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09/09/2026 11:39:00

Trapani, crisi idrica: il Comitato consegna 1.150 firme al Sindaco. “Ora vogliamo risposte scritte”

L’emergenza acqua a Trapani non riguarda più soltanto la rete idrica. 

 

Dal confronto di ieri sera a Palazzo D'Alì tra il Comitato "Acqua", il sindaco Giacomo Tranchida, l’assessore Giuseppe Pellegrino e l’ingegnere Orazio Amenta emerge un quadro più complesso, fatto di criticità che affondano le radici in decenni di interventi sulle reti, vecchie condotte mai completamente dismesse e possibili interferenze tra sistema idrico e fognario.

 

L’incontro è avvenuto anche per la consegna al sindaco delle 1.150 firme raccolte dal Comitato.

 

 L’amministrazione ha illustrato gli interventi già effettuati e quelli programmati, distinguendoli tra brevissimo, breve e medio termine.

«Il problema non è soltanto la rete idrica, ma è anche e soprattutto la rete fognaria», ha spiegato Amenta. 

 

 

In alcune zone, vecchie condotte destinate alle acque bianche sono diventate nel tempo reti miste, mentre in altri casi sono state riscontrate possibili interferenze tra allacciamenti idrici e fognature.

Le aree maggiormente attenzionate comprendono via della Pace, via Archi, via Nino Bixio, via Nicolò Riccio, Campo Coni e piazza 21 Aprile. Quest’ultima è stata interessata da più episodi di contaminazione. 

 

Per quello più recente, l’amministrazione ipotizza un possibile collegamento con l’evento meteorologico del 3 luglio, ma sono in corso ulteriori verifiche.

Nel frattempo il Comune ha aumentato la clorazione. 

 

Secondo Amenta, in diverse strade gli indicatori microbiologici si sono ridotti tra l’85% e il 95%. Un miglioramento significativo, ma che non rappresenta la soluzione definitiva: senza intervenire sulle cause strutturali, il problema potrebbe ripresentarsi.

 

A Cappuccinelli è in corso il rifacimento completo della rete fognaria, mentre sono allo studio interventi strutturali anche in via Nino Bixio e via Nicolò Riccio. 

L’obiettivo è quindi passare dalla gestione dell’emergenza alla soluzione delle criticità che la alimentano.

 

Le autobotti restano l’emergenza nell’emergenza, 

col problema immediato di garantire acqua potabile alle famiglie interessate dalle sospensioni. 

 

Attualmente il Comune dispone di due autobotti convenzionate con la ditta Palma Autospurghi, mentre altri mezzi sono stati messi a disposizione da amministrazioni vicine. Una autobotte arrivata da Buseto Palizzolo, ha riferito Tranchida, era però priva di autista.

 

Il Comune sta lavorando a un sistema più organizzato per raccogliere e gestire le richieste e ha avviato una procedura per affidare all’esterno il servizio di call center. Il sindaco ha inoltre chiesto alla Prefettura ulteriore supporto, ma l’emergenza è stata classificata come locale.

 

E proprio sulle autobotti si apre una domanda che riguarda direttamente la sicurezza dei cittadini: le autobotti private dove prendono l’acqua e quale acqua viene consegnata nelle cisterne delle abitazioni? 

Tranchida ha ribadito che per gli usi potabili deve essere utilizzata esclusivamente acqua certificata come potabile e che le autobotti autorizzate dal Comune, e quindi soggette a rimborsi, sono sottoposte alle verifiche dell’Asp.

Rimborsi e richieste del Comitato

Resta aperto anche il capitolo delle spese sostenute dai cittadini per acqua, autobotti e sanificazione di cisterne e serbatoi. 

Sul rimborso il Comune non ha fornito una risposta definitiva, richiamando i vincoli di responsabilità amministrativa e contabile.

 

Il Comitato chiede invece che chi è stato costretto a sostenere spese a causa della sospensione dell’acqua potabile non venga lasciato solo davanti ai costi dell’emergenza.

 

Il confronto viene definito dal Comitato «alquanto chiarificatore», ma ora arriva la richiesta di mettere tutto nero su bianco: cause delle contaminazioni, mappatura delle criticità, interventi sulla rete, gestione delle autobotti e rimborsi.

 

Perché se il problema è davvero strutturale, la questione non è soltanto quando tornerà l’acqua nei rubinetti, ma quando Trapani potrà essere certa che dai rubinetti continuerà a uscire acqua sicura.