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31/01/2023 06:00:00

Quei due che andavano avanti e indietro a Torretta Granitola per Matteo Messina Denaro

 Il mignolo alzato. E’ il gesto con cui alcuni indicavano Matteo Messina Denaro senza nominarlo: “U siccu”, il capomafia della provincia di Trapani preso lo scorso 16 gennaio, dopo quasi trent’anni di latitanza.

Il particolare emerge dalla nota dei carabinieri mostrata dal giornalista Marco Bova nella puntata di Report della settimana scorsa. Qualcuno, già nel novembre del 2021, riferiva al comandante della stazione dei carabinieri di Campobello di Mazara che Matteo Messina Denaro si trovava a Torretta Granitola.

Una “segnalazione parecchio dettagliata” l’aveva definita Bova, ricordando in trasmissione che la frazione di Torretta Granitola “non è proprio nuova nella storia di Matteo Messina Denaro, anche in virtù delle scorribande giovanili. Insomma, Torretta Granitola è davvero uno dei suoi luoghi”.

 

E per indicare il boss, la fonte, “persona nota agli scriventi e degna di fede”, come viene riportato nell’annotazione dei carabinieri il 19 novembre del 2011, alza appunto il mignolo.

Gente mi ha riferito che lui, - indicandolo con il mignolo della mano alzato (secondo la percezione degli scriventi intendeva U SICCU alias Matteo Messina Denaro) - ha sempre la stessa faccia ma MOLTO  invecchiato. A Campobello è protetto ed i giovani lo elogiano. Il paese è malato”.

Ma dice anche che “A lui non lo vogliono prendere. Qualcuno gli deve portare da mangiare e i vestiti puliti. Dove pensate che sia se non in zona, non li avete mai visti a questi due che fanno avanti e indietro da Torretta? C’è gente di Campobello che sale e scende da Torretta”.

 

Poi fa nome e cognome di “questi due”, dei quali riportiamo le iniziali: R.R. e G.F. Entrambi con pregiudizi di polizia, uno per reati finanziari e l’altro per indebita percezione di erogazioni ai danni dello Stato. Persone che, aggiungono i militari, risultano avere numerose e documentate frequentazioni con pregiudicati di interesse operativo nella zona, tra i quali Raffaele Urso, detto Cinuzzo, storico boss mafioso di Campobello di Mazara arrestato nell’operazione “Anno Zero”.

Inoltre, rivela ai militari che a Campobello “comanda sempre lui, il fratello (Salvatore Messina Denaro, ndr)”, anche se “apparentemente – aggiunge - si mostra quale capo quello che gira sempre con lo scooter ‘bar bar’ (in giro per i bar, ndr), (facendo intendere di parlare di Luppino Francesco)”.

 

Questa cosa del mignolo alzato la ritroviamo anche in un interrogatorio di Antonio Vaccarino, l’ex sindaco di Castelvetrano che, lavorando per il Sisde, aveva stabilito nei primi anni del 2000 un contatto epistolare col boss al fine di farlo catturare (il noto scambio di pizzini “Svetonio-Alessio”).

Ai magistrati Scarpinato e Pignatone che lo interrogano nel 2007, spiega come Giuseppe Grigoli, l’ex re dei supermercati, avesse cambiato atteggiamento nei suoi confronti proprio in seguito a questo contatto. “Tutto a un tratto - dice Vaccarino - diventa amico mio completamente […] Mi fa segno con il mignolo senza che io inizialmente capissi a che cosa potesse riferirsi e avendoglielo chiesto dice: ‘Per ‘u siccu’. Per il secco era inteso, manifestando il mignolo così, per fare riferimento proprio a Matteo Messina Denaro”.

 

Egidio Morici



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