Ci sono 15 giorni di tempo per presentare osservazioni sul nuovo Piano di classificazione acustica del Comune di Trapani, il documento che finora mancava e che ora fissa i limiti del rumore zona per zona, di giorno e di notte, non più soltanto nel centro storico ma in tutto il territorio comunale. È questa la fase che si è aperta dopo la consegna del piano da parte dei progettisti. Poi arriveranno i passaggi in Giunta, le procedure ambientali e il Consiglio comunale, con l’obiettivo indicato dal Comune di arrivare entro giugno all’approvazione.
Il dato politico e amministrativo è rilevante perché Trapani, fino ad oggi, non aveva uno strumento organico di questo tipo. Il piano arriva dopo i ricorsi dei residenti del centro storico e dopo le pronunce del Tar sulla gestione della movida e sull’assenza di pianificazione acustica. Ma adesso la questione non riguarda più solo le notti del centro: il nuovo quadro vale per locali, attività, cantieri, musica, impianti ed emissioni sonore in tutta la città e nelle frazioni.
La finestra dei 15 giorni è importante proprio per questo. È il tempo entro cui residenti, esercenti, comitati, categorie e soggetti interessati possono leggere il piano, contestarlo, chiedere modifiche, segnalare criticità o formulare osservazioni prima che l’iter prosegua.
“È stato consegnato da parte dei progettisti e noi abbiamo attivato un momento di consultazione: entro 15 giorni chi ha interesse può formulare osservazioni”, dice Orazio Amenta, dirigente ai lavori pubblici del Comune di Trapani. E aggiunge: “Questo prima dell’adozione definitiva da parte della Giunta, dopodiché bisognerà attivare le procedure ambientali e andare in Consiglio comunale per l’approvazione”.
Il punto più concreto, però, riguarda quello che accadrà con l’entrata in vigore del piano. Non verranno rilasciate autorizzazioni o concessioni di suolo pubblico alle ditte e alle attività che producono emissioni sonore se prima non presenteranno una relazione fonometrica capace di dimostrare il rispetto dei limiti previsti dalla legge. E quei limiti saranno distinti in due fasce precise: uno per il giorno e uno per la notte, in base alla zona acustica in cui ricade l’attività. In sostanza, chi fa musica o produce rumore dovrà dimostrare prima, non dopo, di rientrare nei valori consentiti.
Fa eccezione soltanto chi dichiara, tramite autocertificazione, di non avere emissioni sonore, cioè di non svolgere attività musicali o comunque rumorose. È questo uno dei passaggi che più interessa attività commerciali, pubblici esercizi e operatori che chiedono spazi esterni: il suolo pubblico, da solo, non basterà più. Dove c’è rumore, servirà documentazione tecnica.
Anche perché il piano non si limita a fissare regole astratte.
Dentro ci sono 173 criticità acustiche da risanare. Riguardano soprattutto scuole, chiese, strutture per anziani, edifici storici, ma anche impianti e aree produttive. Nella sola tavola 1 compaiono 71 scuole, 27 chiese, 35 strutture per anziani e 17 edifici storici in classe I ma a contatto con classi III e IV. In altri punti emergono criticità a Napola, Fulgatore e Ummari, oltre ai casi di dissalatore, depuratore e al nodo tra zona ASI e Riserva delle Saline di Trapani e Paceco.
Il senso del piano, quindi, non è solo contare i punti critici ma fissare un quadro stabile. “Ci saranno limiti certi, non derogabili: zona per zona sono quelli e non si possono superare”, spiega Orazio Amenta, dirigente ai lavori pubblici del Comune di Trapani. È la vera svolta di questa fase: la battaglia nata nel centro storico adesso si allarga all’intera città e prova a trasformare anni di proteste, ordinanze contestate e interventi temporanei in regole uguali per tutti.
Resta poi il passaggio successivo, quello del Piano comunale di risanamento acustico, che dovrà tradurre le criticità individuate in opere, priorità, costi e tempi. Ma intanto il primo cambio è già qui: entro 15 giorni si può contestare il piano, entro giugno il Comune punta a portarlo in Consiglio, e da quel momento per chi vuole fare attività con emissioni sonore non basterà più chiedere spazio. Bisognerà dimostrare di stare dentro i limiti.