati, sono baluardo di democrazia e di presente. L’oscurantismo non può tornare. E indietro nel tempo non si può andare.
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