Tifoso escluso dal PalaShark, cresce la frattura tra Antonini e i sostenitori trapanesi
La frattura tra la Trapani Shark e una parte della sua tifoseria si allarga ulteriormente. A finire al centro della polemica è la vicenda di Agostino Isca, storico sostenitore granata, a cui la società ha comunicato il divieto di accesso al PalaShark e la sospensione dell’abbonamento. Una decisione che arriva in un momento già tesissimo per il club, travolto da sanzioni sportive e da uno scontro aperto con le istituzioni del basket italiano.
Isca ha raccontato tutto in un lungo post sui social. Tifoso di lunga data, abbonato anche in questa stagione, era in trasferta a Sassari il 22 dicembre quando ha ricevuto la telefonata che lo avvisava dell’arrivo di una raccomandata. Pochi giorni dopo, il 30 dicembre, la comunicazione ufficiale della società: non sarebbe più stato considerato “persona gradita” all’interno dell’impianto. Nessuna contestazione specifica, solo un generico riferimento a presunti “fatti accaduti”.
Nel suo racconto Isca rivendica una storia fatta di trasferte, sacrifici e chilometri macinati – oltre 80 mila dal 2002 a oggi – senza mai essere coinvolto in episodi di violenza, senza Daspo né segnalazioni. Proprio per questo annuncia di essersi rivolto alle sedi opportune, chiedendo “chiarezza, trasparenza e rispetto delle regole”, ricordando che il palazzetto è un impianto pubblico e che il tifo non può essere trattato come un problema in assenza di fatti accertati.
Alla sua vicenda ha dato immediata solidarietà il gruppo Trapanesi Granata, che parla apertamente di “atto di codardia” da parte di una “società al capolinea” e annuncia una forma di protesta: qualora si disputassero altre gare, l’associazione non entrerà al palazzetto in segno di solidarietà con Isca. Alla protesta partecipa anche il gruppo "Nessuna resa ultras Trapani" che prende le distanze dalle scelte della società.
Il caso esplode mentre la Trapani Shark vive uno dei momenti più difficili della sua storia recente. Il Tribunale Federale ha inflitto altri tre punti di penalizzazione, che si sommano ai cinque già comminati, e ha disposto l’inibizione per due anni del presidente Valerio Antonini. Otto punti di penalità complessivi, uno scontro durissimo con FIP e Lega e ora anche la rottura con una parte del tifo organizzato.
La vicenda di Agostino Isca diventa così simbolica: non solo un caso personale, ma l’ennesimo segnale di un clima avvelenato attorno alla squadra. In un contesto già segnato da penalizzazioni, minacce di ritiro e accuse incrociate, la scelta di allontanare un tifoso storico rischia di alimentare ulteriormente una frattura che appare sempre più profonda tra società, istituzioni e pubblico.
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