L’Italia cresce, l’Italia raccontata dalla premier Giorgia Meloni è la migliore Nazione al mondo. Non se ne sono accorti gli italiani, quelli che pagano le bollette, le tasse, che fanno la spesa, che mettono la benzina, che vivono in città sempre meno sicure e con una crescita occupazionale bassissima. E a lasciare l’Italia non sono solo i giovani, non è solo fuga di cervelli: vanno via i pensionati, scelgono Paesi con meno tasse, con una migliore vivibilità, con un costo della vita che consente loro di godersi quei quattro spicci della pensione, oppure raggiungono i figli in angoli di mondo.
E poi i problemi seri, gravi, che affliggono la sanità, le liste d’attesa, gli ospedali senza medici. Ma questo a Roma lo sanno, come sanno, perché ne sono protagonisti, di avere lottizzato la sanità anche con i vertici delle ASP, Trapani compresa.
Ci si aspettava un elemento in più sulla navigazione che attenderà il Paese nell’ultimo anno di legislatura, invece è stato un comizio. Meloni scalda i motori, è una donna da palco, sa come si conduce una campagna elettorale, quali sono i punti da toccare. È il governo più stabile, 1.413 giorni in carica (fino a venerdì 4 settembre, oggi sono 1.315). Meloni è la prima donna a guidare il Paese: “Ci sono stati giorni in cui mi è sembrato di nuotare dentro la colla - ha detto Meloni - ma non ho mollato mai e non intendo farlo adesso”.
Probabilità voto anticipato
Un fiume umano: dirigenti, militanti, estimatori erano a Bari, ed ecco quasi aprirsi la campagna elettorale. Il partito è pronto, si discute di un possibile voto già in primavera. Il centrodestra resterà unito, la variabile si chiama Roberto Vannacci con Futuro Nazionale, il partito cresce e ha superato Forza Italia. L’ex generale, nel frattempo, ha aperto a Meloni come futuro Capo dello Stato.
Dal palco di Bari è arrivata la stoccata al campo largo: “Si sa, si stava meglio quando c’erano loro, signora mia. Quando c’erano loro il salario era minimo davvero, quando c’erano loro i banchi a rotelle arrivavano in orario, quando c’erano loro la porta di casa potevi lasciarla aperta, tanto pure se la chiudevi la casa te la occupavano uguale. Quanto ci mancano loro… però anche loro oggi celebrano un traguardo perché se noi siamo il governo più duraturo della storia della Repubblica, loro sono l’opposizione più duratura della Repubblica. Facciamo quindi gli auguri anche ai colleghi della sinistra, diecimila di questi giorni”.
La partecipazione trapanese
Dalla provincia di Trapani sono partiti Livio Marrocco, candidato sindaco a Erice per il 2027, Paolo Torrente, candidato alle elezioni regionali del 2027, Giampaolo Caruso, già assessore a Mazara, il segretario provinciale Maurizio Miceli, insieme ai consiglieri Nicola Lamia e Gaspare Gianformaggio e l'ex sindaco di Partanna Nicola Catania e Ignazio Drago. Presenti anche i deputati Raoul Russo, Carolina Varchi e i deputati regionali.