×
 
 
22/09/2026 22:04:00

Trapani, acqua contaminata: Schifani convoca il Comune. «15 giorni per uscire dalla crisi»

La vicenda dell’acqua contaminata nella zona nord-occidentale di Trapani arriva sul tavolo della Presidenza della Regione. 

 

Il presidente Renato Schifani ha convocato oggi il Comune di Trapani, su sollecitazione della Prefettura, per fare il punto sull’emergenza igienico-sanitaria legata alla contaminazione microbiologica della rete idrica.

 

Al momento, secondo quanto riferito dall’amministrazione comunale, sono 154 le utenze ancora interessate dal divieto di utilizzo dell’acqua, concentrate soprattutto nell’area di piazza XXI Aprile e nelle strade circostanti.

 

Il vertice a Palermo

Al tavolo convocato da Schifani erano presenti per il Comune l’assessore Giuseppe Pellegrino e l’ingegnere Orazio Amenta, mentre il sindaco Giacomo Tranchida è intervenuto da remoto.

 

Presenti anche l’Ati idrico, il dirigente generale della Protezione civile regionale Salvatore Cocina, il dirigente del Genio civile di Trapani, il dirigente del Servizio idrico integrato, dissalatore e sovrambito Mario Cassarà e Siciliacque.

 

Un ulteriore passaggio di quella che ormai è diventata una lunga catena di riunioni istituzionali. 

 

La speranza dei 15 giorni

Tranchida ha illustrato al tavolo lo stato degli interventi eseguiti negli ultimi mesi. 

Secondo quanto riferito dal Comune, attraverso il lavoro degli uffici del servizio idrico, la collaborazione dell’Asp e una serie di interventi di manutenzione straordinaria, anche effettuati in sostituzione di privati e ditte, sarebbe stata costruita una mappatura sempre più precisa dell’area interessata.

Sono in corso monitoraggi e analisi in diversi punti della rete.

 

Ed è proprio da questi dati che arriva la previsione più significativa della giornata: l’amministrazione ritiene possibile arrivare al superamento della crisi nell’arco di almeno 15 giorni, naturalmente se gli interventi e i risultati delle analisi confermeranno il quadro attuale.

 

Una previsione, dunque, non ancora una certezza. La rete dovrà continuare a essere controllata e le utenze potranno tornare alla normalità soltanto quando saranno superate le condizioni che hanno portato ai divieti.

 

Il nodo delle autobotti

Intanto resta aperto il problema dell'approvvigionamento sostitutivo. È uno dei punti più delicati dell'emergenza.

A settembre il Comune aveva ammesso pubblicamente le difficoltà nel garantire autobotti e autisti sufficienti per le circa 150 utenze ancora interessate. 

Ora Palazzo d'Orléans prova a intervenire anche sul problema dell'acqua da distribuire.

 

Acqua potabile alle autobotti private

È questo uno dei passaggi più importanti emersi dalla riunione.

Dopo i recenti controlli della Guardia di finanza sul sistema delle autobotti private, il tavolo ha affrontato il tema della provenienza dell'acqua utilizzata per i rifornimenti.

 

Da domani, il Servizio idrico comunale dovrebbe attivare un rapporto con Siciliacque per ottenere acqua potabile proveniente dal dissalatore e metterla a disposizione delle autobotti private che risultino in regola con gli adempimenti previsti, compresi quelli relativi a Suap e Asp.

 

È un passaggio che punta a separare due questioni: da una parte la necessità urgente di rifornire le utenze, dall'altra la necessità che l'acqua immessa nelle cisterne sia effettivamente destinata al consumo umano e provenga da una filiera autorizzata.

 

Il problema non è soltanto l'acqua contaminata

Durante il vertice è emerso anche un altro livello della questione: le criticità strutturali della rete nella zona interessata.

 

L'ingegnere Amenta ha illustrato gli interventi tecnici effettuati e quelli ancora necessari, anticipando la preparazione, nelle prossime settimane, di un progetto specifico destinato a individuare una possibile fonte di finanziamento nell'ambito dell'emergenza idrica.

 

Perché il punto, ormai, non è soltanto 

riuscire a far tornare potabile l'acqua nelle 154 utenze rimaste escluse.

È capire perché una contaminazione abbia potuto protrarsi così a lungo e come evitare che possa ripetersi.

 

La crisi, infatti, ha già messo in evidenza le fragilità del sistema di approvvigionamento sostitutivo: pochi mezzi, difficoltà nel reperire autisti, richieste crescenti e ricorso al supporto degli altri enti. 

 

Quindici giorni per uscire dall'emergenza?

È la prospettiva indicata oggi dal Comune al tavolo regionale.

Quindici giorni, però, significano altre due settimane nelle quali 154 utenze dovranno continuare a essere rifornite, mentre tecnici e laboratori dovranno verificare passo dopo passo il comportamento della rete.

 

Il vertice di Palermo mette dunque in fila tre obiettivi: superare la contaminazione, garantire acqua potabile nell'attesa e intervenire sulle criticità strutturali della rete.

 

Per Trapani, dopo mesi di emergenza, la partita non è ancora chiusa. Ma dal tavolo regionale arriva almeno una prima scadenza: se gli interventi in corso daranno i risultati attesi, si potrebbe vedere finalmente la fine dell'emergenza entro le prossime settimane.